Netflix e fisco italiano: l’Agenzia delle Entrate sta per agire?

Netflix e fisco italiano: l’Agenzia delle Entrate sta per agire?

Che si devono pagare le tasse è un dato di fatto: che ci sia chi non le paga, è anch’esso scontato. Quando poi la questione riguarda un colosso come Netflix, tutto diventa più interessante. Secondo la Procura di Milano, notizia riportata dal Corriere della Sera, il colosso americano dovrebbe versare gli introiti al fisco italiano derivanti dall’utilizzo dei server e dei cavi a fibra ottica della rete internet italiana. Netflix, invece, non ha nemmeno presentato dichiarazione dei redditi nel nostro Paese: in effetti non esiste una sede e non esistono dipendenti del colosso in Italia.

La sede legale è in Olanda e lì, seppur con molti sconti, paga regolarmente le tasse. Eppure in Italia Netflix per poter offrire il suo servizio si avvale di infrastrutture di rete e di server su territorio italiano. Questo allora potrebbe essere definito come “stabile organizzazione“, quindi il colosso dovrebbe essere un contribuente fiscale a tutti gli effetti. Il nucleo di Polizia economico finanziario della Guardia di Finanza ed il pm Gaetano Ruta stanno indagando proprio per capire se il reato sussiste o meno, anche perché la sanzione potrebbe anche essere pesante visto che per omessa dichiarazione dei redditi si rischia anche il carcere.

Del resto Netflix sul nostro territorio può contare su circa 2 milioni di abbonati, quindi parecchi introiti al colosso che però non lascia neanche un centesimo al nostro Paese.

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Dal canto suo Netflix nei giorni scorsi, durante la conferenza stampa per la presentazione della collaborazione tra Netflix e Mediaset che porterà alla produzione di film originali in lingua italiana che verranno girati nel 2020 ed andranno in onda l’anno successivo, ha dichiarato attraverso il suo fondatore nonché amministratore delegato, Reed Hastings, che verrà aperta una sede legale in Italia, stabile, con uffici e personale, in modo da svolgere il lavoro regolarmente, pagando le tasse come ogni altro contribuente italiano.

Forse così si tenta una riappacificazione con il fisco, in vista di una più redditizia attività lavorativa in Italia.


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Maria Grazia Intersimone

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