Non comprare un hosting prima di aver letto qui: le bufale più diffuse

Non comprare un hosting prima di aver letto qui: le bufale più diffuse

Chi compra un servizio di hosting per la prima volta sarà spesso abbagliato da offerte sfavillanti, occasioni imperdibili (spesso solo in apparenza) e caratteristiche mitologiche che, in molti casi, non sarà nemmeno in grado di capire completamente. I criteri per scegliere un hosting come più volte sottolineato in questo sito non sono banali, e devono essere adeguati alle circostanze: non esiste un singolo criterio circoscritto per farlo. Quando si compra un hosting non si guardano, infatti, soltanto le caratteristiche (MySQL, PHP, spazio web, …), ma bisogna valutare anche con chi avremo a che fare, che tipo di assistenza sarà offerta e che tipo di supporto tecnico gli hosting saranno in grado di darci. Sono tutte variabili importanti quanto, all’atto pratico, difficili da ponderare: ed in questo versante la nostra esperienza diretta rischia di essere l’unico fattore affidabile.

Pertanto, è sempre opportuno valutare con un attenzione gli hosting che decidiamo di comprare, e saper scegliere ci preserverà da ogni genere di brutta sorpresa in futuro. State certi infatti che qualsiasi presupposto positivo potrebbe scontrarsi, in seguito, con la dura realtà dei fatti, condannando il vostro sito a funzionare poco o male o addirittura all’oblio. In genere le problematiche di cui parleremo in questo articolo si legano ad una normale tendenza umana, cioè quella di trarre immediatamente delle conclusioni sulla base dei (pochi) dati di cui si dispongono: meglio essere più cauti, in generale, e fare attenzione al fatto che arrivare alle conclusioni sbagliate è davvero un attimo, a volte.

Web Hosting

Vediamo quali sono i principali 9 miti da sfatare in fatto di web hosting, con particolare riferimento al mercato italiano su web e social network.

Il miglior hosting costa tanto

Su questo punto sono state spese molte parole in passato, su questo come su altri siti del settore: ma posso garantirvi che un buon servizio di web hosting non per forza costa tanto, ed il più delle volte se si tratta di normali siti web la spesa si aggira sempre intorno ai 100/150 euro all’anno e non oltre. Certo se andiamo a cercare un buon hosting molto economico non c’è dubbio che riusciremo a risparmiare notevolmente, e questo per quanto riguarda gli hosting condivisi potrebbe sembrare addirittura scontato. Ma in genere riuscirete a trovare offerte di hosting low cost anche in campo cloud, in campo VPS ed addirittura, a volte, per i server dedicati o semi-dedicati: se decidiamo di spendere poco non si tratta di una scelta sbagliata anche se, ovviamente, è importante essere davvero consapevoli di quello che si sta comprando.

In molti casi questa consapevolezza manca, per cui si è portati a pensare – specie se, come la maggioranza di noi, non si disponga delle corrette competenze tecniche – che basti spendere di più per avere un hosting di livello superiore. Questo in generale è falso, e si ricollega alla mitologia successiva.

Per avere un buon hosting è indispensabile spendere tanto

Memori che la qualità si paga sempre (il che è vero, in generale), in molti sono portati a pensare che basti spendere una bella cifra in fatto di hosting per avere la garanzia che tutto, nel proprio sito, possa funzionare al meglio. Non basta, pero’, spendere tanto per avere un servizio di hosting al top: quello che succede, in molti casi, è che gli hosting che si usano finiscono per essere sovradimensionati dalle circostanze. In pratica si spende tanto per un hosting e lo si usa poco o nulla, con il risultato di aumentare il livello di frustrazione del blogger o webmaster in seguito.

L’uso corretto di una tecnologia, specie se costosa e quindi avanzata, deve fare i conti con l’importanza di disporre del giusto know-how per utilizzarla in modo corretto, efficente e preciso.

L’hosting è il principale fattore di velocità di un sito

Un mito assolutamente da smentire, poi, riguarda il fatto che l’hosting influenzi il fattore di velocità di caricamento delle pagine: provate a passare un sito qualsiasi da un servizio low cost ad uno più costoso, come fanno in molti ogni giorno, e vi renderete conto che questo in generale è purtroppo falso. La velocità di un sito non dipende, infatti, soltanto dall’hosting, ma media una serie di fattori difficili o impossibili da inquadrare se non si è davvero esperti nel settore.

