Nuove estensioni, Google in prima linea


Pubblicato il: 08-02-2015 15:01 , Ultimo aggiornamento: 29-06-2018 17:00

Da molto tempo è possibile registrare un dominio su Google: la procedura è la solita che si effettua in questi casi, e Google pare che metterà presto a disposizione questo ennesimo servizio (sta anche cercando partner che parlino inglese per farlo: devono essere registrar o rivenditori ufficialmente accreditati presso l’ICANN).

Attraverso il suo sito ufficiale Google venderà le seguenti nuove estensioni (e forse anche altre):

.みんな .ADS .BOO
.DAD .DAY .EAT
.ESQ .FLY .FOO
.HERE .HOW .ING
.MEME .MOV .NEW
.PROF .RSVP .SOY
.ZIP

che andranno ad integrare per gli utenti l’elenco di estensioni ufficiali diffuso dall’ICANN da diversi mesi. Si tratta di estensioni tematiche, che dovrebbero riguardare siti annessi alla cucina (.EAT) oppure i cosiddetti “memi”, cioè le immagini virali diffuse sul web.

La prima di queste, inoltre, è un’estensione hiragana (la prima mai resa disponibile finora in giapponese) che si pronuncia “mi-nuh” e che significa “tutti“, mentre l’estensione .how (quella più ambita commercialmente, a ben vedere) sembra ufficializzare in qualche modo una sorta di conferma del business dei tutorial. Se how significa “come” in inglese, nell’uso comune “how to” viene riferito per dire “come fare “, quindi tipicamente come installare wordpress, come registrare un dominio, come configurare un hosting e così via.

Dei TLD tematizzati del genere potranno rivelarsi molto utile per imprenditori del web e webmaster intraprendenti, o anche broker di domini che potranno rivendere spazi virtuali di questo tipo anche in seguito, acquistandoli ora a prezzi stracciati e approfittando quando il mercato farà maggiori richieste. La speculazione è insomma dietro l’angolo, nonostante l’ICANN stia cercando di tenere il livello di guardia per queste cose piuttosto alto.

È chiaro che questo genere di query sono calamitate da vari siti che hanno costruito il proprio modello di business sulle ricerche web degli utenti: di sicuro non si tratta di estensioni di dominio (o TLD) economici, e questo deve essere chiaro dall’inizio. È quasi scontato che ci sarà una corsa contro il tempo per accaparrarsi queste estensioni prima possibile, ed è sicuro che le nuove estensioni non saranno sinonimo di qualità: Google stessa cercherà, sperabilmente, di tenere gli occhi aperti per evitare abusi ed eventuali truffe online da filtrare nei propri risultati di ricerca.

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