Guida base a Mastodon: come funziona. Cos’è il fediverso

Aggiornato il: 27-11-2022 10:42
La crisi di Twitter ha avuto una ricaduta specifica nel contesto di Mastodon, app open source finora passata in sordina e che sta guadagnando una popolarità crescente.

Mastodon è una rete social, ovvero un piccolo social network con funzionalità di microblogging, per certi versi analogo a Twitter, che possono contenere testo, video e immagini. Ogni utente sceglie cosa e chi seguire: fin qui non sembrano esserci differenze di sorta rispetto a Twitter, ma in realtà le cose stanno un po’ diversamente. La scelta di usare Mastodon sembra pilotata da una situazione ormai nota: l’acquisto di Twitter da parte di Elon Musk, che sta creando vari scompensi e perplessità tra gli utenti.

In realtà Mastodon esiste da molto tempo: baluardo del software open source nel suo genere fin dal 2016, sfrutta il protocollo di comunicazione ActivityPub. Comprendere ciò che si chiama generalmente fediverso, a questo punto, può essere semplificato se ricorriamo all’analogia con gli indirizzi di posta elettronica: se ad esempio abbiamo creato una mail su Tiscali, dobbiamo comunicare ad amici e colleghi l’indirizzo del tipo [email protected], e nonostante dovremo far riferimento al server mail di Tiscali per farne uso saremo comunque liberi di comunicare con qualsiasi altro indirizzo (Gmail, Protonmail e via dicendo).

L’analogia con la casella di posta vale anche per Mastodon: ogni utente si collega ad un’istanza o server specifico, che possiede una specifica policy (ad esempio, può impedire la pubblicazione di contenuti razzisti o discriminatori, oppure vincolare l’uso ad utenti di una certa lingua). Le istanze sono federate, da cui il nome fediverso: ogni server condivide lo stesso tipo di protocollo, un po’ come succede per le varie implementazioni delle email, e gli utenti possono accedere a qualsiasi istanza e comunicare anche con utenti di istanze diverse. I server sono federati perchè condividono le stesse regole in modo decentralizzati, il che implica la mancanza di pubblicità mirata e l’impossibilità per l’ennesimo miliardario di comprare tutto ed usarlo a proprio capriccio.

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Mastodon, al netto delle differenze tecniche di cui discutiamo, resta fondamentalemente simile a Twitter: non un social network, bensì una piattaforma di microblogging che permette di postare contenuti testuali fino a 500 caratteri alla volta. Potete creare un profilo, mettere una foto personalizzata, pubblicare foto e interagire con gli altri utenti: potete farlo commentando, inserendo un apprezzamento o ripubblicando quanto avete letto nel vostro profilo (boost). I toot diventano così l’equivalente dei tweet.

Mastodon è un servizio gratuito, realmente gratuito: questo comporta che il servizio non sempre è perfettamente funzionale e velocissim, e l’app presenta qualche bug, ad oggi. Ogni utente su Mastodon, tanto per capirci, viene identificato con la nomenclatura @[email protected]_di_appartenenza, ad esempio:

@[email protected]

Ogni server operativo di Mastodon possiede pertant il proprio codice di condotta, termini di servizio e politiche di moderazione, il che evita che una gestione centralizzata o potenzialmente perentoria o dispotica possa imporre conformisticamente le medesime regole per tutti. Mastodon di fatto, al netto della piccola complicazione tecnica dell’essere un servizio de-centralizzato, fornisce un’opportunità in più agli utenti: si può aderire ad uno specifico server con cui si è d’accordo o di cui si condividono i valori di fondo, e questo mi consente di tutelare la libertà di espressione nel rispetto della possibilità di comunicare con chiunque.

L’ex Presidente USA Donald Trump, ad esempio, ha creato una propria istanza del fediverso nell’anno 2022.

Mastodon Screenshot
L’aspetto di Mastodon è abbastanza simile a quello di Twitter: al posto dei tweet troviamo i tooth, con riferimento ai denti del mammuth. Di Eugen Rochko – https://github.com/tootsuite/mastodon, AGPL, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=64673759

Molti stanno di fatto ripiegando su Mastodon come alternativa a Twitter, cosa che anche il piccolo sondaggio che ho lanciato ieri sembra confermare. Nello specifico ho provato a chiedere a chiunque fosse in ascolto in quel momento quale fosse il motivo per cui erano lì, e la maggioranza (più della metà) sembra inquadrare la scelta come possibile alternativa a Twitter: non perchè vogliano cancellare l’account, misura drastica quanto ancora non molto popolare, da quello che sappiamo, ma perchè vogliono usare Mastodon come alternativa (percepita, quantomeno) come più libera.

Un po’ di spiegazioni tecniche in merito a Mastodon aiuteranno a capire meglio, a questo punto.

Cos’è Mastodon

Creata nel 2016 da Eugen Rochko, un programmatore tedesco, è una piattaforma relativamente giovane e che, allo stato attuale, presenta ancora qualche piccolo problema di dimensionamento: nulla che non si possa risolvere, ad occhio, potenziando le risorse a disposizione dell’app, mentre gli utenti che si stanno iscrivendo in discreto numero (e che sembrano provenire da Twitter, tendenzialmente) ne apprezzano la maggiore libertà a costo di qualche piccolo intoppo tecnico.

