Che cos’è il Server Response Time (SRT)

Che cos’è il Server Response Time (SRT)

Cosa significa Server Response Time?

Server Response Time significa tempo di risposta del server, in sigla viene a volte indicato come SRT, ed è una metrica per misurare l’efficenza di un sito. Si tratta del tempo necessario perchè il markup HTML possa essere inizializzato, e corrisponde approssimativamente con la fase di pre-carica della pagina, in cui l’utente non vede nulla, subito dopo aver risolto il DNS dell’URL e al netto di qualsiasi altra latenza. In genere è possibile identificarlo nel grafico del caricamento delle varie pagine come tempo necessario all’inizio dell’invio del markup, ed è una metrica molto simile – per questo – al TTFB.

Come migliorare il Server Response Time

Di base ci sono due metodi per farlo:

  1. Il primo è quello di ricorrere ai suggerimenti riportati in questa pagina, che comunque sono un livello pro;
  2. Il secondo è quello di provare a cambiare hosting, ad esempio passando il sito sulle VPS di Digital Ocean.

Ridurre il Server Response Time nella pratica

Molto comune che un tempo di risposta del server molto alto si abbia quando si caricano molti plugin sito, questo per via di come funziona il bootstrap di WordPress, che in effetti carica la lista dei plugin prima di proporre contenuti della pagina, ed è per questo che più plugin ci sono più il Server Response Time è alto. Per ottimizzare parametri come questo, in genere, è altamente consigliabile l’analisi il processo di boot della pagina web passo-passo (esempio: bootstrap di WordPress) in modo da poter identificare eventuali colli di bottiglia, e saper intervenire al momento giusto (in WordPress mediante appositi hook) liberando risorse momento giusto, sfruttando appositi indici sul database ed evitando l’uso di risorse non utili relativi a processi nascosti, widget inutili, cicli a vuoto, eccessivo I/O sul database e così via.

I fattori che influenzano questo parametri dipendono sia dal codice del sito che dall’architettura dell’hosting, e sono ad esempio:

  • siti progettati male;
  • database lenti;
  • framework mal configurati;
  • plugin inefficenti;
  • problemi di rete;
  • vCPU starvation (CPU che non vengono usate, mentre una viene sovraccaricata ad esempio);
  • RAM starvation (RAM sfruttata male sul server)

Per risolvere il problema l’approccio generale è il seguente:

  1. Analizzare le performance attuali del sito;
  2. Fissare un obiettivo realistico (ad esempio: tempi di caricamento globali della pagina inferiori ad 1 s);
  3. Individuare i punti critici in cui si rallenta;
  4. Disattivare i componenti che creano problemi, in casi più complessi anche più di uno alla volta;
  5. Ripristinare il funzionamento del sito sfruttando componenti alternative o correggendo quelle attuali (sia mediante codice che mediante configurazione del server)
  6. Effettuare di nuovo l’analisi delle performance e verificare i risultati ottenuti, fino al soddisfacimento dell’obiettivo prefissato.

Quanto deve essere il miglior Server Response Time?

Google raccomanda di tenere questo parametro al di sotto dei 200ms (0,2s).

Nota: questa misura è simile al TTFB.

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