Trova l’hosting ideale: la guida di Trovalost! Come cercare facilmente l'hosting ideale, per WordPress ed altri CMS

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In questa pagina avrete l’opportunità di seguire un vero e proprio percorso, che partirà dalle nozioni basilari e vi condurrà nei meandri delle tecnologie hosting (neanche fossimo in una puntata di Voyager) alla scoperta della migliore opzione per te… oltre i confini della conoscenza!

Quello che dovrete fare non è altro che seguire il percorso suggerito, disseminato di indizi che potranno aiutarvi a capire la scelta giusta per voi, in modo da gestire in maniera autonoma la scelta del vostro servizio di hosting attraverso un semplice percorso guidato.

Cominciamo?

Nota preliminare: se preferite consultare una lista di hosting divisa per prezzi (economico, intermedio e di alto livello) forse sarebbe meglio partire da questi link:

Perchè ti serve un servizio di hosting?

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L’hosting servirà ad ospitare il vostro sito, ovvero a fornire tutto il supporto necessario in termini di hardware (macchine fisiche per far funzionare il server del sito) e software (programmi atti a rendere accessibile il sito e perfettamente funzionante): se siete stati incaricati dalla vostra azienda di procurare un servizio di hosting per un sito, probabilmente non avrete tutte le indicazioni di cui potreste aver bisogno e questo, di fatto, potrebbe costituire un problema.

In molti casi pratici, l’utente che compra un web hosting potrebbe non avere le idee chiare, ad esempio, su che versione di PHP gli serva, se potrebbe aver bisogno di moduli specifici (come il Pagespeed di Google, ad esempio) e se sia meglio banda limitata o illimitata. Ad ogni modo, a livello pratico questo è facilmente risolvibile considerando che tutte le aziende del settore vendono dei pacchetti di hosting (detti a volte piani di hosting) che racchiudono in modo semplice ed intuitivo le principali caratteristiche tecniche, mostrando soltanto quelle essenziali.

Capire i pacchetti di hosting più diffusi

In breve, possiamo ad esempio considerare i seguenti casi pratici che vengono usualmente commercializzati dalle varie aziende del settore da tutto il mondo:

  1. piano hosting WordPress / “per WordPress”, tipo quelli riportati qui: è un tipo di hosting che possiede tutto il necessario per fare funzionare WP, per l’appunto;
  2. piano di hosting Linux, tipo questi: spesso vengono indicati in questi termini gli hosting condivisi (vedremo a breve cosa significa) con sistema operativo Linux. Questo non ci deve spaventare, perchè Linux è in realtà molto adatto alla gestione di siti web, non richiede conoscenze specialistiche e non richiederà, per inciso, di installare Linux sul vostro computer.
  3. piano di hosting con la parola “CMS” al suo interno: ad esempio KeliCMS andrà bene per qualsiasi CMS (Content Management System) come Joomla!, WordPress, Drupal e così via;
  4. piani di hosting PHP, anche in questo caso abbiamo hosting con l’indicazione del linguaggio server side che si sta utilizzando per il sito, solitamente PHP va benone per la maggiorparte dei portali salvo casi particolari (ad esempio, sistemi per gestire forum che richiedono ASP ed hosting Windows).
  5. diversamente, è prassi comune indicare gli hosting più popolari come hosting condivisi: gli hosting di questo tipo sono “condivisi” nel senso che condividono le risorse hardware e software tra più utenti. Questo ovviamente non significa che non ci sia riservatezza tra i dati: ognuno vede e può accedere soltanto ai propri, la condivisione è solo una tecnica per ottimizzare l’uso delle risorse hardware e software;
  6. si noti infine che la distinzione tra i tipi di hosting elencati non sempre è netta: ci sono hosting PHP equivalenti ad hosting Linux o WordPress, ad esempio.

