Come si comportano gli smartphone a temperature glaciali?

Come si comportano gli smartphone a temperature glaciali?

Con le temperature molto fredde di questi giorni, non è ovvio chiedersi se i nostri smartphone abbiano una temperatura minima a cui riescono a resistere e funzionare regolarmente. In altri termini, è sempre il caso di utilizzare il nostro smartphone per qualche selfie al freddo ed al gelo?

Proprio come avviene per gli organismi viventi che a temperature molto basse rischiano di andare in ipotermia, anche i nostri smartphone hanno dei range di temperatura in cui funzionano al meglio. Scendendo a temperature molto basse come avviene in questi giorni in molte zone d’Italia, si può riscontrare il rischio di “assiderare” il nostro telefono, magari senza nemmeno accorgercene o perchè impegnati a fotografare una fontana ghiacciata. In caso del genere infatti – ed ammesso che le istruzioni specifichino il range di temperatura ideale al funzionamento – eventuali danni al telefono non vengono, almeno in linea di massima, coperti dalla garanzia. Bisogna quindi fare attenzione a quando si usa e, soprattutto, a dove si custodisce il proprio smartphone.

Parlando in generale, ogni dispositivo elettronico dispone di una temperatura di riferimento, o meglio di un intervallo (range) di funzionamento ideale:tali intervalli tendono ad essere piuttosto ampi, per cui non c’è ragione di diventare troppo paranoici. Una stampante HP, ad esempio, lavora idealmente tra 0 e 55° C, teoricamente tra 15  e 32° e – alla peggio – se messa da parte o tenuta ferma per un certo periodo, andrebbe custodita secondo i dati di targa tra -40° C fino a 60° C. Un iMac della Apple (modello del 2001) lavora mediamente tra 10° e 35°C, e riesce a sopportare tra -40°C e 47°C). Nell’ambito dei dispositivi portatili, inoltre, le istruzioni degli iPod sono chiare: vanno usati preferibilmente tra 0° e 35°C, vanno custoditi tra -20° e 45°C e non vanno lasciati ad esempio in auto, perchè soggetti a possibili sbalzi di temperatura fuori dall’intervallo indicato.

Questo suggerisce che in genere i dispositivi elettronici mal sopportano le temperature troppo alte o troppo basse a cui siamo abituati in questi ultimi anni, peraltro; in altri termini bisogna avere un minimo attenzione a dove si custodiscono, e soprattutto alle condizioni in cui si usano i propri telefoni.

PCWorld ha effettuato un test di resistenza in tal senso, qualche anno fa (non sembrano esistere test più recenti, almeno di mia conoscenza): sono stati testati a temperature fino a -40°C buona parte dei dispositivi cellulari più comuni dell’epoca, e sono stati riassunti all’interno di una famosa infografica.

  • fino a 0°C tutto sembra essere nella norma, almeno per i modelli in esame;
  • a -5°C, l’iPhone dell’epoca (il 4S) ed il celebre Nokia N9 mostravano messaggio di errore SIM e batteria scarica;
  • a -10°C l’iPhone spira come se avesse la batteria scarica;
  • a circa -29° C, molti modelli Android iniziano a rallentare inesorabilmente;
  • gli schermi LCD resistevano in generale al freddo meno bene di quelli con tecnologia AMOLED;
  • modelli più resistenti al freddo (fino a -40° C): Nokia C1-01, Nokia E65

(fonte, fonte, fonte, fonte)

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