Purtroppo infatti ad avere un suo peso rilevante influisce come sia stato realizzato il theme del sito, che tecnologia usi lo stesso, che tipo di plugin abbia installato e come siano state realizzate le eventuali personalizzazioni del sito stesso. Tutti fattori che, anche qui, solo un esperto del web è in grado di valutare al meglio.

L’uptime è un indice di efficenza dell’hosting

Come spiegato in diverse occasioni, l’uptime indica la percentuale di periodo in cui il servizio è effettivamente utilizzabile dall’utente finale, cioè il periodo in cui il sito web funziona. Detta in modo ancora più semplice, per capirci, l’uptime è il periodo in cui il nostro sito è online per motivi legati strettamente all’hosting. La maggioranza degli hosting riesce a mantenere l’uptime prossimo o molto vicino al 100%, ma questo va valutato nella giusta proporzione: un uptime del 99,1% ad esempio, indica che ci sarà un downtime del 0,9%, percentuale apparentemente piccolissima ma che rapportato su un anno significa abbastanza.

Il calcolo non è banale e porta a numerose bufale e fraintendimenti, ma il trucco per capire bene questo parametro è avere presente rispetto a quale periodo di tempo lo stiamo rapportando:

Una SLA con il 99.1% di uptime fornisce questo genere di disservizio (stima statistica media):

  • Su base giornaliera: circa 13 minuti di downtime
  • Su base settimanale: circa un’ora e mezza di disservizio
  • Su base mensile: circa 6 ore di downtime
  • Su base annuale: circa 3 giorni di disservizio dell’hosting

L’apparente paradosso, poco intuitivo per alcuni non del settore, è spiegabile in termini ancora più semplici: la stima è semplicemente una statistica e non è detto che rispecchi la realtà, mentre il downtime è sempre distribuito in vari momenti della giornata non contigui tra di loro, per cui – a maggior ragione – questa percentuale viene percepita come ancora più piccola di quanto non sia. Anche perchè, in generale, la percezione dell’utente del funzionamento corretto del proprio sito è limitata a periodi specifici della giornata (ad esempio le ore lavorative): motivo per cui l’uptime deve essere valutato sempre con moderazione e non preso troppo alla lettera, anche se ovviamente è un fattore di prestazioni importante.

In genere, l’efficenza del servizio di hosting è misurabile attraverso parametri più raffinati e combinabili tra loro, e non sempre in queste valutazioni il tutto è pari alla somma delle singole parti. In genere, poi, alcuni hosting (se non tutti) offrono un servizio minimo garantito all’utente (in certi casi sono presentate e accordate delle opportune SLA, Service Level Agreement), al di sotto del quale, a ragion veduta, è possibile richiedere addirittura un rimborso (anche se non sempre).

Un hosting vale l’altro

Affermazione pericolosa (e falsa), quanto facilmente fraintendibile: io stesso ho sostenuto questa tesi in più occasioni, ma questo è semplicemente falso in generale e va contestualizzato: sono tutti uguali perchè forniscono tutti, più o meno, un servizio equivalente in termini strettamente tecnologici (cPanel, PHP 7, MySQL e così via). In realtà non tutti gli hosting sono equivalenti tra loro, perchè le infrastrutture cambiano, il livello di configurazione dei servizi cambia, la disponibilità dell’assistenza è sempre una variabile rilevante, rischiosa e difficile da valutare, la banda disponibile non è stimabile a priori e così via. In generale, quindi, visto che non è proprio vero che tutti gli hosting web sono uguali, bisognerà imparare a non dipendere da questo ennesimo stereotipo, ed imparare a valutare vari fattori tra cui:

  • Uptime – Importante se valutato entro le considerazioni fatte in precedenza; meglio scegliere sempre servizi di hosting con uptime nominali di almeno 99.5% o superiori, per sicurezza.
  • Prezzo – Una variabile importante ed incredibilmente sottovalutata, non fosse altro che il nostro portafoglio è per definizione limitato e non sempre riusciamo ad allocare il budget richiesto.
  • Assistenza – Cerchiamo di renderci conto fin dall’inizio che tipo di assistenza avremo, facciamo domande, non temiamo di confrontarci con il servizio e se abbiamo questa paura, meglio cambiare hosting da subito;
  • Numero di domini configurabili – Molti hosting offrono un singolo domini configurabile, per cui vanno bene solo se avete un singolo sito, mentre molti altri permetteranno di configurarne quanti ne volete. Ovviamente scegliete sempre valutando in modo intelligente questa possibilità

Meglio un hosting gratuito!

