Quest’anno scadono i diritti d’autore di Winnie The Pooh

Aggiornato il: 01-01-2022 11:55
Un nuovo anno di innovazione, cambiamenti inevitabili ed evoluzioni: questo è ciò che si prospetta anche per il discusso mondo del diritto d’autore. Un mondo che, nello specifico, se in Italia è regolamentato dalla SIAE negli USA vive sulla base di una legge del 1998, il Copyright Term Extension Act, che riguarderà  anche il celebre personaggio di Winnie The Pooh. Uno dei più celebri e amati baluardi della cultura pop, in sostanza, vedrà  scadere i diritti d’autore proprio quest’anno, con la conseguenza che sarà  possibile utilizzarlo, parodiarlo e riadattarlo senza permessi specifici.

Pooh Shepard1928

Le regole sul copyright attuali consentono alle opere del 1926, come quella in questione, di entrare nel pubblico dominio dopo 96 anni, e tra questi vi sono proprio i personaggi ideati dalla penna di Alan Alexander Milne, ad eccezione di Tigro, che sarà  invece protetto da copyright per altri due anni da oggi. Dato significativo, nel momento in cui Winnie the Pooh diventa di pubblico dominio potrà  essere legalmente condiviso, eseguito, riutilizzato, riproposto o adattato da altri artisti senza autorizzazione o costi aggiuntivi. Nel 1961 l’autore aveva ceduti i diritti del personaggio alla Disney, che ne realizzò un notissimo cartone animato noto anche in Italia per la voce molto caratteristica del personaggio principale. Tra le edizioni cartacee più note dell’opera troviamo, senza dubbio, quella illustrata da E. H. Shepard, risalente a metà  anni 60 e ristampata per la prima volta nel 2003.

Winnie the Pooh, Tigro, Ih-Oh, Cangu e Pimpi sono attualmente custoditi, nella forma dei primi pupazzi originali, nel complesso noto come Stephen A. Schwarzman Building. (immagine di copertina: By E. H. Shepard – Illustration to page 3 of Winnie-the-Pooh (1926) by artist E. H. Shepard. Scan from Bibliodyssey, PD-US, https://en.wikipedia.org/w/index.php?curid=34771447)

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