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Server cloud, a cosa servono e che vantaggi offrono

Esattamente come i server di tipo dedicato, anche i cloud sono sfruttati per gli utilizzi più vari in ambito di applicazioni internet, e possono andare molto oltre rispetto ai soliti siti web dinamici. Il cloud fornisce in effetti l’opportuna flessibilità  anzitutto in termini di “paga per quello che effettivamente consumi”: invece di accollarsi costi fissi e rischiare di pagare a vuoto le proprie fatture mensili, la “nuvola” permette tipicamente di pagare per quello che effettivamente si usa. Le metriche più usate in questo ambito sono di vario genere, ma si legano essenzialmente al consumo di banda – un po’ come avviene per la tecnologia “cugina” delle CDN.

L’hosting cloud fornisce in primis l’opportuna flessibilità  per inviare posta elettronica massima (ad esempio nel caso delle newsletter), cosa che i dedicati tradizionali possono anche offrire, per quanto il cloud sembri decisamente più adatto. Questo per una serie di ragioni legate al tipo di tecnologia utilizzata nello specifico, che sembra supportare al meglio le necessità  legate all’utilizzo di molte risorse – prevalentemente banda, come detto poc’anzi.


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Inoltre la banda di un cloud hosting si può sfruttare per valorizzare alcuni generi di applicazioni denominate SaaS (Software as a Service), un acronimo che alcuni chiamavano ASP (da non confondersi con le Active Server Pages, in questo caso). Un software come servizio non è altro che una soluzione informatica che ricalca in tutto e per tutto una app tradizionale da installare sul proprio computer: ad esempio un programma di posta elettronica, ma anche software di gestione (ERP), documenti condivisi (Google Drive), ed in alcuni casi anche programmi per la creatività  (fotoricco). In pratica il web viene utilizzato in questi casi come semplice strumento per accedere ad un’interfaccia che fornisce già  tutto al proprio interno e che, soprattutto, non richiede per essere utilizzata l’installazione di alcun plugin da parte del client. Parlare di siti cloud per delle applicazioni cloud come Gmail o Youtube appare quindi decisamente riduttivo, specie dopo l’introduzione della tecnologia social che ha dato una spinta notevole a questo genere di tecnologia.

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