Guida pratica al Canonical Domain Check

Se hai creato un sito o gestisci un dominio forse non sai che esistono varie versioni, o alias, dello stesso: ad esempio se prendiamo

Google.it

potrebbe essere accessibile (e di fatto è!) anche come

www.Google.it

oppure con e senza HTTPS davanti. Sempre lo stesso sito con domini diversi, “simili” tra loro insomma. In genere nei siti fatti bene questa associazione è automatica, ed ovviamente è coerente e redirezionata a dovere: si tratta di un fattore di qualità anche lato SEO ed utente finale che non dovrebbe, in nessun caso, essere preso sottogamba. Google stessa, infatti, di solito “elegge” o sceglie una versione del dominio in automatico, con o senza www davanti ad esempio, e c’è il rischio che consideri duplicati gli alias di uno stesso dominio.

Per evitare questa situazione, il check da SEO tecnico CDC (Canonical Domain Check) viene in nostro aiuto.

Definizione Canonical Domain Check

Canonical Domain Check indica il controllo del Dominio Canonico, ovvero della versione standardizzata del sito. Per riconoscere la versione canonica di un dominio è necessario verificare quella che viene mostrata nel browser Firefox quando digitiamo un sito, oppure quella che (detta in modo più preciso) restituisce direttamente un codice server 200 OK (senza ulteriori passaggi o redirect 301, 307, 302 e simili).

È un concetto simile all’URL canonico che tutti i SEO dovrebbero conoscere, ma qui si applica al dominio in generale.

A che cosa serve il CDC

Esistono varie circostanze che possono indurre l’uso del CDC, ad esempio: considerando le varie versioni “alternative” di uno stesso dominio. Per capire meglio, vediamo qualche esempio pratico.

  • Siti con e senza WWW davanti
    https://sito.com/
    https://www.sito.com/
  • Siti con e senza https davanti
    http://sito.com/
    https://sito.com/
  • Mix tra i due casi precedenti
    https://sito.com
    http://sito.com
    http://www.sito.com
    https://www.sito.com

Questa situazione è subdola e potenzialmente pericolosa lato SEO, perchè Google potrebbe vedere gli ultimi quattro domini come più domini diversi; questo provoca potenziale dispersione di visite e di backlink, che rischiano quindi di vanificarsi e disperdersi su destinazioni a casaccio.

Pensate, per esempio, a due backlink che siano ad esempio:

<a href=”http://www.sito.com/”>un link</a>

e poi

<a href=”https://sito.com/”>un altro link</a>

In questo caso bisogna assicurarsi che tutti quei link puntino ad un unico dominio, ovvero la versione canonica del dominio:

sito.com

Tool gratuito per il Canonical Domain Check

Il tool che uso maggiormente in questi casi, e che mi sento di consigliare è il seguente:

httpstatus.io

Funziona così: voi inserite gli URL o il dominio da verificare, e selezionate la spunta in corrispondenza di Canonical Domain Check. Dopo pochi istanti, cliccando su Check Status, avrete la risposta che vi serve. Se ad esempio il dominio fosse trovalost.it avremmo 4 risposte distinte, in in corrispondenza di tutte le possibili versioni del sito:

http://www.trovalost.it

http://trovalost.it

https://www.trovalost.it

https://trovalost.it (versione canonicalizzata del dominio)

Tutte le versioni del dominio devono, a forza di massimo 1 o 2 redirect 301, portare alla versione canonicalizzata del dominio, che in questo caso è quella che dovrebbe restituire direttamente codice 200 OK.

Possibili errori e come gestirli

Vediamo anche una rassegna dei possibili errori che possono capitare.

  1. Certificate has expired – Il certificato è scaduto e deve essere sostituito. Se lo state cambiando, è possibile che dobbia materialmente scollegare o rimuovere il vecchio dal dominio (da cPanel, ad esempio), e passare così al nuovo.
  2. Problema nella configurazione del CNAME del dominio – Leggete qui la guida dedicata
  3. Problema di loop di reindirizzamento – Varie cause possibili, va capito da cosa dipenda; in genere sono vari 301 che continuano all’infinito e non risolvono vai su una pagina con codice 200, il server se ne accorge e va in blocco.
  4. Problema di configurazione del server – Chiedete all’hosting in caso di errori specifici
  5. Problema di configurazione nel file htaccess – Chiedete al reparto IT, sistemista o webmaster

Come fare il Canonical Domain Check passo-passo

  1. Andate nel sito httpstatus.io
  2. Inserite il nome del vostro dominio (tuosito.it)
  3. Selezionate lo user-agent desiderato (bot di Google, bot di Yandex, browser di vari tipi ecc.) (OPZIONALE)
  4. Cliccate su CHECK STATUS
  5. Verificate la risposta che deve sempre concludersi con un ultimo passaggio su uno status 200 OK.

Segue un esempio di risposta corretta, dove non sono presenti problemi di alcun genere. In realtà, per la cronaca, potremmo risolvere il primo passaggio con un 301 in meno (compito per casa: fatelo voi per il vostro sito web :-) )

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Conclusioni

Abbiamo visto che il CDC (Canonical Domain Check) è utile per le seguenti ragioni:

  • unificare il traffico che arriva nel nostro sito;
  • evitare di generare due proprietà distinte nella Search Console del nostro sito, anzichè una;
  • evitare che Google veda doppie versioni del dominio
  • evitare che Google veda doppie versioni degli URL.

(fonte)

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