Hosting più veloci: quali sono e dove trovarli

Hosting più veloci: quali sono e dove trovarli

Quali servizi di hosting sono più performanti? Andiamo a scoprirlo in questo articolo mediante un’analisi ragionata.

Introduzione

In passato avevo effettuato alcuni test delle performance, in termini di velocità misurata da parte di un campione di circa 10 hosting differenti; con questo approccio, per semplicità, davo per buono e corretto che la velocità potesse riflettersi di conseguenza all’interno del sito che sarebbe stato ospitato da quel servizio. Il test che avevo fatto a campione, giusto per la cronaca, riportava i seguenti risultati. I risultati erano indubbiamente interessanti (i TTFB erano sempre molto bassi, quindi sostanzialmente buoni) ma, per quello che che vedremo, erano incompleti e non consideravano una parte consistente della questione.

Hosting TTFB (s)
Tophost 0.23
Supporthost 0.18
Keliweb 0.22
MisterDomain 0.48
Aruba 0.21
1&1 0.54
Siteground 0.43
V-Hosting 0.47

Si tende a pensare, in effetti, che se l’hosting è veloce anche il sito lo sarà: per quanto non sia sbagliato pensarla in questi termini purtroppo le cose non stanno sempre così. Del resto – col tempo e con l’esperienza, lavorando su siti diversi e con hosting di ogni genere – ho pensato di cambiare questo approccio, e proporre la questione in termini un po’ più pratici, più semplici da capire per il lettore.

Per fare questo, ho pensato di seguire un percorso differente: in primo luogo cerchiamo di capire cosa renda veloce (o lento) un servizio di hosting, e poi proveremo a chiederci quali siano le componenti che ne influenzano la velocità, anche basandoci sulle metriche che usano servizi come PageSpeed Insights e GTMetrix. E, alla fine, cercheremo di fornire una risposta per quello che riguarda gli hosting più veloci che attualmente esistono sul mercato, in termini di performance, assistenza e strumenti che forniscono per la velocità del nostro sito.

Che cosa rende veloce un hosting?

La prima domanda a cui dovremmo rispondere, in effetti, riguarda cosa si intenda per velocità di un hosting: nella tabella precedente avevamo considerato il Time To First Byte, misura che abbiamo approfondito in un articolo apposito e che da’ un’idea di quello che si potrebbe intendere. Il TTFB (Time To First Byte) indica, durante una connessione client-server ad esempio, quanto impiega l’hosting ad elaborare la prima risposta e ad inviarla al cliente. Il TTFB è espresso in millisecondi e misura la velocità di risposta del server di un hosting web, ovvero il tempo che passa tra il momento dell’invio della prima richiesta HTTPS (più veloce, che potrebbe anche essere HTTP – in proporzione, di solito più lenta) ed il momento in cui il primo byte della comunicazione viene ricevuto dal browser.

Quando si misura la velocità di un sito, tuttavia, vengono usati dei diagrammi a cascata detti waterfall: in pratica sono una sequenza di barre orizzontali che misurano, per ogni componente del sito (ad esempio: pagina HTML, file CSS, file JS, immagini e così via) quanto tempo trascorre prima che il contenuto venga caricato per intero. Questa è la misura di cui abbiamo bisogno per poter misurare la velocità di un hosting (o di un sito) in maniera corretta! È facile ottenere questa risposta usando il tool di GTMetrix, ad esempio, oppure le funzionalità di Rete che sono integrate nel tool per sviluppatori di Chrome e di Firefox.

Ecco un esempio di waterfall che indica quanto impiega a caricare una pagina di questo sito, ad esempio.

Nel grafico in alto è chiara soprattutto una cosa: il TTFB non è completo nè sufficiente per effettuare un test di prestazioni corretto del sito, quindi ne possiamo dedurre che è impossibile misurare la velocità di un sito (o se preferite quella di un qualsiasi hosting) a prescindere da questi aspetti.

Quindi, in prima istanza, tutto questo indica chiaramente che

  • ci sono più componenti che influiscono sulla velocità;
  • la velocità dell’hosting coincide, nella nostra testa “da principianti” o non tecnici, con la velocità di un sito – e questo non è corretto al 100%;
  • anche l’hosting più veloce e con le migliori e più veloci componenti software (NGINX, MySQL ottimizzato, ultima versione di PHP, …) risentirà comunque del tipo di sito, nello specifico di quante chiamate HTTPS (ognuna per un file diverso: CSS, JS, HTML, immagini, ecc.) siano presenti al suo interno.

Chiarito questo, la domanda sull’hosting più veloce potrebbe aver perso la propria portata originale, e a questo punto è fondamentale porsi nell’ottica corretta.

