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Perchè Faxanadu è stato un retrogame da incubo (in senso buono)

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Una mia foto immersa nel contesto di Faxanadu, secondo Midjourney.

è un retrogame Nintendo NES (la gloriosa e vecchissima versione in 8 bit) mix tra gioco di ruolo e platform sviluppato dalla Hudson Soft (oggi rilevata dalla Konami). Il nome venne concesso in licenza dallo sviluppatore Nihon Falcom (nome in codice “Falcom”) ed è stato pubblicato in Giappone nel 1987. Nintendo ha successivamente pubblicato il gioco negli Stati Uniti e in Europa come titolo first-party su licenza di Hudson Soft.

Faxanadu è uno spin-off, liberamente tratta da Xanadu, il secondo capitolo della lunga serie di RPG (giochi di ruolo) di Falcom, nota col nome Dragon Slayer. Il titolo Faxanadu è una via di mezzo tra Famicom e Xanadu, di fatto. Il gioco utilizza un gameplay a scorrimento laterale e platform, impiegando al contempo elementi di gioco di ruolo con una storia estesa e un’ambientazione medievale, o in un mondo del tutto immaginario. La missione è formalmente semplice: l’eroe ritorna nel proprio villaggio dopo anni e lo trova quasi interamente prosciugato. La storia lo guiderà tra mille pericoli e mondi sempre più complessi, a scorrimento rigorosamente orizzontale, fino a pervenire al drago responsabile del dramma.

Se pensate che sia un gioco troppo vecchio per voi, considerate che esiste una community di giocatori molto appassionata, che ha addirittura proposto una patch per un bug scoperto non troppo tempo fa (nel video in basso è possibile vedere come operino a livello assembly per correggerlo).

Faxanadu sarebbe stato un videogame come tanti ne sono usciti per il NES, che personalmente ho scoperto pure per caso (l’unico negozio di videogame disponibile all’epoca nella mia cittadina forniva questo e pochi altri titoli), ma che presenta delle difficoltà a vari livello: prima di tutto il platform è davvero difficile da giocare, fin dalle prime mosse, ed obbliga il giocatore ad essere veloce e preciso. Non solo: per andare avanti è necessario procurarsi chiavi specifiche (etichettate con le lettere delle carte francesi: J, K, Q e chiave Joker), perchè altrimenti semplicemente non si va avanti. Il mondo in cui ci muoviamo è una sorta di labirinto in cui è possibile muoversi in quattro direzioni, quasi un labirinto modello fortezza di Kid Icarus. Molto più complicato – e probabilmente molto più bello – del gioco di Kid, a mio avviso, perchè qui si strizza l’occhio all’open world, alla possibilità che esistano livelli segreti e che ci voglia un’eternità a finirlo. Nel mio caso, all’epoca in cui ci giocavo negli anni novanta, non riuscii mai a finirlo, bloccato nel complicatissimo mondo della bruma. Durante la pandemia del 2020 mi è tornato in mente questo gioco e sono finalmente riuscito ad arrivare alla fine, emulandolo su uno smartphone Android.

https://www.youtube.com/watch?v=Sbm-O5xdu1A

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