Cos’è la PEC; differenze tra PEC (Posta Elettronica Certificata) ed email

Cos’è la PEC; differenze tra PEC (Posta Elettronica Certificata) ed email

Cos’è la PEC (Posta Elettronica Certificata)

La PEC (Posta Elettronica Certificata, in inglese Certified Email) è un sistama di comunicazione via internet basata sul funzionamento dell’email tradizionale, in cui l’identità di chi invia posta viene certificata da un ente terzo esterno, neutrale rispetto ai vari utenti. Si tratta di uno standard non internazionale che viene utilizzato attualmente in Italia, ad Hong Kong ed in Svizzera.

Le specifiche della PEC sono state pubblicate nel draft ufficiale RFC6109.

A che serve la PEC?

La PEC, in parole molto semplici, equivale ad una email in cui è possibile accertare l’identità dell’inviante e del ricevente, e per cui sono previsti sofisticati meccanismi di autenticazione e crittografia del messaggio. Ulteriori meccanismi di autenticazione e sicurezza previsti dallo standard RFC6109 permettono di inviare documenti in qualsiasi formato digitale, consultare i messaggi da smartphone o PC, ricevere una notifica ufficiale di avvenuta consegna e ricezione del messaggio, fornire validità legale alle ricevute di consegna e ricezione, garantire la tracciabilità del mittente, del messaggio e del destinatario di ogni messaggio, ricevere una copia integrale autenticata del messaggio, essere certi che l’email arrivi a chi si desidera, costi di invio e ricezione molto contenuti, elevata continuità del servizio (SLA), obbligo del gestore di archiviare i messaggi inviati e ricevuti fino a 30 mesi, ottimo livello di privacy e protezione dei dati personali.

Esempi di uso della PEC

Gli esempi pratici di utilizzo sono molto numerosi; su una PEC è infatti possibile ricevere documenti ufficiali (ad esempio certificati medici), fatture da pagare, comunicazioni di uffici legali e tutto quanto sia classicamente effettuato mediante la raccomandata con ricevuta di ritorno.

A differenza di quest’ultima, tuttavia, c’è una differenza sostanziale: la PEC prevede il pagamento di un canone annuale (tipicamente molto economico, dell’ordine di qualche decina di euro / anno), e permette di inviare o ricevere tutte le PEC che si desidera (o comunque il limite, se presente, permette di soddisfare ampiamente le più comuni esigenze). Le raccomandate AR, diversamente, si pagano abbastanza per ogni singolo invio.

Professionisti, freelance, privati, enti pubblici ed aziende sono caldamente invitati, quando non obbligati dai rispettivi ordini professionali e regolamentazioni specifiche, ad avere un indirizzo PEC ed a farne uso per tutti gli usi previsti dalla legge.

Differenze tra PEC (Posta Elettronica Certificata) ed email

Mediante un messaggio di email generico, come quello fornito da servizi gratuiti o a pagamento come Google Mail (Gmail), email.it, Outlook e così via, puoi comunicare con centinaia di migliaia di altri utenti utilizzando un apposito client che può essere sia il tuo browser (cosiddetta interfaccia mediante webmail, in questo caso) che un apposito programma quale Outlook, Mail (per i Mac), Thunderbird e così via.

La posta elettronica è infatti il protocollo di internet che permette di comunicare con altre “caselle” postali virtuali a patto di conoscerne l’esatto indirizzo. Un esempio servirà a chiarire al meglio la differenza tra un invio di email tradizionale ed un invio di PEC.

Ammettiamo che Pippo desideri comunicare con Frodo, per cui invia un messaggio di posta elettronica dal proprio indirizzo pippo@topolinia.net a quello dell’amico frodo78@lordoftherigs.org.

