Guida pratica alla cecità al cambiamento

Quello della change blindness è sicuramente uno dei fenomeni più interessanti e studiati degli ultimi anni, soprattutto data l’enorme diffusione negazionismo teoria del complotto a fronte di eventi clamorosamente shockanti o comunque difficili da accettare. A giudicarla dall’esterno sembra essere una forma di resistenza nel pensiero ad accettare fenomeni su cui tipicamente non abbiamo controllo diretto (come il cambiamento climatico, ad esempio), e alla lunga si traduce in atteggiamenti che possono essere controproducenti o addirittura deleteri con conseguenze nefaste per tutti.

Tecnicamente parlando, la “change blindness” è definita come l’incapacità di rilevare cambiamenti quando viene apportata una modifica veloce a uno stimolo visivo (Simons e Levin, 1997). Si verifica quando la zona visiva prodotta da una modifica viene oscurata da una zona visiva più ampia, per cui sembrerebbe bastare addirittura una chiusura involontaria dell’occhio, un movimento involontario dello stesso, un lampeggio dello schermo, una concomitanza di più precedenti fattori oppure, ancora, l’effetto mud splashes (schizzi di fango) che impedisce di valutare i dettagli che contano in un contesto in cui esistono troppi fattori da prendere in considerazione. La “change blindness” non deve essere confusa, tuttavia, con il noto fenomeno della “inattentional blindness”, che si verifica quando un individuo è cieco alla presenza di un intero oggetto mentre svolge un compito distrattivo, come nell’esperimento ben noto del “gorilla nella stanza” (Simons e Chabris, 1999).

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La change blindness dice qualcosa di diverso, naturalmente, e suggerisce che il nostro cervello non riesca a percepire cambiamenti molto veloci o non sappia, in senso più generale, riconoscere un cambiamento qualora esso avvenga suo malgrado. La cecità al cambiamento possiede importanti implicazioni nella comprensione della percezione umana e della nostra percezione del mondo. Dimostra quanto la nostra percezione visiva sia selettiva e limitata, concentrandosi solo su una piccola parte dell’informazione visiva disponibile. Questo fenomeno è stato studiato anche in contesti reali, come la sicurezza stradale e la testimonianza oculare, dove la gente potrebbe non essere consapevole dei cambiamenti improvvisi nell’ambiente circostante, con potenziali conseguenze per la sicurezza e la precisione delle informazioni fornite dai testimoni oculari.

La “change blindness”è un fenomeno psicologico che si manifesta quando una persona non riesce a notare un cambiamento significativo in un oggetto o in una scena visiva, anche se il cambiamento è evidente e avviene direttamente sotto i suoi occhi. Questo fenomeno mette in luce le limitazioni della nostra percezione visiva e la nostra tendenza a concentrarci solo su alcune parti dell’ambiente visivo, ignorando il resto.

La change blindness è stata studiata inizialmente da Ronald Rensink, uno psicologo cognitivo, assieme agli scienziati J. Kevin O’Regan e James J. Clark durante gli anni ’90. Il loro lavoro ha contribuito a evidenziare come le persone spesso non siano consapevoli dei cambiamenti nella loro visione del mondo circostante, a meno che non prestino una particolare attenzione ai dettagli specifici che stanno cercando. Il funzionamento della change blindness può essere spiegato attraverso vari esperimenti e situazioni.

Ad esempio, in uno studio classico, i partecipanti sono mostrati due immagini successive di una scena e devono identificare le differenze tra le due immagini. Tuttavia, se il cambiamento avviene durante una breve interruzione visiva (come una breve sfarfallio o uno spostamento veloce dell’immagine), molti individui possono non notare la differenza tra le due immagini. Questo è dovuto al fatto che il nostro cervello si concentra su ciò che ritiene essere importante in un determinato momento e può ignorare cambiamenti che non sembrano rilevanti per il compito in corso.

La cecità al cambiamento viene studiata, peraltro, per i suoi risvolti nell’ambito della sicurezza stradale, al fine di comprendere meglio i pericoli annessi alla guida quando le circostanze intorno a sè mutano rapidamente, se un oggetto finisce sul parabrezza oppure ostruisce brevemente la visuale. Di fatto, molti dettagli anche fondamentali possono non essere affatto visti dall’automobilista.

Un recente articolo ha puntualizzato, a riguardo, l’effetto della cecità al cambiamento in contesti reali:

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