🔎 Google Trends: come usarlo per la SEO Come trovare gli argomenti di tendenza con Google Trends per la SEO

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Introduzione

Google Trends è uno degli strumenti più famosi per determinare, ogni giorno, le cose che vengono più cercate su Google. La SEO, dal canto suo, serve sia a portare visite al sito dai motori che a incrementare il ROI dell’investimento: ma in molti casi è più difficile farlo se non si sa (almeno approssimativamente) ciò che gli utenti tendono di più a cercare.

La keyword research classica, del resto, tende a concentrarsi sulle nicchie di mercato, che spesso sono la coda lunga dei vari settori e vivono di specificità, di ricerche rare, non troppo frequenti ma piuttosto focalizzate, che spesso non compaiono affatto su g trends. I Trend di Google, al contrario, possono darci un’idea più generale di come e cosa cerchino gli utenti, aiutandoci a profilare la cosiddetta search intent – l’intento o lo scopo della ricerca, cioè il motivo per cui una ricerca viene fatta (per informarsi, per passare il tempo, con l’intenzione di acquistare, per confrontare vari modelli di prodotto e così via).

Effettuare una buona keyword research in tal senso sarebbe importantissimo ma non è sempre agevole o utile, visto che alcuni siti offrono fin troppe potenzialità e non è semplice focalizzare quelle che sono le keyword realmente utili per il nostro sito. Molti siti e blogger, del resto, lamentano la scarsità di visite sul loro portale o blog, e questa esigenza viene avvertita anche in funzione di voler aumentare il numero di visite dai motori: la domanda è a questo punto come incrementare le visite provenienti da Google sul proprio sito?

Google Trends potrebbe diventare, in tal senso, un alleato prezioso: in genere si può fare, ma è un lavoro editoriale lungo e meticoloso che in genere richiede dai 3 agli 8 mesi di lavoro.

Google Trends

Google Trends attualmente si presenta in questa veste: una casella di ricerca ed un menu di opzioni per la lingua, e poi tutti i vari trend del momento.

Di default, quando lo aprite, vedrete i trend negli USA – per vedere quelli nostrani, basterà cliccare su:

https://trends.google.com/trends/?geo=IT

oppure selezionare Italia dopo aver cliccato sul menù in alto a destra, come mostrato di seguito.

Google Trends e i feed RSS

Google Trends è un flusso di dati continuo nel tempo, che ovviamente viene aggiornato e per il quale è possibile abbonarsi ad un feed RSS; un feed che in questo caso funziona come quello per gli ultimi articoli pubblicati in un blog (nomesito.com/feed, per intenderci), con la differenza che invece dei post vedremo le ultime tendenze di ricerca. Per chi possiede un sito di news, ad esempio, potrebbe essere utile rimanere sempre sintonizzati sulle ultime ricerche che vengono effettuate.

All’interno di Google Trends trovate un indirizzo specifico per i trend giornalieri (daily) in Italia (geo=IT):

https://trends.google.com/trends/trendingsearches/daily?geo=IT

Per abbonarsi al feed RSS basta aggiungere la stringa rss:

https://trends.google.com/trends/trendingsearches/daily/rss?geo=IT

Se preferite usate lo smartphone, esiste anche un canale Telegram che riporta i trend aggiornati per l’Italia:

https://telegram.me/hottrends

seguendolo potrete ricevere le ultime tendenze di ricerca direttamente nel vostro cellulare.

Come funziona Google Trends

Google Trends distingue poi tra due tipi di ricerche basilari:

  • Termine di ricerca: indica la tendenza di una singola ricerca e di termini “simili” della coda lunga (long tail)
  • Argomento: indica quanto venga cercato l’argomento in generale, quindi una ricerca più inclusiva ed estesa, comprensiva vari termini affini.

Aprendo Google Trends e selezionando Italia in alto a destra, ad esempio, possiamo subito vedere le ricerche più frequenti nel periodo considerato (di default nei 365 giorni precedenti ad oggi) sia in assoluto, quindi utili per siti di news generalisti, che relativamente ad alcune nicchie di mercato che possiamo filtrare mediante ricerca. I dati di GoogleTrends si possono facilmente embeddare all’interno di articoli del nostro sito, ad esempio se proponiamo contenuti inerenti dati statistici ed analisi di mercato, oppure possiamo scaricarli in CSV ed analizzarli con calma mediante un editor di testo oppure Excel o Google Docs.

Perché Google Trends può essere utile

Google Trends può essere utile per almeno due motivi pratici:

  • anzitutto per individuare le parole chiave più cercate, e venire incontro alle esigenze ed alle aspettative della maggiorparte delle persone che cercano su Google; poi potremo scrivere articoli su quelle parole o adeguare vecchi articoli al trend, per l’appunto (ammesso che abbia senso, s’intende, e non sia una forzatura eccessiva farlo);
  • grazie al tool in questione, inoltre, potremmo trovare anche le varianti più diffuse ed i migliori sinonimi (migliori in termini di Google, ovviamente) di una parola, ed utilizzare ad esempio la parola donuts anzichè donughts in quanto, come si può vedere alla fine del video in basso, è più utilizzata e “popolare” la prima forma rispetto alla seconda.

Alla base di questo utilizzo “tecnico” di Google Trends vi è una considerazione da accettare preventivamente: adeguando il nostro sito alle tendenze di ricerca del momento, di fatto, andremo a dare “in pasto” a Google mediante il nostro blog proprio quello che “si aspetta”, dando così un improvement sostanziale (cioè un miglioramento) di traffico effettivo sul nostro sito. Ovviamente che questo traffico sia davvero utile al ROI non è automatico nè garantito: dipende da tanti fattori, tra cui ovviamente il livello delle concorrenza.