Per fare questo Pippo dovrà:

  1. aprire il proprio client di posta o un browser
  2. accedere al proprio provider topolinia.net (ad esempio da browser: mail.topolinia.net, oppure accedere in modo trasparente mediante un client configurato in precedenza)
  3. inserire la propria username e la password di accesso;
  4. cliccare su “Nuovo messaggio“;
  5. inserire il destinatario della mail (frodo78@lordoftherings.org) nell’apposito campo;
  6. digitare oggetto e messaggio che intende recapitare;
  7. cliccare su Invia; il messaggio sarà tipicamente recapitato entro pochi secondi.

Ovviamente per essere sicuro che l’altro amico abbia ricevuto la posta elettronica (e non possa dire ad esempio di non averla mai ricevuta) Pippo potrà richiedere (ed è un’opzione diffusa su svariati provider e client di posta) di ricevere una notifica dell’avvenuta lettura. Cosa che di fatto Frodo, che magari deve ricevere da Pippo una fattura ancora insoluta, si guarderà bene dal fare bloccando o rifiutando a prescindere la notifica di lettura. In genere, quindi, non c’è un modo realmente sicuro per accertarsi che il ricevente abbia ricevuto l’email inviata: in questo modo l’invio di posta elettronica, semplice e tutto sommato molto pratico, pone due ordini di problemi.
Da un lato Frodo non potrà mai essere realmente certo dell’identità di Pippo: in altri termini, Topolino – che è apparentemente amico di Pippo, ma che magari rosica da anni principalmente per via di inconfessabili gelosie – potrebbe pensare di giocare un brutto scherzo all’amico (quanto i due siano davvero amici, in questa fase, non è dato sapere): creare un indirizzo email pippo_real@topolinia.net e scrivere mail di insulti al povero Frodo spacciandosi per un’altra persona. Se è particolarmente esperto, inoltre, potrebbe intercettare le comunicazioni tra i due, visto che l’invio avviene tipicamente in chiaro (su connessioni non protette, un po’ come avviene per le connessioni ad internet su wireless senza alcuna password di accesso). Insomma, da un lato c’è un problema di mancato accertamente dell’identità di chi invia, dall’altro c’è una sostanziale difficoltà nell’accertarsi che le mail inviate siano davvero state lette (anche se in automatico i mail provider avvisano se l’indirizzo è inesistente o se, ad esempio, la posta elettronica a cui scriviamo è piena o non può o non vuole ricevere posta).

D’altro canto non vi può essere neanche un modo di essere certi che il destinatario abbia ricevuto il messaggio di posta, oppure che non sia finito nella casella antispam di Frodo, già vessato da numerosi messaggi pubblicitari su Viagra, sigarette elettroniche ed armi online direttamente dagli oscuri server di Mordor.

Questi limiti vengono aggirati dalla tecnologia prevista dalle PEC, che non sono aggirabili in quanto incluse nel protocollo stesso, e secondariamente perchè il sistema si basa su un protocollo di comunicazione più sicuro e con autenticazione del mittente. In altri termini se Pippo e Frodo avessero una casella di PEC non avrebbero alcun problema ad essere sicuri di stare “parlando” realmente tra di loro.

Rispetto alla mail tradizionale, dunque, la PEC:

  • equivale ad una raccomandata con avviso di ricevimento
  • prevede un sistema di notifica (spiegato ufficialmente qui)
  • prevede un protocollo di protezione dell’invio dei dati
  • funziona in modo sostanzialmente simile, per l’utente, ad una email tradizionale
  • è obbligatoria (o decisamente consigliata) per comunicazioni in determinati ambiti professionali-commerciali, ad esempio in caso di notifiche in ambito legale, giudiziario, tributario o relativo a fatture non solute;
  • permette di autenticare in modo certo l’identità sia del mittente che del destinatario.

Usi tipici della PEC sono legati all’invio di preventivi ufficiali, a comunicazioni con le Pubbliche Amministrazioni ed a tutto ciò che, in ambito legale, si desidera rendere ufficiale.

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