Le 7 migliori leggende metropolitane sull’informatica

Le 7 migliori leggende metropolitane sull’informatica

Da sempre in bilico tra maledizione e benedizione, la tecnologia occupa spazi sempre più importanti nella vita di tutti noi: perchè allora non fare una bella rassegna delle principali storie incredibili (o leggende urbane) che si sono diffuse prima come fotocopie ed oggi grazie a BBC, chat, email e internet? In questo articolo ho raccolto le più famose, particolari e divertenti che sono riuscito a scovare nel famoso libro cult Sarà vero?, che sto finendo di leggere in questi giorni, oltre che dal famoso sito di bufale Snopes.com.

Le morali sono tra le più varie: la più frequente che si apprende, del resto, è legata al fatto che spesso i computer fanno risolvere facilmente problemi complessi e dimenticare come si facciano le cose più semplici.

Fare durare di più la batteria del telefono con un codice

Solo per esperti, non fatelo sul vostro smartphone principale. In questo caso si tratta di una leggenda molto amplificata nelle aule universitarie ed in certi ambienti tecnologici: per fare durare di più la batteria basterebbe, su alcuni modelli (tra cui i NOkia) digitare il codice di stringa *3370# (modalità detta Half Rate Codec). Ciò tuttavia corrisponde a degradare la qualità della telefonata risparmiando energia, con un risparmio fino a 30% in più a costo di telefonate molto meno chiare (e non è consigliabile farlo, a mio avviso). Il codice esiste davvero su alcuni telefoni e si può affiancare al *#4720# che invece abilita il Full Rate Codec, cioè dovrebbe ripristinare il telefono alla modalità precedente. Non si tratta quindi di una vera e propria leggenda urbana, bensì di una funzionalità specifica ed apparentemente ristretta solo ad alcuni modelli di telefono, spesso neanche recentissimi (fonte).

La stampante non funziona

Una persona contatta l’assistenza telefonica di un software per avere chiarimenti: non riesce in nessun modo a stampare un documento. Sfinito dalla discussione l’impiegato chiese al cliente se la stampante fosse accesa, ed il cliente fu costretto a riconoscere che era spenta (e che era già la seconda volta di seguito che gli capitava un imprevisto del genere). Con la tecnologia di oggi anche il più ingenuo saprebbe riconoscere e risolvere una situazione del genere: leggenda comunque divertente per quanto vintage e figlia dei suoi tempi.

Sulla falsariga di questa leggenda ne è nata una piuttosto simile, cioè quella che segue.

Recuperare un hard disk con il congelatore

Fino a qualche anno fa un mito molto diffuso riguardava la possibilità di recuperare i dati da un hard disk corrotto tenendolo nel surgelatore; per quanto possa sembrare una semplice invenzione pare che con le prime tecnologie il rimedio fosse valido, in quanto gli hard disk dipendevano molto dalla temperatura circostante. Il problema di questo approccio, sostanzialmente sconsigliato e ridotto ad oggi a semplice leggenda, è che così facendo si può creare uno strato di condensa sui piatti del disco rendendolo comunque non recuperabile, senza contare che i moderni SSD ne sarebbero del tutto immuni. Ad oggi le tecnologie sono evolute, non è detto che funzionino lo stesso a temperature basse (così come gli smartphone surgelati) ed il trucco non funziona più: molto meglio farsi preventivamnete un backup dei dati del proprio sito, pertanto.

Il portabicchiere

A breve non saranno neanche più presenti sulla totalità dei computer, ma fino agli anni 90 era classico avere un case di computer con un lettore DVD: un utente era convinto di aver spaccato accidentalmente un semplice porta-tazze o portabicchieri, il tutto mediante la consueta telefonata all’assistenza tecnica.

Il display non si accede

Sulla falsariga della precedente troviamo la storia del display che non riusciva ad accedersi: dopo mille tentativi, il tecnico arrivò sul posto, girò la manopola della luminosità e risolse il problema.

Il bancomat fortunato

Una signora riesce a trovare casualmente un bancomat smarrito; è notte fonda, per cui per essere sicura che nessuno possa fare cattivo uso della carta la inserì in uno sportello automatico digitando un PIN a casaccio, con l’idea che l’avrebbe bloccato e messo al sicuro. Invece indovinò il PIN al primo tentativo, e si trovò di fronte ad una schermata “Quanti soldi desideri prelevare?“.

Per la cronaca, se un PIN è a 5 cifre, la probabilità di indovinarlo al primo tentativo è di 1 su 100,000 (lo 0,00001%).

Premi un tasto qualsiasi per continuare

Questa leggenda circolava come barzelletta in vari ambienti di lavoro con cui sono stato a contatto: si trattava dell’avviso “Press any key to continue” in cui molti non riuscivano a capire quale fosse il tasto “any” (in italiano sarebbe traducibile come “non riesco a trovare il tasto “Qualsiasi“). In una variante considerevole di questa storia, un utente confondeva il tasto Any con quello di reset o di accensione del PC, provocando così la perdita di tutti i dati.

 

 

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