Strumenti offerti dagli hosting per migliorare la velocità

Mettiamola così: ogni hosting fornisce strumenti, che possono essere diversi tra di loro, per migliorare la velocità a qualsiasi livello. Ad esempio con Cloudflare possiamo ridurre i tempi di lookup o di caricamento del nome di dominio, cioè quanto impiega il DNS a risolvere il nome ed associarlo all’indirizzo IP del nostro sito. Sfruttando un servizio di CDN come KeyCDN possiamo mettere in cache le risorse CSS, immagini e JS in modo che pesino meno ai fini della velocità. Utilizzando un servizio di reverse proxy, poi, possiamo fare in modo che esista una cache lato server che sia in grado di ridurre la velocità su chiamate successive alla stessa pagina, e questo è un toccasana (in particolare) per le pagine più visitate del nostro sito. Infine, come se non bastasse, se abbiamo accesso SSH al nostro server abbiamo la possibilità di tarare nel dettaglio:

  • tempi di risposta del database MySQL;
  • dimensionamento ed aggiornamento degli indici per velocizzare le query MYSQL;
  • tempi di risposta di NGINX o Apache2;
  • aggiornamenti lato server che potrebbero, in generale, anch’essi influire sulla velocità;

Per un utilizzo avanzato di SSH potremmo anche spegnere o ridurre le risorse di servizi attivi in background oppure in loop, ad esempio poco utili o non utilizzati, che potrebbero rallentare il sito. Insomma, c’è un mondo da scoprire e su cui indagare, e tutto dipende da quello che i singoli servizi di hosting ci offrono come strumenti per migliorare la velocità.

Andiamo adesso a vedere nel dettaglio cosa offrono i singoli servizi di hosting, e come possono far diventare veloce il nostro sito.

Siteground

Questo hosting ci piace tanto perchè è decisamente migliorato negli anni, ed è uno strumento sostanzialmente perfetto per gli sviluppatori: per la velocità offre vari strumenti tra cui, ad esempio, un plugin di cache per WordPress che sfrutta sia la cache dinamica (più efficente di quella statica), software integrati come memcached (che sfruttano la RAM del server per memorizzare le chiamate e ridurre la latenza), supporto incluso a CloudFlare, da qualche tempo anche supporto ai servizi utilizzabili mediante Google Cloud. Configurando tutto in modo corretto e facendo un po’ di test, insomma, e anche sfruttando l’assistenza tecnica che rende Siteground paragonabile ad un servizio managed, sarà possibile rendere il vostro sito più veloce che mai.

Guarda l’offerta di SiteGround

VHosting Solution

Altro hosting molto veloce ed interessante: questa soluzione di hosting offre, per la velocità, il supporto al reverse proxy, che è possibile attivare dal pannello Plesk ed è molto utile per migliorare la velocità. Anche in questo caso tutte le chiamate HTTPS possono essere gestite sfruttando i servizi di Apache per la cache, come ad esempio il modulo mod_cache. È possibile passare da una versione PHP all’altra, cosa molto comoda per testare il sito su versioni più recenti e guadagnare qualche punto in termini di velocità.

Guarda l’offerta di VHosting

ServerPlan

Questo servizio, infine, offre anch’esso uno switcher, ovvero un “interruttore” che permette di passare da una versione PHP all’altra: questo influenza la velocità di caricamento delle pagine in modo non sempre effettivo, ma è un dato di fatto ed è utile avere questo grado di libertà per la gestione del proprio sito. Per la velocità si può pensare di acquistare un hosting cloud, ad esempio, che permette di avere sia un pannello Plesk (con tutto quello che ne consegue: reverse proxy per la cache, ecc.) che cPanel (un pannello molto ricco da questo punto di vista, e che altri servizi di hosting non sempre offrono).

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Conclusioni

Se la velocità di un sito dipende dal waterfall significa una cosa molto importante:

se il sito è lento, non vuol dire che sia colpa dell’hosting.

I servizi che ho elencato in questa pagina sono stati provati in condizioni e modi differenti, e sono orientati a consentire al webmaster (o developer che sia) la possibilità di tarare al meglio la velocità. Non c’è un modo unico o universale per farlo: bisogna mettersi al lavoro e provare finchè non si trova la quadra. E non bisogna dimenticare una cosa importante: i tool di velocità moderni sono influenzati dal tipo di theme che usate, oltre che dal numero di plugin (che tendono ad aumentare, al limite, il solo TTFB).

Quindi la dimensione della pagina ed il numero di chiamate HTTPS possono essere ottimizzate non mediante tool dell’hosting, bensì sfruttando plugin di minify e compressione che ho descritto per esteso nell’articolo su come migliorare la velocità di un sito.

Foto di copertina di OpenClipart-Vectors da Pixabay

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Redazione

Articolo scritto in collaborazione con Trovalost.it