Non tutte le notizie che pubblicano in rete sono verificate!

Non tutte le notizie che pubblicano in rete sono verificate!

Gli ultimi avvenimenti in ambito internazionale richiedono, piaccia o meno, cittadini sempre più correttamente informati, se possibile in tempo reale o quale; smartphone e computer sono pronti anche per questo, in effetti, ma è importante fare molta attenzione alle fonti. Non tutte le notizie sono da ritenersi reali, infatti, e non basta che un articolo sia pubblicato su un sito qualsiasi perchè possa considerarsi davvero credibile: questo, di solito, proporzionalmente a quanto ci piaccia credere alle notizie che leggiamo. Di solito, infatti, tendiamo a condividere ed a credere alle notizie che toccano argomenti che sono interessanti per la nostra sensibilità, o che urtano le corde della suscettibilità di molti di noi: specialmente se si tratta di politica, burocrazia, immigrazione, sport e (ultimamente) politica estera.

Ma quelle che contano sono, piaccia o meno, le notizie verificabili, almeno un minimo.

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Giudicare l’affidabilità delle fonti è una delle cose più difficili da fare sul web: non sempre, infatti, le fonti originali sono disponibili in rete, e questo avviene soprattutto per gli eventi in tempo reale per cui, in molti casi, dobbiamo fidarci di ciò che abbiamo – o, cosa che sembra un po’ fuori moda visto che abbiamo tutti “fame” di informazione perenne – rimanere nel dubbio ancora per un po’.

Assistiamo, di fatto, in questi anni ad un dilagare di siti di pseudo-informazione, spesso con nomi ingannevoli e che inventano notizie di sana pianta, a volte con conseguenze e presupposti spiacevoli. Sul sito butac.it (Bufale un Tanto al Chilo), ad esempio, è stata stilata una lista aggiornata dei siti di cui dubitare o che hanno l’impostazione, o la cattiva abitudine, di pubblicare notizie false. Questa blacklist è da tenere sempre a portata di mano quando si legge una notizia, ma non bisogna sottovalutare neanche gli strumenti social di comunicazione: molto spesso le notizie derivano da account che potrebbe aver creato chiunque.

Twitter, ad esempio, viene spesso preso come “fonte affidabile“, perchè apparentemente riconducibile alla persona originale. Twitter è stato di fatto preso come fonte per numerose notizie recenti, tra cui l’account OpParis di cui molti stanno parlando in questi giorni: l’opinione pubblica tende ad associarlo ad Anonymous, ma è di qualche giorno fa la notizia che la celebre forma di attivismo digitale avrebbe preso le distanze da OpParis. La cosa triste è che i media italiani sembrano ancora faticare parecchio nel distinguere la credibilità di una fonte, e – credo anche nella foga di produrre le notizie, vere o false che siano, di cui il pubblico è risaputamente ghiotto – tende a confonderle, mettendo tutto più o meno nello stesso calderone.

Se si tratta di un account social che dice qualcosa di clamoroso, ad esempio, bisogna anche vedere se l’account è davvero quello ufficiale del personaggio o dell’azienda di turno che diffonde la notizia X, è importante tenere conto che il principio di autorità – secondo il quale “X è credibile solo perchè Y che lo dice è autorevole” è una delle trappole più infide dell’informazione in rete, oltre ad essere una cose da cui dovremmo diffidare maggiormente. Oggi c’è bisogno di informazione specialistica, ed è quello che cerco di fare con questo sito più o meno ogni giorno – anche se non pratico “antibufala” di professione, e non credo che avrò mai il tempo di farlo. Dico comunque che bisogna fare attenzione alla sovraesposizione informativa a cui siamo soggetti: attenzione a quello che leggiamo, diffondiamo in rete senza un minimo di spirito critico.

Un po’ come quando si prende troppo sole, si rischia solo di scottarsi.

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Di fatto, molte persone cercano di monetizzare i propri siti web: ne abbiamo parlato in più occasioni su questo blog, e sappiamo quanto sia difficile farlo. Soprattutto nel dilagare di blog e siti web di vera e propria informazione spazzatura, che pubblicano senza un briciolo di competenza editoriale e, spesso, alimentano in modo più o meno volontario il marasma di false notizie, bufale e (specie dopo il 13 novembre scorso) informazioni pericolose perchè vuotamente allarmistiche.

Molti non si fanno scrupoli nel pubblicare notizie false, fregandosene delle conseguenze: non entro nel merito della questione, ma invito tutti (nel mio piccolo) ad avere un maggiore spirito critico e responsabilità, specie in tempi come questi.

Photo by erokism


Informazioni sull'autore

Salvatore Capolupo

Ingegnere informatico, consulente SEO, copywriter ed ideatore di trovalost.it. Di solito, passo inosservato: e non ne approfitto neanche un po'.
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