Cosa sono i plugin WP

Cosa sono i plugin WP

Cosa sono i plugin per WordPress?

Si tratta di componenti software, cioè estensioni delle funzioni del sito, che permettono di estendere il sito in WordPress con funzionalità già pronte all’uso, quindi senza programmare nulla; ad esempio gestire la SEO, introdurre tipi di dato personalizzati, far diventare WP un e-commerce, di facilitare le attività editoriali e così via.

Sono distribuiti in rete sia gratuitamente che a pagamento, ed estendono le funzionalità base del blog facendolo, di fatto, diventare un CMS (Context Management System). I plugin si installano direttamente da WordPress con un account amministratore (wp-admin/plugins.php), si scrive il nome del plugin che si vuole installare e, se la connessione FTP sull’hosting è funzionante, sarà possibile installarli direttamente via browser. Nella mia esperienza di consulente IT, per capire l’importanza dei plugin WP, ogni sito WP che si rispetti installa da una decina ad almeno 40 o 50 plugin per singolo sito.

Plugin di WordPress, perchè?

I plugin per WordPress sono delle funzioni extra, inizialmente non previste dal CMS, che è possibile aggiungere al proprio sito con un semplice click, al fine di integrare nuove attività e funzioni agli utenti. WordPress è un sistema sempre più evoluto come piattaforma di blogging, che offre funzionalità sempre più comode ed avanzate (editor evoluti, gestione di più utenti con diversi permessi, grafica sempre più facile da modificare, ecc.), ma ovviamente non può prevedere da solo quello che servirà ad un singolo webmaster.

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Dove trovare i plugin

I plugin si possono trovare in versione gratuita nel repository ufficiale:

https://it.wordpress.org/plugins

CI sono plugin a pagamento per svariati usi che potete trovare soprattutto su:

https://codecanyon.net/category/wordpress

Quando NON usare i plugin

I casi in cui i plugin vanno effettivamente utilizzati sono pochi: in genere se si finisce per installare troppi plugin si sta sbagliando qualcosa a livello di progettazione, c’è qualcosa che non torna dal punto di vista dell’efficenza e si rischia in generale di rallentare le prestazioni e l’usabilità del sito stesso.

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I casi in cui certamente non vanno usati plugin preconfezionati riguardano:

  • personalizzazioni specifiche del sito, per cui non esistono plugin già pronti all’uso (vanno programmati); in alcuni casi si può ricorrere a framework per WP per aiutarci almeno in parte allo scopo;
  • la necessità di introdurre funzionalità nel backend amministrativo, cosa che spesso si può fare solo agendo direttamente sulle funzioni o scrivendo noi stessi un plugin, o ancora ricorrendo a framework;
  • l’aspetto grafico del sito: qualsiasi modifica alla grafica si effettua cambiando theme, non plugin.

Quando usare i plugin

In genere la necessità di installare dei plugin su WordPress deriva da una fase precedente: l’analisi dei requisiti del sito web, che dovrebbe consentire di stilare una lista delle funzioni che il sito dovrà prevedere e che non sono disponibili nativamente in WordPress. Non è una cosa che può fare chiunque, ed in genere è opportuno che questa fase sia affidata ad un progettista software competente lato web. È più facile comprendere il senso questa fase attraverso un paio di esempi:

  • vogliamo trasformare il nostro sito in WordPress in un sito di annunci immobiliari, per cui cerchiamo plugin che possa aiutarci a tale scopo (la ricerca va sempre fatta in inglese: cercheremo ad esempio “real estate” nella cartella dei plugin). Emerge la presenza di un plugin come IMPress Listings e ne valutiamo l’uso e le potenzialità testandolo sul sito.
  • emerge la necessità di fornire all’utente finale un sistema agevole per inserire tabelle all’interno dei post; dopo una rapida ricerca, si scopre che esiste TablePress e si decide di adottarlo. È bene fare presente fin da subito pregi e difetti della soluzioni proposta, anche in prospettiva della possibilità dell’uso futuro e dei possibili problemi che il suo uso può comportarne.
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In genere i test vanno eseguiti sul sito in sviluppo, che poi andrà messo in produzione sincronizzando file e database. Per saperne di più su questo modo di lavorare (complesso ma certamente corretto) vedi l’articolo sullo staging site.

Plugin gratuiti vs. a pagamento

Le necessità più semplici si possono soddisfare con plugin gratuiti disponibili nel repository ufficiale, mentre quelle più complesse si risolvono con una combinazione di plugin gratuiti oppure con uno a pagamento specifico per il nostro caso. In genere preferisco sempre quelli free, e questo perchè:

  • sono open source e con licenze permissive;
  • si possono modificare leggermente per creare plugin “derivati” (ricordatevi di cambiare il nome, in questo caso);
  • quelli a pagamento costano complessivamente troppo, in genere, e non sempre permettono di fare tutto quello che vogliamo.

Di contro, i plugin free sono per utenti con competenze tecniche medio-alte, mentre quelli a pagamento sono in genere adatti per i principianti o per chi non disponga di un webmaster, visto che danno pure assistenza tecnica. Che siano free o paid, ricordatevi di scaricare sempre i vostri plugin da siti web affidabili e non versioni crackate che potrebbero contenere malware ed inserirlo a vostra insaputa nel vostro blog.

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