Comic Sans: perchè è il font meno amato dai grafici?

Comic Sans: perchè è il font meno amato dai grafici?

Se stavate cercando Comic Sans su Google, sicuramente siete dei grafici – o, al limite, vorreste capire cosa c’è che non va in questo font. Oppure, magari, siete in pausa dal lavoro ed avete voglia di curiosare. Comunque stiano le cose, qui ho reperito un po’ di informazioni utili su questo argomento.

Cosa vuol dire Comic Sans?

Questo è abbastanza semplice da spiegare: Sans fa riferimento a senza grazie, ovvero la mancanza di bordature sulla parte terminale delle singole lettere. Comic, invece, fa probabilmente riferimento alla schermata del fumetto in cui era stato originariamente concepito. Comic Sans appartiene alla font family quasi omonima, che si chiama Comic Sans MS.

Cos’è il Comic Sans

Si tratta di uno dei font o caratteri più discussi ed utilizzati, non particolarmente amato dai grafici per via del suo scarso appeal a livello grafico. È difficile spiegare come si possa essere arrivati a tanto odio nei confronti di un povero font: un font che, peraltro, nasce verso la metà degli anni novanta nella sede della Microsoft, da parte di Vincent Connare, per essere utilizzato all’interno di Microsoft Bob. Se non avete idea di che cosa sia Microsoft Bob, probabilmente dipende dal fatto che non ebbe molto successo: si trattava di un desktop alternativo al Program Manager che riproduceva, al posto della classica schermata ad icone del sistema operativo, un vero e proprio ambiente domestico, con calendario, penna, lista dei to-do e via dicendo.

Nello specifico, Comic Sans venne utilizzato per la prima volta nelle vignette di aiuto che suggerivano all’utente cosa fare, a cosa servissero le varie opzioni e così via. Venne poi scelto come font disponibile anche all’interno di vari programmi Microsoft, ed è disponibile ancora oggi sulla maggioranza dei sistemi operativi come Windows, Mac e Linux (previa installazione esplicita, in quest’ultimo caso).

Cosa c’è che non va nel Comic Sans?

Ci sono vari problemi alla base dell’uso sconsiderato e “in mancanza d’altro” del Comic Sans:

  1. è uno dei caratteri predefiniti di Windows e di Microsoft Publisher, strumenti non sempre ben visti dalla community dei grafici;
  2. presenta problemi di crenatura (la spaziatura tra alcune coppie di caratteri) il che lo rende poco efficace per alcuni tipi di scritte;
  3. è un font abusato, per cui indirettamente finisce per non comunicare nulla;
  4. infine non è probabilmente troppo rifinito e curato nelle forme e, come suggerisce il nome, va bene solo in un contesto “da fumetto” (per la verità non sono neanche troppi i fumetti editoriali che ne fanno uso, che io ricordi).

Non mancano ovviamente i potenziali vantaggi nel suo uso, nel senso che molte persone sembrano trovare genericamente “divertente” farne uso, e lo fanno anche all’interno di presentazioni ufficiali anche se istituzionali.

A ben vedere, al netto dell’odio che genera e delle “crociate virtuali” che ha istigato, nulla: il problema è l’uso che se ne fa, che spesso tende ad essere sconsiderato, senza criterio – e dovuto soprattutto alla mancanza del supporto di un grafico o di un esperto tipografico che ne sconsigli l’utilizzo. Addirittura il suo creatore è contrario a questo uso indiscriminato, perchè ovviamente (come qualsiasi altro font, a ben vedere) è stato pensato per un contesto ben specifico e localizzato, non per essere usato ovunque (addirittura sulle lapidi dei cimiteri, a volte, come segnalato da Cory Doctorow ad esempio). Il problema, di fatto, sembra legato alla sua scarsa eleganza, un appeal che manca a cominciare dal design di ogni lettera – senza considerare che, probabilmente, la sua fama negativa deriva anche dallo scarso successo del software in cui se ne fece uso per la prima volta (il Microsoft Bob di cui sopra).

Una fama per lo più negativa che non ha impedito il suo utilizzo massimo,  anche in contesti in cui non c’entrava assolutamente nulla.

Alternative al Comic Sans

Per quello che riguarda i caratteri in qualche modo simili al Comic Sans, ce ne sono almeno un paio da segnalare:

  • Delius su Google Fonts
  • EMcomic-Bold
  • FKR SlurrLife Medium (free per uso personale tutti e due)

Comic Sans: era meglio non usarlo?