Mastodon è una rete sociale open source, il cui codice è disponibile interamente su Github, basata sui più moderni standard web attuali (PostgreSQL, Redis, Ruby, Node.js).  Il software è pubblicato con una particolare licenza d’uso, la GNU Affero GPL, che in gran parte coincide con l’idea di free software e copyleft, promossa almeno in parte da Richard Stallman. Vale la pena di specificare che per “free” software si intende l’accezione di software libero (di essere analizzato e studiato, oltre che migliorato), non semplicemente “software gratis”. La libertà in questione consente di rilevare facilmente falle informatiche di sicurezza che potrebbero portare alla potenziale compromissione dei dati degli utenti, dato che è obbligatorio per chiunque usi o riutilizzi la piattaforma di pubblicare il codice e metterlo a disposizione di tutti (quando ad esempio Donald Trump ha creato il proprio social basato sul codice di Mastodon, non ha ottemperato all’obbligo e da qui ne è nata una questione legale ben nota).

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A partire dalla versione 2.9.0, inolte, Mastodon offre una modalità di visualizzazione a colonna singola per i nuovi utenti per impostazione predefinita. Gli utenti possono pertanto pubblicare messaggi di stato in forma abbreviata, affinché gli altri possano vederli, commentarli, metterli nei preferiti e ricondividerli.

In un’istanza standard di Mastodon, questi messaggi possono includere fino a 500 caratteri basati su testo, un’estensione del limite di 280 caratteri di Twitter, sebbene alcuni server Mastodon abbiano implementato il codice sorgente per consentire un limite di caratteri ancora più ampio. Aspetto interessante della tecnologia usata: possiamo avere regole e policy diverse, anche in termini di lunghezza dei post, in base al server specifico a cui ci rivolgiamo (che viene usato solo per la registrazione nel social in modo distribuito, in pratica)

Quale è la mascotte di Mastodon

La mascotte di Mastodon è un animale con una proboscide, simile a un mastodonte o a un mammut, spesso raffigurato mentre usa un tablet o uno smartphone.

Cosa sono i toots?

I messaggi pubblicati utilizzando Mastodon sono noti come “toots”, i quali sostituiscono i tweet di Twitter.

Come registrarsi a Mastodon

Bisogna andare nello store delle app del proprio telefono ed installare l’app ufficiale (Google Play), semplicemente. Una volta dentro, la procedura di registrazione è guidata. L’app ufficiale è qui, va usata evidentemente questa per Android: https://play.google.com/store/apps/details?id=org.joinmastodon.android&hl=it&gl=US

mastodon app ufficiale

Il nostro test su Mastodon

Mi sono registrato su Mastodon ed ho provato ad usarlo per un po’: la cosa che notavo subito è che si trova ad essere del tutto simile a Twitter, alla fine. Microblogging (posso condividere status simili a post di un blog) e interazioni sono garantite, assieme alla possibilità di inviare e ricevere messaggi.

Noto in genere un po’ di disorientamento tra gli utenti, anche se la curva di apprendimento non sembra molto ripida.

A proposito, su Mastodon sono @salcapolupo.

Problemi ed errori rilevati nell’uso di Mastodon

Nel test d’uso che ho fatto ieri, del resto, in alcuni casi l’app non si apriva e mostrava errori 400, c’era qualche difficoltà a caricare video ed immagini e, in alcune circostanze, l’app non mostrava nulla (messaggio di errore: retry, riprova).

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Come funziona Mastodon

Al momento dell’apertura di un nuovo account, Mastodon chiede a quale dei tanti server collegarsi. La scelta può creare disorientamento o potenziale imbarazzo nei nuovi utenti, per cui è necessario capire un po’ di dettagli tecnici sul suo funzionamento.

I server Mastodon servono a tenere in piedi un software di social networking che segue uno standard detto ActivityPub, ad oggi (momento in cui scriviamo) in versione 1.6. La scelta non è vincolante, ma è alla base del meccanismo P2P di condivisione dei dati: ogni utente Mastodon può interagire con gli utenti su qualsiasi altro server nel cosiddetto Fediverse, la rete che supporta ActivityPub.

Che cos’è il fediverse (fediverso)

Il fediverso (parola macedonia che unisce “federazione” e “universo“) è un insieme di server connessi tra di loro che sono sfruttabili per pubblicare sul web, ovvero per implementare funzionalità di social, microblogging e siti web completi, così come l’hosting e la condivisione di file. Su ognuno dei server (le istanze del software), gli utenti possono creare rispettive identità, ma tali istanze non sono confinate al server di residenza: i vari “stati” virtuali possono comunicare tra di loro, ed è questo il punto di forza della tecnologia.

Questo permette di gestire il network in modo totalmente decentralizzato, senza che un potenziale proprietario unico possa cambiare le regole senza preavviso, ovviamente al costo di gestione di una rete di server. Ogni server possiede un tema portante basato su un interesse specifico, su un’idea politico-sociale e via dicendo.

Mastodon e la privacy

Mastodon include una serie di funzioni di privacy specifiche: ogni messaggio ha una varietà di opzioni di privacy disponibili, e gli utenti possono scegliere, ad esempio, se il messaggio che stanno creando può essere pubblico o privato. I messaggi pubblici, nello specifico, vengono visualizzati su un feed globale, analogo a quello di Twitter.

I messaggi di Mastodon possono inolte essere contrassegnati come non elencati dal feed (linea temporale) o possono essere privati, tra utenti. È possibile rendere un account Mastodon completamente privato, visibile solo ai singoli utenti che vogliamo noi.

Come scaricare l’app di Mastodon

Ne esiste più di una: quella ufficiale per Android che al momento consigliamo è questa, https://play.google.com/store/apps/details?id=org.joinmastodon.android&hl=it&gl=US

mentre per iOS abbiamo https://apps.apple.com/us/app/mastodon-for-iphone-and-ipad/id1571998974

Avviso. Se non dovesse aprirsi il link è possibile che sia prevista una manutenzione programmata dell’app, che dovrebbe tornare attiva a stretto giro. Riprovate in seguito, in caso.

In Italia sembrano abbastanza popolari: Mastodon.uno e Livello segreto.



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