Malware negli ATM: jackpotting

Malware negli ATM: jackpotting

Spesso si tende a pensare che gli attacchi informatici riguardino solo i computer domestici o gli smartphone, ma la realtà è molto più variegata: questa volta raccontiamo di un recente caso avvenuto ad un ATM di una banca americana, la Citizen’s Bank. Quattro persone sono state accusate di frode in merito alla manipolazione di un ATM e di furto di circa 50,000 dollari.

L’attacco informatico è noto come “jackpotting” e viene solitamente eseguito da truffatori travestiti da tecnici addetti alla manutenzione, i quali installano prima un software malevolo nel bancomat e poi, in un secondo momento, fanno commettere il furto ad altri due collaboratori. Si tratta di una tecnica che è nota almeno dal 2010, come mostrato in questo video tratto dalla conferenza di sicurezza informatica nota come Black Hat USA.

Durante il furto è stata immediatamente rilevata l’anomalia, e sembrerebbe che l’emissione di 40 richieste da 20 dollari ciascuna sia stata finalizzata proprio mentre i due venivano scoperti a prelevare il denaro; attualmente rischiano fino a 30 anni di carcere. Tra il materiale utilizzato per commettere il crimine risultano cacciaviti, cavi, fili, un dispositivo elettronico non specificato, che sono stato riconosciuti come necessari a commetterlo. A quanto pare è stato rilevato un caso simile anche qualche giorno prima, per cui potrebbe non essere l’ultimo: sono noti casi analoghi in Asia, Messico e anche in Europa, con quasi un milione di dollari sottratti solo negli Stati Uniti con questa tecnica.

In attesa di misure migliorative della sicurezza sugli ATM, le autorità e gli esperti del settore raccomandano ovviamente agli impiegati addetti agli ATM la massima cautela nelle procedure usuali, al fine di evitare attacchi di questo tipo in futuro (fonte).

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