Le alternative a Google Adsense per un sito

Pubblicità

Stai cercando un’alternativa a Google Adsense? Nessun problema, qui ne trovi un bel po’ a tua disposizione. Sono tutte state testate da me in questi anni su vari siti, e potrai anche tu sperimentare e capire un po’ meglio quanto è grande il mondo dell’affiliate marketing.

Per inserire gli annunci nel tuo sito WordPress, puoi usare uno dei tanti plugin per le ads disponibili gratis (in genere). Ma quali sono i network pubblicitari che puoi sperimentare? In questi anni ho testato un po’ tutti i più importanti, ed ho preparato un elenco dettagliato in questo articolo. Vediamo subito quali sono, non prima di una breve introduzione all’argomento.

Come funzionano le affiliazioni

L’affiliate marketing si basa su un modello di mercato molto semplice, della serie: se io sono un merchant (un commerciante online) che vuole farsi pubblicità, creo del banner e/o dei link che puntano ai miei prodotti, e poi do’ la possibilità agli affiliati di inserirlo all’interno dei rispettivi siti. Poi posso pagare l’affiliato in tempi e modalità diverse tra loro: ad esempio per numero di vendite effettuate grazie al suo sito (il modello più solido, secondo me, anche se altrettanto difficile), oppure in base a impressions o, ancora, in base al numero di click.

Come guadagnare con le affiliazioni su un sito

Per funzionare, le affiliazioni dovrebbero sempre essere posizionate sulle pagine che abbiano un minimo a che fare con le offerte: se piazzate link affiliati a prodotti come computer ricondizionati ed il vostro sito parla di crescita personale, ad esempio, non è impossibile convertire ma, senza dubbio, è molto più facile farlo all’interno di un sito che parla proprio di informatica e di hardware. Ovviamente ci sono casi pratici che smentiscono questa teoria, ed in genere l’unico modo è quello di testare e soprattutto di avere un buon numero di traffico (possibilmente dai motori di ricerca) sul proprio sito.

Come portare traffico (che converte!) sulle pagine

Se promuovete le pagine con i vostri link affiliati mediante landing page e campagna Google Ads / Facebook Ads, ovviamente fatevi i conti prima: se spendete 100 € al mese, per dire, dovrete garantire un rientro economico di almeno quella cifra per non andare in perdita, e per guadagnare in modo concreto dovreste fatturare almeno il doppio. Sfruttando il traffico generato dalle ricerche organiche – ovviamente, se siete in grado di fare SEO o investite su una consulenza del genere – questo problema, alla lunga, non si pone (si ammortizza, in sostanza) e la spesa diventa automaticamente sostenibile nel medio-lungo periodo (salvo penalizzazioni, ovviamente). Cosa che nessuno vi dirà mai, inoltre, le affiliazioni non sono affatto quel mondo magico in cui tutti guadagnano senza lavorare o stando sul bordo della piscina: la stragrande maggioranza dei webmaster affiliati, ad  oggi, rischia solo di illudersi e non guadagna nulla, regalando (beffa ulteriore) traffico ai siti che sta promuovendo.

Ultima cosa: alcuni (se non la maggioranza) dei network alternativi ad Adsense potrebbero pubblicare solo annunci in inglese o in altre lingue. Inutile sottolineare che, in questi casi, questa circostanza rischia di essere un buco nell’acqua – anche se dipende dal vostro target di pubblico: se è in grado di capire l’inglese provateci, ma se non lo è rischiate di incorrere nel fenomeno noto come cecità al banner, ovvero pubblicate dei link affiliati o dei banner sui quali non clicca nessuno.

Chiarito questo, vediamo un po’ di cose più concrete.

Affiliazioni dirette

In genere quelli riportati qui, tranne un paio, sono affiliazioni indirette o basate su network di affiliazione, che in pratica sono società che vi mettono in contatto con gli inserzionisti interessati e, per farlo, in genere prelevano una fee su quanto guadagnate. Con le affiliazioni dirette, invece, guadagnate in teoria qualcosa in più proprio per l’assenza di intermediari.

Questa possibilità, di fatto, consiste nel cercare direttamente le affiliazioni rivolgendosi ai siti web che vendono prodotti e servizi, e cercando una sezione “affiliazioni”, partnership e simili. Le condizioni possono variare di molto, a seconda dei casi: ci sono merchant (ovvero venditori) che permettono a chiunque di affiliarsi, e lo fanno perchè i banner che inserite diventano un mezzo per ottenere pubblicità gratis e ricevere traffico dai vostri siti, pagandovi al netto i click, i lead o le vendite. In altri casi le situazioni possono essere più complicate (ci sono, ad esempio, affiliazioni che obbligano ad inserire i link affiliati senza attributo nofollow, il che teoricamente è l’un’operazione a rischio penalizzazione di Google sia per voi che per loro), e ci sono affiliati piuttosto restrittivi che vogliono prima vedere il sito dove andranno a finire e solo dopo vi daranno il codice per i banner.

