E-mail dall’Agenzia delle Entrate? Niente paura: è un virus dannosissimo

E-mail dall’Agenzia delle Entrate? Niente paura: è un virus dannosissimo

Uno dei mittenti meno graditi al mondo, o almeno in Italia, è l’Agenzia delle Entrate. Quindi, in questo caso, meno male che il messaggio arriva da un hacker che si spaccia per l’Agenzia delle Entrate. Naturalmente, stiamo scherzando. Anche perché sembra che il virus sia terribile.

Vediamo che cosa è successo.

Sta girando una mail, che sembra provenire dall’Agenzia delle entrate, ma non arriva dall’ente statale e contiene un virus molto pericoloso. Questo problema è stato segnalato da molte persone e sono molte le persone che ci sono cadute. Anzi, sembra che il loro numero stia crescendo (noi, con questo articolo, speriamo anche di dare un piccolo contributo alla collettività). Il virus si chiama Maze ed è terribile perché può impossessarsi di tutti i file che ci sono nell’hard disk. Quindi, blocca tutte le informazioni del dispositivo. Per far tornare tutto alla normalità, occorre pagare un riscatto (probabilmente in bitcoin).

Arriva davvero dall’Agenzia delle Entrate?

Non è la prima volta che dei pirati informatici sfruttano il nome di un ente statale, tipo le Poste, o di una Banca. Ci si fida e ci si casca.  Vedi anche il famigerato phishing. Eppure, questi hacker sono meno furbi di quanto credano e a volte basta solo un po’ di attenzione.

Innanzitutto, occorre avere l’accortezza di osservare molto bene l’indirizzo mail di chi ci scrive, compresa l’estensione del dominio. Anzi, soprattutto l’estensione del dominio. Di solito, quelli di queste mail devastanti sono assurdi o comunque è facile trovare qualcosa di sospetto. Per esempio, gli indirizi e-mail dell’attacco di cui stiamo parlando sono:

agenziainformazioni.icu

agenziaentrate.icu

agenziaentrateinformazioni.icu

Che cos’è quel .icu? Perché non terminano con gov.it?

In ogni caso, facciamo dei confronti con le mail precedenti. Ne abbiamo mai ricevute da quell’indirizzo? Se la risposta è negativa, insospettiamoci.

Andiamo avanti.  Il documento che, una volta aperto, fa il danno, è in .docx.  Perché non in .pdf?

In ogni caso:

  • Andate a verificare di persona nell’ufficio dell’Agenzia delle Entrate (o telefonategli)
  • Installate un anti-virus.

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Informazioni sull'autore

Massimiliano Priore