Il piano editoriale conta ancora qualcosa per la SEO?

Il piano editoriale conta ancora qualcosa per la SEO?

Introduzione

Content is king? I contenuti dei siti e dei blog che si posizionano meglio su Google sono davvero ben scritti come si dovrebbe? A giudicare dalla qualità delle SERP di oggi, verrebbe proprio da dire che non sempre è così. La qualità dei contenuti, oggi, viene spesso snobbata dalla SEO più classica o oltranzista: non fosse altro che si considera, purtroppo, il lavoro di copy una cosa di poco conto. Escludendo dal discorso la parte puramente tecnica della SEO, infatti, ed andando un pochino più a fondo nel discorso, dal punto di vista del marketing sappiamo bene che l’ottimizzazione onpga e e offpage, da sola, spesso non basta: non fosse altro che deve essere accompagnata da un’idea di conversione, sviluppo e miglioramento del CRO, ad esempio.

Esaminare a fondo il mercato di riferimento prima di passare alle attività di ottimizzazione e di realizzazione del sito, del resto, è un’attività necessaria prima di passare alla parte operativa o strategica: ma, ancora oggi, tende a creare delle perplessità (a torto) in certi clienti, che si aspettano genericamente che tutto quello che sia sul web sia bello, gratis e veloce. Del resto questa immagine del web che è tutto gratuito ed in cui, secondo loro, nessuno lavora sul serio (cosa falsa) è difficile da smuovere se uno non dispone di una certa flessibilità mentale.

Qualità del copywriting

Prima cosa da chiarire: contenuti ben scritti, ok, ci piacciono. Ma cosa vuol dire “qualità“, in questa sede? Senza fare troppi giri di parole: la qualità dipende sempre dalla nicchia di riferimento. Quindi un conto è la qualità di un copy per un sito adult, ad esempio, ed un altro è per il sito dei servizi finanziari di un wallet o di un istituto bancario. Quindi dipende sempre dal contesto: dipende moltissimo dalla qualità dei competitor, e non sempre ci sono margini effettivi di miglioramento. A volte, su certe SERP, è necessario adeguarsi al peggio, purtroppo; in altri casi, invece, è possibile migliorare e posizionarsi bene scrivendo meglio dei competitor. Cosa che non sempre è vera, alla fine, e questo si ripercuote in risultati altalenanti, imprevedibili e piuttosto difficili da quantificare, a volte, come costi, tempi e modalità.

Piano editoriale del sito

Avere un piano editoriale da sviluppare sul vostro blog e, alla lunga, anche su altri siti con i quali si instaurino vari tipi di collaborazioni, è fondamentale per il successo della strategia SEO: e non è vero, quindi, che i contenuti contino poco o nulla. Anzi, se scriviamo contenuti interessanti avremo maggiori possibilità di posizionarci sul mercato, diventare una voce (se non autorevole) almeno credibile sullo stesso, e riuscire di conseguenza a scalare il monte Google con tutte le difficoltà che questa attività comporta. Se si scrive bene, del resto, sarà tutto immensamente più semplice, ovviamente con un occhio alla SEO di base ed al fatto che non esistano, ad esempio, keyword density perfette, migliori o peggiori anchor text, uso di tag heading eccessivo e presunti “testi SEO”.

Molte web agency italiane come Genesi, ad esempio, insistono molto su questo aspetto, tanto che propongono nelle loro consulenze la possibilità di essere inseriti, con articolo promozionali o informativi, su vari portali tematici. Alla fine dei conti, in effetti, per chi lavora sul web è fondamentale mantenere aperta ogni possibilità: ed avere a che fare con chi fa buone PR, come loro, permette di operare in un contesto dinamico, fondamentalmente utilizzabile in qualsiasi azienda sul web, e con risultati visibili, tipicamente, non nel breve quanto nel medio-lungo periodo.


Informazioni sull'autore

Walter Conte

Il mio lavoro è strano: amo definirmi un copywriter, e non solo per assonanza con la parola copriwater. In fissa con il cyberpunk, amo ovviamente la tecnologia - purchè non ci opprima.
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