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Mentre Stack Overflow non decolla, ChatGPT cresce (e cambia il modo in cui si programma)

Se c’è un sito a cui tutti i programmatori mondiali sono molto affezionati e sicuramente la community di Stack overflow; uno storico sito che contiene frammenti di codice per fare qualunque cosa che ha fatto la fortuna di numerosi programmatori. Io stesso l’ho sempre utilizzato in maniera proficua fin dai primi tempi in cui programmavo, senza contare gli spunti che ho trovato per risolvere situazioni complesse grazie all’intelligenza collaborativa e proattiva di tutti i suoi membri. In un certo senso Stack Overflow è un po’ quello che Wikipedia voleva diventare e non è mai riuscita: un esempio gratuito, funzionale ed esemplare di intelligenza collaborativa, davvero funzionante, moderata in modo intelligente e ricchissima di contenuti utili.

Con la crescita dell’IA generativa modello ChatGPT, i chatbot sono oggi in grado di offrire un aiuto più specifico di quanto non potesse mai fare un post di forum. Almeno in teoria dovrebbe essere così: e quello che sostiene un articolo di Ars Technica di qualche giorno fa, il quale racconta dei licenziamenti massivi nello staff di Stack Overflow (fondato nel 2008 da Jeff Atwood e Joel Spolsky, e attualmente sotto l’egida del gruppo Prosus). La community ha sempre funzionato sul principio dell’autocorrezione, nel senso: si tratta di una community di domande e risposte per cui nel 99% dei casi trovi trovi la risposta corretta, dove è attivo un sistema di moderazione estremamente funzionale (da cui molte altre piattaforme dovrebbero prendere esempio, a mio avviso), dove è raro trovare contenuti spam e, un po’ come avviene in Reddit, i contenuti sono prettamente funzionali. Non esistono i personalismi e i bias cognitivi che sono invece tipici di altre piattaforme social: se vai su sta Cover Flow sai che troverai la risposta, e se non la troverai potrai fare la domanda tu stesso, e se posta in modo corretto (e non paraculo, tipo chiedere agli altri di farti gratis un’app intera) ti risponderanno sicuramente.

L’articolo che ho linkato sospetta che l’uso dell’intelligenza generativa per risolvere problemi del genere finisca per surclassare l’uso dei forum. Però posso dire che questa è una preoccupazione relativamente infondata: chat CPT è un generatore di linguaggio che può fare gli stessi errori che farebbe una persona che sa come articolare un discorso ma non è sempre consapevole del significato di ciò che dice. Se il CEO del sito Prashanth Chandrasekar annuncia che Stack Overflow licenzierà il 28 percento del suo personale, non è neanche scontato che dipende completamente dall’avvento di ChatGPT (sembra più che altro dipendere da questioni di taglio dei costi). Nel frattempo, per non farsi mancare nulla, a luglio è stata annunciata “Overflow AI”, annunciata a luglio, come intelligenza generativa nativa della community. Al momento in cui scriviamo è solo un laboratorio in beta, ma è possibile che veda la luce a breve, per quanto qualche feature di AI sia già operativa nella ricerca interna del sito.

Rimane l’aspetto ironicamente amaro di tutta la vicenda: chat CPT sta crescendo notevolmente come azienda di Open AI, e lo sta facendo in qualche modo a spese di distacco overflow da cui le risposte che cerchiamo sono (spesso e volentieri) tratte. La questione delle fonti utilizzabili o meno da un’intelligenza artificiale, pertanto, è un problema sostanziale che si dovrà porre seriamente nei prossimi anni. Un vincolo che non dovrebbe comunque fermare il processo di inferenza (per non dire peggio, di plagio) di nuova conoscenza a partire da quella già consolidata.

OpenAI sta comunque lavorando su controlli di web crawler per ChatGPT, che consentirebbero a siti come Stack Overflow di scegliere di non essere indicizzati. Stack Overflow auspica di ottenere da aziende di intelligenza artificiale il pagamento per lo scraping del sito, come già avvenuto in altri ambiti analoghi in passato, e non è chiaro se l’azienda otterrà mai clienti B2B, probabilmente, che paghino un prezzo accettabile.

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