Per esteso, cioè a livello più specialistico, se ci limitiamo a ragionare sulle due componenti principali cioè PHP (il linguaggio di scripting lato servee del sito) e MySQL (il database che conterrà i dati del sito):

  1. come versione di PHP potete utilizzare tranquillamente l’ultima release (cioè l’ultima versione) stabile (stable), che ad oggi viaggiano “in coppia”: in genere, per buona parte dei siti è indifferentemente possibile sfruttare la generazione PHP 5 (ad oggi la stabile è la 5.6.26) oppure il PHP 7 (che offre una sintassi aggiornata e maggiori prestazioni). Anche se le versioni di PHP che offre il vostro hosting sono leggermente diverse di solito non ha importanza: la cosa essenziale è che almeno i primi due numeri da sinistra corrispondano (5.6.26 -> va bene anche la 5.6.altronumero). Ovviamente se dovete hostare un sito sviluppato in PHP 7 è indispensabile che l’hosting supporti PHP 7, altrimenti il sito non funzionerà. Ad ogni modo potete trovare indicazioni specifiche sull’argomento su PHP.net; in genere, comunque, tutti i servizi di hosting tendono ad utilizzare le versioni stable per una questione di massima compatibilità di tutti i siti che ospitano, e quasi tutti, ormai, permettono di effettuare uno switch (cioè un cambio) alla versione desiderata direttamente da cPanel o Plesk.
  2. Discorso analogo vale per MySQL: molti script diffusi sui vari siti “ragionano” su MySQL 4.x (4.x significa: tutte le sottoversioni di MySQL 4), ma ad oggi si usa quasi sempre MySQL 5.x. Su questo aspetto non ho mai riscontrato particolari incompatibilità, se non a volte in fase di inclusione (dump) dei dati da un sito all’altro: su questo vi suggerisco di fare riferimento alle guide che ho scritto in passato.

Niente panico, quindi: se ti serve un web hosting per il tuo sito, blog, forum o portale aziendale puoi iniziare a valutare un servizio base di hosting condiviso, clicca sul link e vedrai la lista dei servizi registrati al nostro sito a partire dal prezzo più basso.

Tieni conto che il livello di assistenza di queste soluzioni di hosting è a volte limitato o del tutto assente (assumono che tu sappia fare più o meno tutto, in soldoni), per cui è opportuno farsi un’idea sul funzionamento base del servizio leggendo qualche tutorial sull’argomento. Se sei fortunato, potresti anche trovare un ottimo coupon sconto per il tuo prossimo acquisto.

Se non sai orientarti in questa direzione, vai direttamente al punto 4.

Usare WordPress, Joomla! o altri CMS?

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Come abbiamo visto, di fatto l’utente dispone di molte possibilità:

  1. sfruttare un hosting specifico per WordPress, per Joomla!, per Drupal, …
  2. sfruttare un hosting PHP (è la stessa cosa, del caso precedente cambia solo il nome e qualche software pre-installato)
  3. sfruttare un hosting con installazione automatica o one-click del tuo CMS preferito, qualsiasi esso sia oppure, se preferisci, specifico per WordPress;
  4. sfruttare un normale hosting condiviso, e qui c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Quello a cui devi fare attenzione in questa fase, più che altro, è legato ad esempio alla versione di PHP: in alcuni casi può essere un fattore problematico, ad esempio se sviluppi il tuo sito in locale assicurati che l’hosting supporti la stessa versione che hai utilizzato tu.

In alcuni casi, poi, il problema potrebbe porsi se il CMS che stai usando possiede requisiti minimi specifici, per esempio: WordPress, ad oggi, funziona al meglio con la versione 5.6 sia di MySQL che di PHP (altre info qui).

Hostare un sito di e-commerce (Magento, Prestashop)?

