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Usare il DNA per memorizzare dati: il nuovo progetto di Microsoft prende forma

Il motivo per cui si potrebbe usare il DNA per memorizzare i dati sarebbe legato a tre ragioni fondamentali:

  1. l’elevato livello di conservazione delle informazioni al suo interno;
  2. l’elevata densità  del DNA rispetto ad esempio a dischi o nastri magnetici;
  3. l’elevata resistenza all’obsolescenza del materiale, ben note entrambe in ambito biologico.

Sarà  improbabile vedere nei prossimi anni in commercio smartphone o pen drive USB basati su questa tecnologia, anche perchè la controindicazione sembra attualmente legata al livello di lentezza di accesso ai dati (è ottimo comunque per grossi archivi di dati scientifici), ma certamente gli sviluppi saranno interessanti da seguire anche a breve (fonte, fonte, fonte)

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