Domini facili da ricordare: mito o realtà? Alcune considerazioni sui nomi di dominio, e su quali siano "migliori"

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Il nome di dominio di un sito web nasce per fornire un handler, cioè una sorta di “maniglia”, che sia intuitiva anche per l’utente meno esperto: se non ci fossero i nomi a dominio, di fatto, saremmo costretti a ricordare a memoria indirizzi IP numerici, per cui è importante che il nome scelto, in fase di acquisto, sia agevole da scrivere e ricordare per facilitarne ed incoraggiarne l’accesso. Saper scegliere un buon nome di dominio è pertanto fondamentale fin dall’inizio, tanto più che il dominio si registra e si rinnova ogni anno, e non può essere modificato una volta acquistato.

È stato pero’ diffuso, in questo anni, una sorta di mito sui “domini facili da ricordare“, un’idea che tende a dare per scontato che i nomi memorizzabili siano migliori degli altri. Cos’è un nome facile da ricordare in questo frangente? Possiamo pensare a nomi di dominio dalla struttura semplificata, possibilmente brevi e che non contengano trattini o numeri al proprio interno: eccocome.it è facile da ricordare, in effetti, trova-domini.it, forse, lo è un po’ meno (per via di quel trattino), mentre 01100111011001010110010101101011.co.uk lo è poco o nulla: chi ricorderebbe mai una sequenza di 0 e 1? La buona scelta di un nome di dominio non garantisce il successo del sito, che è un mix di fattori SEO, engagement, buoni contenuti ed usabilità delle pagine: tuttavia, saper scegliere un buon dominio, che sia anche facile da ricordare, è sicuramente una cosa importante da fare quando si decide di inaugurare il sito.

All’interno di Analytics, del resto, le visite possono arrivare per via dei social (chi clicca sulle pagine non deve scrivere nulla nè ricordare il nome del sito), per via dei motori di ricerca come Google (idem) o mediante le cosiddette visite dirette (qualcuno ricorda a memoria il nome del sito e lo digita). Se usiamo un nome brandizzato (inventato da noi), avremo il vantaggio di essere associati da Google in modo automatico sia digitando unbelbrand.it sia cercando su Google unbelbrand. I nomi keyword-rich, cioè tipo il nostro sito trovalost.it per intenderci, sono certamente meno facili da ricordare, anche se un’opportuna contestualizzazione porta a non sottovalutarli in nessun caso.

I nomi meno facili da ricordare vincolano i contenuti del sito… per sempre!

Di fatto, questo può portare a valutazioni di vario genere quali l’opportunità di inserire parole chiave molti comuni all’interno del nome di dominio, vincolando così per sempre la natura del sito ad appartenere ad una determinata categoria (esempio: hotel.rome.it, che sarà sempre un sito inerente alberghi nella Capitale). Un nome generico come una parola inventata, tanto per dire, è decisamente più flessibile e si adatta a rendere il nostro sito una struttura dinamica ed eventualmente variabile nel tempo, ammesso che sia necessario cambiare rotta se il nostro business non fosse abbastanza redditizio. Visto che il nome di dominio non può essere cambiato (possiamo decidere di non rinnovarlo più, ma non potremo recuperare i soldi dell’investimento iniziale), tanto varrebbe considerare l’opportunità di usare nomi evocativi, non troppo lunghi e dal nome intrigante.

Cosa sempre meno possibile nella pratica, visto che i migliori nomi (o quelli che quantomeno sono più quotati sul mercato dei domini) sono già stati presi da altri e per catturarne uno buono ci vuole un mix di fortuna ed un certo numero di soldi da parte, di norma. I nomi facili da ricordare sono certamente un fatto anche piuttosto relativo ma, a mio avviso, coincidono quasi sempre con quelli brandizzati: se è vero, almeno, che tutti ricordano ebay.it e non acquisti-economici.qualcosa e simili. Attenzione, quindi, a scegliere nel modo più opportuno il nome del nostro nuovo sito, senza farsi trascinare da pseudo-conoscenze o presunti vantaggi in ambito SEO (sempre molto relativi e da verificare con un consulente del settore).

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