Alternative ad Amazon S3: Wasabi

Alternative ad Amazon S3: Wasabi

Wasabi è un servizio che ho scoperto ieri abbastanza casualmente, e che si candida come seria alternativa al classico Amazon S3, probabilmente con l’ulteriore opportunità di risparmiare qualcosa a livello di costi. Wasabi è un gestore di bucket di file su cloud, che si può utilizzare per memorizzare, gestire e pubblicare all’interno di un’app i contenuti che desiderate; questi sistemi sono alla base del funzionamento, ad esempio, dei siti che permettono di visionare contenuti (video, audio, documenti, ..) a pagamento singolo oppure se siamo abbonati.

Cosa serve

Un servizio di cloud storage come Wasabi è utile per creare degli spazi riservati in cui sia possibile memorizzare dei file, ad esempio un filmato o un documento riservato o disponibile soltanto a pagamento (non pubblico), o – ancora – contenuti riservati ai dipendenti della vostra azienda, clienti e così via. Chiaramente questi servizi sono alla base di altri più famosi di file hosting, con la differenza che questo è un servizio soprattutto per programmatori e per chi abbia necessità di crearsi uno spazio riservato in cui gestire in modo controllato l’accesso ai vostri contenuti.

Per accedere ai file o caricarli la prima volta, è necessario sfruttare un client apposito che sia autorizzato mediante autenticazione a doppia chiave a caricare i file (ad esempio Mountain Duck).

Registrazione al servizio

Registrare un free trial su Wasabi è gratuito, non serve avere una carta di credito e non bisogna pagare nulla per farlo; servono nome, cognome ed indirizzo email di riferimento per il vostro account. Inseriteli in fase di registrazione come fareste per qualsiasi altro servizio, e cliccate sul link di conferma ricevuto via email per attivare il vostro account.

Creazione di uno storage bucket

Storage Bucket è la prima cosa da creare per poter utilizzare il servizio: un bucket non è altro che un “secchio”, un contenitore di dati che potremmo immaginare come una directory: una directory in cui, pero’, è possibile accedere solo seguendo una politica ben precisa di accesso, e da noi specificata. In questa fase specifichiamo un nome e la region in cui utilizzarla (quella predefinita è ok).

Cliccando su avanti, possiamo lasciare disabilitate logging (abilita il tracciamento in tempo reale delle operazioni e degli eventuali errori) e versioning (abilita il controllo sulle diverse versioni del software) almeno in questa fase di prova, e possiamo passare alla fase successiva di creazione del bucket.

Creazione dell’utente

Prima di poter utilizzare un bucket, dobbiamo associare un’utenza che farà uso del servizio; questa utenza viene usata tipicamente a livello sviluppatore ed è invisibile all’utente finale. Specifichiamo la username dell’utente, e selezioniamo programmatic API e console, e poi selezioniamo una password per la username. Ogni utenza deve essere associata ad un gruppo, che potrebbe essere creato sul momento o pre-esistente; in questa caso andremo a creare un nuovo gruppo (Create new group) e passate al passo successivo. In questa fase andrà specificata la policy da usare per l’utente di quel gruppo, e la cosa più semplice è selezionare una di quelle predefinite di Wasabi (ad esempio WasabiFullAccess). Confermate le vostre scelte e cliccate sul bottone per creare l’utenza: utente creato!

Access key

Le chiavi di accesso di Wasabi sono utili per consentire alla vostra app o sito web di interfacciarsi in modo veloce con Wasabi, ad esempio con il vostro bucket e con l’utenza creati in precedenza; per fare questo, le key vengono generata casualmente da Wasabi non appena cliccherete sulla sezione in questione. Esiste una chiave pubblica che è mostrata subito, ed una privata che viene mostrata solo se cliccate su Show vicino a Secret Key. Le chiavi possono essere scaricate in formato CSV o copiate nella clipboard in attesa di essere incollate nel codice della vostra app.

Wasabi vanta prestazioni superiori ad Amazon S3 e basa la propria strategia promozionale proprio su questo aspetto: il loto TTFB (il tempo necessario perchè la comunicazione client-server abbia inizio, in sostanza) è di 15 ms dichiarati, non richiede di cambiare la vecchia struttura in caso stiate facendo una migrazione da AWS, ed offre prestazioni e velocità di tutto rispetto.

In definitiva, direi che Wasabi è un buon servizio da scoprire ed utilizzare, sia dal punto di vista funzionale che da quello dei costi: con l’account di prova potrete salvare fino ad 1 TB di dati gratuitamente per i primi 30 giorni, soprattutto senza costi addizionali per le operazioni di PUT, GET e COPY. Se ad esempio volete avere 3 TB di spazio programmabile a disposizione, vi costerà circa 11 $ dollari al mese, ovvero circa (con il cambio attuale) 116 euro all’anno.

Di seguito il video tutorial che spiega (in inglese) parte di quanto ho riportato in questo articolo.

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