UE: niente più blocchi, servizi di streaming disponibili anche all’estero dal 1 aprile

Una grossa novità  si sta delineando, in via del tutto ufficiale da quello che ne sappiamo, per quello che riguarda la disponibilità  dei servizi di streaming video a pagamento: in molti casi, infatti, questi servizi sono soggetti a blocchi di natura territoriale, per cui non era possibile vedere una partita su Sky con abbonamento italiano stando all’estero.

Molte erano le aziende che stabilivano che determinati contenuti a pagamento (come film ed eventi sportivi) fossero disponibili esclusivamente all’interno del paese di residenza: motivo per cui SkyGo per l’Italia era disponibile solo da IP italiani, cosଠcome MyTF1 era disponibile soltanto in Francia, ad esempio. A partire dal primo aprile (e sperando ironicamente che non si tratti di un pesce d’aprile) ogni limitazione territoriale sui contenuti sarà  rimossa, a quanto pare non soltanto per i contenuti video ma anche per quelli audio e per gli ebook regolarmente pagati. Di fatto, un’apertura di diritto a tutti i contenuti provenienti dai vari paesi della comunità  europea (UE), e che porterà  indubbiamente enormi vantaggi in fatto di fruibilità  per gli utenti finali.

Bisognerà  capire, poi, se queste modifiche interesseranno soltanto i servizi a pagamento privati o se, come si spera, potranno valere anche per i servizi pubblici come i canali RAI, che attualmente sono anch’essi soggetti a limitazioni in base alla nazione di appartenenza.

Al di là  di quella che potrebbe diventare una questione di privacy mai affrontata prima d’ora (stabilire il paese da cui ci si connette potrebbe richiedere il GPS del dispositivo, cosଠcome effettuarlo semplicemente dall’IP può essere soggetto ad errori di localizzazione, almeno in teoria), resta una pietra miliare per la gestione dei servizi, e mostra una rinnovata sensibilità  dell’Europa a queste tematiche. A quanto pare, quindi, la UE ha voluto dare una svolta in questa direzione, eliminando un blocco per nazione dei vari contenuti che sembrava, peraltro, virare vagamente verso le sponde dell’abbattimento della net neutrality – il principio che dovrebbe regolamentare una rete web giusta e disponibile allo stesso modo per chiunque. Net neutrality che da noi viene discussa raramente, che certo in questa fase non è coinvolta direttamente nel discorso, ma che negli USA è stata da poco abolita da Trump, secondo un provvedimento che ha fatto molto discutere. A suo modo, quella di oggi sembra essere (se non una vera e propria risposta diretta) un segnale di una direzione da seguire da parte dell’Europa in una direzione più liberista (fonte).



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