Esempio di uso dei Google Trends: coffin meme

Usare Google Trends per la SEO significa stare dietro ai trend, alle tendenze del momento, e questo significa anche seguire un po’ il mercato e le varie news che girano su un certo argomento. Tanto per fare un esempio, durante la pandemia di Covid-19 è uscito fuori il coffin meme, il meme del funerale con i becchini ivoriani che danzano sulla base del noto pezzo musicale Astronomia di Tony Igy.

Negli USA è letteralmente esplosa come ricerca più o meno ad inizio aprile, come possiamo vedere da qui:

mentre in Italia ha mantenuto un certo trend improvviso la ricerca dell’equivalente italiano, meme funerale:

Capire come e cosa cercano gli utenti è stato fondamentale, sono dovuto anche andare un po’ a spanne facendo delle ricerche mirate su Google e prendendo qualche appunto sulle parole chiave e le espressioni (in molti casi gergali, o legati a come le persone cercano le cose: il che, con buona pace dei puristi dell’italiano, non significa per forza che le cose siano cercate in modo grammaticalmente corretto) usate dagli utenti.

Una chiave di lettura basilare, quella che stiamo vedendo, per fare SEO in modo costruttivo ed aumentare le visite da Google: prima che io scrivessi un articolo su questo argomento per prendere un po’ di visite, insomma, ho dovuto fare un po’ di ragionamenti a riguardo. Se ad esempio avessi scritto un articolo in italiano sul coffin meme scritto così, per intenderci, probabilmente non avrei prodotto molti risultati, invece parlando in un articolo del blog della “canzone del meme del funerale” mi sono posizionato primo e mi sono focalizzato sui vari aspetti interessanti della vicenda:

  • che c’è una canzone house di cui molti cercano il titolo;
  • che in genere l’aspetto ludico-musicale è di un certo interesse per gli utenti (search intent molto leggero, se vogliamo)
  • che Google se cercano meme funerale suggerisce anche risultati con varianti “ballo della bara“;
  • ho inserito per completezza anche le varianti della ricerca in inglese (vedi screenshot successiva) dando per buono che chi cerca una cosa del genere, con buona approssimazione, conosce anche l’inglese.

Risultato ottenuto: prima posizione (e all’epoca articolo più visitato di quel blog)!

Come usare Google Trends per la SEO

Questo genere di pratica di cui ho riportato un esempio è applicabile in vari ambiti, e va bene generalmente per i siti puramente editoriali (quelli di news, ad esempio); a cosa serve, quindi? Serve ad aumentare potenzialmente le ricerche su Google al proprio sito, come abbiamo visto, incrociando così l’offerta editoriale del sito con la domanda della maggiorparte delle persone che cercano su Google.

Diciamo anche è possibile effettuarlo muovendosi in due direzioni parallele:

  • realizzando contenuti ex novo, seguendo un po’ il trend di Google sulle ricerche
  • migliorando i contenuti attuali, ammesso che non si tratti di articoli “a scadenza” come notizie

Google Trends nella pratica del lavoro editoriale di un sito

Se la creazione di nuovi contenuti è in qualche modo ovvia (è puro copywriting, alla fine), quella di miglioramento in funzione di Google Trends va effettuata con una certa attenzione e strategia, prevedendo (ad esempio) cura negli URL (ovvero i permalink di WP, che devono essere più espressivi possibile) ed eventuali redirect 301 da contenuti vecchi ad altri più aggiornati me così via. L’idea di fondo è che Google Trends ci suggerisca, in buona sostanza, gli argomenti da trattare nel sito e noi, un po’ per volta, assecondiamo questa tendenza “accontentando” le aspettative della maggioranza degli utenti del motore.

Alla base di questa attività di valorizzazione dell’esistente e di creazione di nuovi contenuti per il proprio blog, di norma, dovrebbe esserci una preventiva ricerca di parole chiave o keyword research, ovvero: in altri termini è indispensabile individuare le migliori ricerche che potrebbero essere interessanti da posizionare per il proprio sito web.

Google Trends (per gli amici g trends) è uno dei principali strumenti gratuiti che è possibile sfruttare a riguardo, proprio perchè mostra i trend (cioè gli argomenti di tendenza) più importanti del momento e può aiutarci a darci una linea guida molto interessante, usandolo quindi come vero e proprio strumento di suggerimento delle parole chiave e per i titoli degli articoli, a volte.

Migliorare quantità e qualità del traffico da Google

Per entrare in competizione dentro Google, ad esempio, sembra essere abbastanza sicuro che venga premiata la costanza nella pubblicazione, per cui sarà necessario curare sempre il proprio blog ed evitare di abbandonarlo (il tasso di abbandono dei blog è molto alto, in media, perchè raramente o solo in alcuni casi si riesce ad avere una redazione che possa starci dietro).

Video-Guida su Google Trends

Ulteriori funzionalità utili riguardano poi lo storico delle ricerche più effettuate negli anni precedenti, distinguendolo per tipologia: ricette, glossari, dizionari, tutorial più richiesti e così via. Nel seguente video di circa 10 minuti faccio vedere come utilizzare Google Trends per individuare argomenti da trattare nel nostro sito.

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Informazioni sull'autore

Salvatore Capolupo

Consulente SEO, ingegnere informatico e fondatore di Trovalost.it, Pagare.online, Lipercubo.it e tanti altri. Di solito passo inosservato e non ne approfitto.