Nuovi sensori di impronte digitali per smartphone: arriveranno entro fine anno

Aggiornato il: 07-06-2018 15:18
FS4600 è una sigla che probabilmente non dice molto, di per sè; eppure, è probabile che ne sentiremo molto parlare nei prossimi anni. Si tratta di una nuova famiglia di  sviluppati da Synaptics (fonte), che potrebbero essere integrati all’interno dei nuovi smartphone entro fine 2017. Principale caratteristica di questo tipo di dispositivi è legata alla loro grande versatilità , che consente loro di essere integrati facilmente all’interno delle tecnologie mobile più recenti. Nuove gesture, oltre a quelle tradizionali, saranno disponibili per l’uso su questi dispositivi; i nuovi sensori sviluppati saranno inoltre in grado di gestire funzionalità  specifiche per varie tipologie di applicazioni.

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La lettura di impronte digitali è, tra le forme di biometrica, indubbiamente una delle più utilizzate, ad esempio per garantire l’identità  del proprietario del telefono; in realtà  sarebbe più corretto farne uso per potenziare la sicurezza nell’accesso al proprio dispositivo, per intenderci in coppia con una password o un PIN di protezione. Farne uso in modo sostitutivo alla password può essere problematico per la sicurezza, visto che si tratta di una “password” permanente che non è possibile modificare in seguito, peraltro come evidenziato dal caso del 2013 nel quale il sensore di password dell’iPhone era stato violato sfruttando una copia delle impronte originali (vedi video seguente).

Nello specifico, l’impronta digitale “copia” su una superficie di vetro sembrava essere più che sufficente per ricreare la chiave di accesso, e questo può risultare problematico considerando che ognuno di noi lascia impronte di questo genere un po’ ovunque (fonte).

Ovviamente le tecnologie evolvono anche in tal senso, per cui c’è da sperare che nel frattempo costruttori e programmatori prendano le più adeguate contromisure in merito. Una delle cose più interessanti legate a questo genere di nuovi sensori, ad ogni modo, è il supporto a diversi tipi di forme (quadrate, rettangolari, pill), e la possibilità  di supportare vari tipi di rivestimento tra cui ceramica, polimeri e vetro, il che dovrebbe potenziarne notevolmente le possibilità  di integrazione sui vari dispositivi (fonte: ArsTechnica).



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