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Se ti trovi in questa situazione non preoccuparti troppo: esistono offerte di hosting specifiche per l’e-commerce, che supportano l’utile HTTPS (scopri subito qui cos’è) in modo da garantire ai tuoi visitatori, se lo vorrai, una connessione e dei pagamenti sicuri. Diversamente, anche qui, quello che dovrai fare non è altro che scegliere un hosting condiviso di buona qualità, e (tra l’altro) implementando i pagamenti via PayPal andrà tutto per il verso giusto.

Quanti e quali siti dovrai hostare?

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Se non sai bene dove andrai a parare, ad esempio: se non hai idea del numero di domini da registrare, c’è un’ottima opportunità da prendere in considerazione che è l’hosting multidominio. Ci sono moltissimi piani di hosting che prevedono esplicitamente la possibilità di hostare:

  1. più di un dominio principale (es. sito1.com, sito2.com, sito3.it, …);
  2. più di un sottodominio (es. blog.azienda.it, forum.azienda.it, altro.azienda.it, …);
  3. entrambe le due opzioni precedenti.

Se ti serve hostare più di un dominio principale (1), gli hosting multidominio possono fare al caso tuo; se devi hostare più di un sottodominio (2), invece, salvo casi particolari un buon hosting condiviso potrà essere molto utile per la tua situazione. Se ti servono entrambe le opzioni (3), opta per un multi-dominio perchè, in questo scenario, fa al caso tuo quasi certamente.

Se ancora non sai orientarti in alcuna direzione, vai direttamente al punto successivo.

Non dispongo di alcune informazioni, aiuto!

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Niente paura, troverai comunque l’offerta di hosting per te: la prima cosa che dovresti fare, pero’, è informarti per bene sulle specifiche richieste del tuo sito: sarà noioso, sembrerà superfluo, ma è molto importante.

Nota: puoi salvarti questa pagina nei bookmark per il momento – e successivamente tornarci quando avrai le idee più chiare.

Prova quindi a rispondere a queste domande:

  1. Che tipo di sito dovrai ospitare?
  2. Che tecnologia sarà richiesta per farlo funzionare (chiedi al tuo webmaster in caso)?
  3. Quante visite pensi di fare nel tempo (questo influisce sulla scelta di un condiviso, nei casi medi, o o tecnologie più specifiche in caso di picchi di visite)?

In linea di massima basta rispondere correttamente ad almeno due delle domande precedenti per avere un quadro di massima sull’hosting da scegliere abbastanza dettagliato.

Servizi gestiti (managed) o non gestiti (unmanaged)?

Gli hosting condivisi puoi gestirli da solo, per la maggiorparte delle esigenze pratiche: le considerazioni che andrebbero fatte in questa sede sono numerose, e non è agevole prenderle tutte in considerazione in un singolo articolo: per i casi più esigenti in termini di visite, uso di risorse o servizi web molto avanzati, la scelta è orientata anzitutto tra servizi di hosting (solitamente di livello avanzato) che possono essere managed e unmanaged. La differenza sta nell’assistenza specializzata, cioè nel fatto che i primi prevedono un operatore o un sistemista che starà dietro ad ogni tua esigenza (ad esempio, configurare il server), nel secondo caso avrai un server da configurare da solo. Va da sè, o almeno dovrebbe, che il primo tipo di hosting è più costoso del secondo.

In queste situazioni potresti prendere in considerazione un dedicato (il più potente, costoso e difficile da configurare), un cloud oppure un VPS (che sono vie di mezzo relativamente accettabili, a confronto). Il rischio, in questo caso, è quello di dimensionare male il proprio hosting trovando un apparente “tesoro” che poi, a conti fatti, non sarà mai davvero tale.

Ad esempio, puoi prendere in considerazione un buon VPS (compromesso immediato tra potenzialità, cioè sistema operativo configurabile, DBMS a tua scelta, installazione di servizi aggiuntivi per cache ed altro, …) oppure, al limite, un servizio cloud scalabile.

Siamo alla fine: è il momento di valutare più da vicino qualche offerta!

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