Tag e categorie in WordPress: quali usare e perchè

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Pubblicato il: 25 Maggio 2019 , Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre 2020

Quanti e quali tag usare? E quante categorie? Sì, in molti casi i blogger tendono a confondere tag e categorie, pensando che siano intercambiabili: di fatto possono esserlo, ad esempio la piattaforma Blogger di Google non fa distinzione tra categorie e tag (in realtà offre esclusivamente tag), per cui il problema entro certi limiti neanche si pone.

Che cos’è il crawl-budget?

In ambito SEO è bene sapere che ogni sito riserva, dal punto di vista di Google, una “quota” di contenuti ovvero di pagine web che si possono indicizzare: Google per questioni di efficenza, infatti, non indicizza qualsiasi cosa indiscriminatamente, perchè se lo facesse non potrebbe esporre la qualità dei risultati che tutti conosciamo. Questa quota tra i SEO è nota convenzionalmente come crawl-budget. Usare male tag e categorie, ad esempio, è un modo diffuso e banale per usare male il crawl-budget e far indicizzare (e spesso anche posizionare) le pagine che non ci interessano, o che rispondono male alla search intent (cioè l’intenzione di chi cerca, meglio è soddisfatta più la pagina è ottimizzata).

Cosa cambia tra tag e categorie di WordPress

C’è un primo aspetto importante da considerare, per WordPress: le categorie dividono i contenuti, mentre i tag li aggregano. Quindi le categorie dividono le aree tematiche (ad esempio le news di sport da quelle di politica), mentre i tag sono soliti indicare i temi trattati negli articoli, anche se non sempre devono coincidere con le parole chiave o keyword. E sapete perchè? Perchè ogni tag che inseriamo crea una nuova pagina che potrebbe essere inavvertitamente indicizzata (male). Con un esempio capiremo meglio di che si tratta.

Se ad esempio avessimo un sito di eventi, potremmo pensare di dividerlo in 4 categorie quali:

  1. musica
  2. sport
  3. convegni
  4. altro

e questo comporta che ogni evento debba essere associato ad un’opportuna categoria (a volte più di una: contrariamente a quello che si pensa, la cosa potrebbe avere un senso dettato dalla necessità contingente, anche se (lo ribadiamo) rischia di far indicizzare pagine inutili per Google, limitando l’ottimizzazione del crawl-budget), quindi:

  • Concerto dei Metallica a Milano -> andrà dentro musica
  • Derby di ritorno Inter Milan -> lo mettiamo in sport
  • Concerto di lirica -> anche qui va in musica
  • Incontro con esperti web e SEO ->andrebbe nei convegni
  • Festa di fine anno -> non sapendo dove altro metterla, usiamo altro

La funzione delle categorie, quindi, è piuttosto chiara: dividono i contenuti, come abbiamo visto. E soprattutto assolvono al compito di aiutare l’utente a filtrare i contenuti, mostrando una categoria “Musica” in cui trovare solo eventi musicali, quindi heavy metal e musica lirica nello specifico.

i tag, invece, sono delle etichette che si associano ad una serie di contenuti, per cui quando ne usiamo uno presupponiamo che ci siano più contenuti (anche in previsione) che debbano andare sotto una certa etichetta. La logica è simile alle categorie ma è in qualche modo invertita, in quanto servono in questo caso a unire o raccogliere tutti i contenuti che vadano sotto quel tag. Ad esempio un tag potrebbe essere “veglione di capodanno“, che in WordPress può essere associato ad un evento mediante un’apposita interfaccia e che, soprattutto, crea in automatico una pagina del tipo:

  • nomesito.it/tag/veglione-di-capodanno

che servirà appunto ad aggregare i vari veglioni che andremo ad etichettare come tali, ovviamente. La distinzione tra tag e categorie non è di fatto rigida, quindi, anche se le due sono pensate per scopi leggermente diversi tra loro.

Il problema dei duplicati lato SEO con tag e categorie

Vedo moltissimi siti in WordPress che, lato SEO, non vanno proprio benissimo: in prima istanza, ad esempio, ci sono spesso più tag che contenuti. Avere un blog con 10 articoli e 100 tag non ha molto senso, ed è una sovra-ottimizzazione da evitare. E far corrispondere i tag con le parole chiave dell’articolo allora, è un modo per ottimizzare gli articoli stesso lato SEO? Sembrerebbe di sì, ma non è così: in realtà ogni tag crea una pagina web avente come title il nome del tag, e questo porta ad una deframmentazione estrema del sito che, specialmente se avete più tag che contenuti, diventa controproducente e va contro la search intent media.

Come ottimizzare tag e categorie lato SEO in modo coerente

Quindi alcune scelte sensate potrebbero essere, lato ottimizzazione ed uso corretto di tag e categorie in WordPress:

  • usare meno categorie possibili
  • usare meno tag possibili (meno ne usate, meglio è)
  • se i nomi dei tag corrispondono con le parole chiave, assicuratevi che ci siano abbastanza contenuti all’interno, che insomma valga la pena tenere online il tag (nel 90% dei casi non vale la pena tenerle)
  • eliminare le categorie vuote
  • eliminare i tag vuoti
  • eliminare le categorie con pochi articoli
  • eliminare i tag con pochi articoli
  • redirezionare le pagine eliminate su un contenuto coerente: se il tag era “veglioni di capodanno”, facciamo un redirect 301 verso l’articolo “Dove fare il veglione di capodanno 2021”, ad esempio. In alternativa, blocchiamo quelle pagine mediante robots.txt o mediante impostazioni SEO delle pagine su noindex, nofollow, e notifichiamo la rimozione mediante l’omonimo strumento della Search Console di Google.
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Grazie per aver letto Tag e categorie in WordPress: quali usare e perchè di Salvatore Capolupo su Trovalost.it
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