 

Per esempio, per restare nell’ambito del web, negli annunci di Ebay è molto comune che gli inserzionisti facciano uso di questo font, probabilmente perchè non si pongono nemmeno il problema e perchè, con buona probabilità, non badano a questo aspetto. Il che ci potrebbe stare pure, da un certo punto di vista, perchè l’annuncio è mio e faccio quello che voglio (anche perchè lo pago, in genere), ma su un annuncio Ebay è un problema di impatto visuale non esattamente ottimale per quanto, tutto sommato, potrebbe anche darsi che nessuno (salvo gli addetti ai lavori) ci faccia caso.

Il tutto si riconduce ad un problema più generale, ovvero i siti che danno la possibilità a chi ci pubblica di scegliere il font da usare nell’articolo: il problema andrebbe comunque risolto a monte prima di tutti da Ebay, che non dovrebbe permettere la scelta di font in genere perchè ovviamente, se ognuno può scegliere un carattere diverso di testa propria, l’effetto generale sul sito (dove ogni pagina web ha un aspetto potenzialmente differente) è quello di una sostanziale mancanza di uniformità. È un pochino più problematico, poi, che Comic Sans venga usato addirittura in una pubblicità come quella di seguito mostrata:

Oppure, ancora, meglio non usarlo nemmeno sulle confezioni di prodotti alimentari:

L’uso del Comic Sans è in genere sconsigliato in qualsiasi contesto grafico creativo, ad esempio, ma anche per le presentazioni e i contesti un po’ più composti o tradizionali non ne andrebbe, in genere fatto uso. Vederlo usato da’ un’idea abbastanza scialba e poco curata dell’aspetto visivo del documento o della grafica in questione, e denota per lo più una scarsa conoscenza sull’argomento. “Odio” è probabilmente, d’altro canto, una parola eccessiva da associare a quello che, a tutti gli effetti, è uno dei font comunque più discussi e dibattuti a livello mondiale: ma fa abbastanza rabbrividire vederlo usato, ad esempio, all’interno di pubblicità video. Sono inoltre segnalati documenti ufficiali dell’FBI, ad esempio che fanno uso del Comic Sans.

Nell’ambito scolastico e della miriade di documenti che viene prodotta, poi, la scelta del Comic Sans è anch’essa piuttosto frequente. Qui abbiamo un esempio tratto da un documento redatto per una scuola italiana, in cui probabilmente la scelta è stata voluta come forma di trollaggio.

Pensate, poi, che ci sono addirittura insegne di negozi che sono fatte in Comic Sans. Ci avete mai fatto caso? Sono pronto a scommettere che anche vicino casa vostra ci sia, prima o poi, un’insegna con un font di questo genere.

Quando usare il Comic Sans

Dopo aver ironizzato è il caso di tornare seri: in genere, diciamo, la scelta del font Comic Sans è sconsigliabile per contesti creativi o ufficiali, come abbiamo visto; al tempo stesso, tuttavia, tendenzialmente il Comic Sans potrebbe rivelarsi un font adeguato per un contesto semplicistico o ideale per i bambini, ad esempio, tant’è che tempo fa mi è capitato di vedere alcune insegne di scuole per l’infanzia farne uso, a mio avvso in modo sostanzialmente corretto. C’è anche un esempio positivo da segnalare, ovvero che pare che sia il font raccomandato da chi lavora con gli esercizi di lettura per bambini dislessici.

Nel frattempo, comunque, Comic Sans continua a vivere una popolarità di riflesso, tanto che (ad esempio) esistono subreddit sul sito Reddit interamente dedicato all’uso del Comic Sans nei contesti più svariati. Comic Sans, ad esempio, viene spesso impiegato anche nelle situazioni in cui non sarebbe proprio opportuno farlo: insegne, documenti ufficiali (per i quali sarebbe più sobrio, senza dubbio, fare uso di caratteri dal design più elegante e formale come ad esempio il Times New Roman), addirittura lapidi del cimitero sono a volte stampante con questo font.

Le foto dell’articolo sono prese da Reddit. L’immagine di copertina è pubblicata in Creative Commons ed è di Jon Russell.

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Redazione

Articolo scritto in collaborazione con Trovalost.it