Il presente di Facebook secondo Mark Zuckerberg Il capo del colosso bianco-blu rivendica il ruolo di difensore della libertà di espressione

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Viva la libertà, cantava Bruno Lauzi. E di libertà parleremo in questo articolo che verte sul presente di Facebook.

Discorso alla Georgetown University

Lo faremo parlando di quello che ha detto Mark Zuckerberg giovedì a Washington, giovedì, all’auditorium Gaston Hall della Georgetown University. Le più incisive sono state: “Sono qui oggi perché credo che dobbiamo continuare a sostenere la libera espressione“.

Zuckerberg non ha parlato di cosa farà Facebook (o di cose che si potranno fare con Facebook), ma ha voluto dire la sua riguardo ad aspetti che riguardano il rapporto tra Facebook e la società globale. Anche in risposta alle critiche di chi lo ha accusato di manipolare gli elettori, di fomentare la divisione e di favorire i genocidi. Zuckeberg ha detto di essere soddisfatto del modo in cui su Facebook viene gestita la libertà di espressione su una scala globale senza precedenti.

È contento di dare voce alla gente e di aiutare così tante persone a connettersi tra di loro.  Anche perché, chiede, quale sarebbe l’alternativa? E la risposta è: la censura. La censura come in Paesi come la Cina. Non a caso, ha fatto un paragone tra il suo WhatsApp, suo perché è di Facebook (per chi non lo sapesse) che ha il sistema di crittografazione dei messaggi, l’app cinese che si chiama TikTok, che censura il dissenso nei confronti del governo di Pechino. Sempre ha proposito di Cina, ha detto che avrebbe voluto far sbarcare Facebook nel Regno di Mezzo, ma che problemi legati ai dati e alla censura gliel’hanno impedito. Certo, ha riconosciuto l’esistenza dei problemi, come la disinformazione. Attualmente, le persone addette alla sicurezza che lavorano per lui sono 35.000 contro tre miliardi di utenti. Un po’ pochini.

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Domande circa il presente di Facebook

Il suo discorso è durato una quarantina di minuti.

Dopodiché, ha risposto a delle domande poste dagli studenti di Georgetown (presentate per iscritto…). Una verteva su questo punto: Facebook, non ostacolando la disinformazione nella propaganda politica, ha favorito i conservatori? Zuckerber ha risposto così: “In questo momento, stiamo facendo un ottimo lavoro affinché tutti siano arrabbiati con noi“.

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Massimiliano Priore

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