Parmigiano Reggiano adotta i p-Chip per la sicurezza alimentare

parmigiano reggiano p chip 1574185 1920

I produttori di parmigiano reggiano stanno incorporando minuscoli tracker nella crosta per combattere la frode del formaggio – Il Parmigiano Reggiano ha utilizzato i codici di tracciabilità  per due decenni, ma ora stanno diventando high tech.

Ci si aspetta, giustamente, che chi va a comprare un prodotto di una marca famosa come il Parmigiano Reggiano sia davvero ciò che dice di essere e non, come a volte purtroppo accade, una semplice imitazione. Si tratta di un problema molto sentito dai produttori, in effetti: il vero formaggio Parmigiano possiede una denominazione di origine protetta (DOP), che ne tutela il consumatore dalla grande quantità  di frodi o prodotti non ufficiali. Si stima che il fatturato di vendita del Parmigiano Reggiano autentico sia attorno ai 2,33 miliardi di euro, mentre quello non ufficiale si aggiri sui quasi 2 miliardi.

Da oggi il Parmigiano Reggiano ha deciso di ricorrere ad un nuovo partner high-tech per contrastare il formaggio contraffatto, mediante una tecnologia discreta e non invasiva. Il Consorzio del Parmigiano Reggiano ha infatti instaurato un accordo con la Kaasmerk Matec e p-Chip, in grado di creare una tecnologia ad hoc di tracciamento digitale ed inserire, di fatto, alcuni transponder (sicuri per gli alimenti) nelle forme di Parmigiano Reggiano autentico. Il micro-trasponder è più piccolo di un granello di sale e garantirà  cosଠl’autenticità  del prodotto.

Negli ultimi due decenni le forme di Parmigiano Reggiano autentiche avevano già  un codice di tracciabilità  alfanumerico univoco, mentre il micro transponder p-Chip è da considerarsi un passo oltre essendo dotato di tecnologia blockchain. La nuova produzione del parmigiano sarà  pertanto soggetta a questa essenziale innovazione tecnologica. Foto di Morana T da Pixabay



Questo blog pubblica contenuti ed offre servizi free da 10 anni. Per informazioni contattaci
Parmigiano Reggiano adotta i p-Chip per la sicurezza alimentare
Torna su