Vale la pena di ricordare come funziona una conversione, in questi casi:

  • un utente fa una ricerca su Google, ad esempio, e trova la vostra pagina web, iniziando a leggere o ad interessarsi a qualcosa di pertinente (in alternativa, arriva alla vostra landing page mediante una campagna di profilazione su Google Ads, Facebook Ads e così via)
  • vede un banner all’interno della pagina, se passa oltre finisce lì: ve lo siete bruciato! Se invece clicca sul banner, rientra nei casi di un potenziale guadagno
  • A questo punto bisogna vedere cosa succede: se il modello è pay per sale, per intenderci, guadagnate se di tutto il traffico che generate trovate qualcuno che 1) clicca sul link o banner affiliato 2) effettua un acquisto seguendo il funnel di conversione del sito (e, aggiungo, molte affiliazioni hanno problemi concreti proprio perchè diventa particolarmente contorta o critica questa seconda fase, in effetti).
  • Tutto dipende dal modello usato per l’affiliazione: se paga ad impression, è la cosa più semplice, perchè basta che quel banner sia stato visualizzato (e quindi basta avere siti con molte visite per guadagnare – hai detto niente!). Se paga a click, invece, ogni click viene retribuito (questi primi due modelli vi pagano tendenzialmente poco, comunque). Se invece l’affiliazione paga a lead o a conversione, significa che vi paga solo se uno clicca su quel banner e poi si registra o compra qualcosa. In questi ultimi due casi venite pagati un po’ di più: in genere la percentuale ceduta agli affiliati su una vendita di 100€ va in media da 1 a 10 € al massimo.

Diffidate, infine, dalle affiliazioni che vi chiedono un pagamento o una fee mensile o comunque periodica per essere affiliati: l’affiliate marketing, di fatto, non funziona esattamente così (nessuno dei programmi riportati in questa pagina lo fa, per inciso). Esempi di affiliazioni dirette riguardano praticamente qualsiasi settore commerciale, che può essere più o meno difficile da vendere: cellulari, servizi di assistenza, servizi di hosting, microtelecamere, SMS, gioielli/diamanti, carte di credito e così via.

Amazon

Il programma di affiliazione di Amazon è una delle principali alternative a Google Adsense, con una piccola limitazione: Google Adsense genera in automatico l’annuncio migliore per quella pagina sulla base dei cookie dell’utente e del contesto della pagina in cui viene inserito. Il programma in questione, invece, genera solo link statici ai prodotti, ed è ideale per i siti web di comparazione tra offerte o comunque per i siti web verticali in cui trovate, ad esempio, tutti i modelli di tagliaerbe o di computer assemblati. Amazon Associates offrirebbe inoltre il programma Contextual, che fornisce link automaticamente su ogni pagina web (alla Adsense), ma per qualche motivo non si trova ancora traccia di quest’ultimo sulla versione .it del sito.

Link: https://programma-affiliazione.amazon.it/home

Awin

Awin è uno dei tantissimi network di affiliazione esistenti, che fa una cosa molto interessante: mette in contatto publisher (ovvero voi, con il vostro sito web) ed inserzionisti (i prodotti o servizi che vogliono farsi pubblicità). Per farlo permette di registrarsi gratuitamente e di mettere a disposizione un database di offerte, che potrete scegliere in base alle pagine del vostro sito ed agli argomenti che trattate.

Link: awin.com

FinanceAds

Finance Ads è poco noto in Italia, ma viene usato soprattutto sui siti verticali sulla finanza e sulle carte di credito: permette di promuovere prodotti di questo genere. Il settore è molto allettante, in effetti, perchè chi compra carte di credito è tendenzialmente alto-spendente, ma anche qui ci sono delle difficoltà obiettivo: il sito deve essere ben realizzato ed ispirare fiducia agli inserzionisti, altrimenti non verrete accettati nel network.

Link: financeads.com

TradeTracker

Sperimentato per un po’, ma poco a tema con i siti che gestisco. Sicuramente da valutare, fatto molto bene e molto solido come sistema di gestione.

Link: tradetracker.com

TradeDoubler

Link: tradedoubler.com

PayClick.it

Link: PayClick.it

ExoClick

Link: ExoClick (nota: contiene anche annunci specifici per siti adult)

Propeller Ads

Link: propellerads.com

Media.net

Ho provato a proporre un mio sito e non mi è stato accettato, per cui non so dire molto di più a riguardo. A quanto pare è un network pubblicitario molto quotato ed in voga, per quanto non sappia dire se supporti l’italiano per le ads. Ho anche il dubbio che non supporti banner in italiano, e non ho avuto modo di verificare ulteriormente.

Link: media.net

Photo by Artem Beliaikin on Unsplash

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