Molte discussioni su forum e gruppi Facebook possono portare alla convinzione, del tutto errata, che un hosting gratuito vada bene per qualsiasi sito, che basta solo saperlo configurare e che, in fondo, si tratta di quattro paginette. A parte il fatto che gli hosting gratuiti hanno un limite enorme (al di là di ciò che non permettono di configurare, giustamente, non consentono quasi mai di configurare domini di secondo livello, cioè ad esempio miosito.it) ed offrono solo domini di terzo livello (spesso difficili da ricordare e da pronunciare), sono davvero buoni per prendere familiarità con le configurazioni, o se preferite smanettare a costo zero: nulla di male nel farlo, per carità, ma non potete pensare di uscire con un sito professionale ospitandolo su un servizio di hosting free. Sarebbe troppo comodo e troppo facile, ed il web è molto più difficile di così.

Una buona opportunità è offerta dal servizio di WordPress.com che, in sostanza, permette di configurare a canone annuale ragionevole un sito in WordPress ospitato direttamente da loro, con tanto di plugin e theme da scegliere. In genere trovate molte offerte di hosting economico partendo dalla home del nostro sito.

Gli hosting economici fanno schifo

Se è vero che non per forza un servizio di hosting costoso offra la qualità garantita, in generale gli hosting economici possiedono una fama del tutto errata che viene spesso associata ad essi: non sarebbero in grado, infatti, di garantire il corretto servizio per il prezzo che danno, insomma secondo molti non varrebbe neanche la pena di usarli. In genere posso dire questo: non tutti quello che è low cost è davvero tale, ed in molti casi bisogna imparare ad apprezzare quello che ci danno a costo davvero irrisorio. Un web hosting sostiene in generale numerose spese in termini di licenze software ed infrastrutture, per cui il servizio low cost è in genere dato senza troppe garanzie – questo è il vero punto da focalizzare, alla fine. Per cui prima di sostenere che siano servizi tutti scadenti provatene qualcuno, ovviamente sempre dimensionando in modo opportuno le vostre necessità: un conto è l’hosting per l’ennesimo blog in WordPress, decisamente un altro è l’ecommerce con funzionalità avanzate all’interno.

A tal proposito provate a dare uno sguardo agli hosting per e-commerce.

Valuta la scelta in base alle recensioni sul web

Questo è un argomento molto delicato, e da vagliare con grandissima attenzione: le recensioni sul web dei vari servizi di hosting non sono per forza affidabili. Quelle di questo sito, ad esempio, tendono ad esprimere la tendenza generale degli utenti, cioè il grado di “simpatia” che sussiste verso una determinata soluzione di hosting; potete anche stare certi – e qui faccio una piccola confidenza pubblica, senza fare nome – che ho visto più di un servizio di hosting spingere per pubblicare recensioni fake, vere e proprie recensioni farlocche che esprimano pareri non richiesti sulla qualità di un servizio. Il problema è che vediamo 5 stelle e tendiamo a fidarci, ne vediamo una e passiamo oltre: ma questo fa parte del web che, secondo me per definizione, non è uno strumento che può, nè deve, sostituire il parere degli esperti e la nostra, sacrosanta, esperienza sul campo.

Per cui comprate hosting con una certa disinvoltura, e non fatevi troppo condizionare dai siti di recensioni – che, come ribadisco, servono solo a dare espressione ad una tendenza generale del “popolo del web”, che potrebbe essere vera come falsa.

Per gestire un hosting devi essere un esperto

Partendo dalla premessa fondamentale per cui sono un esperto di IT e lavoro con il web dal 1997 circa, direi che questa affermazione dovrebbe, dal mio punto di vista, non essere propriamente una bufala. Le competenze tecnologico-informatiche sono molto, molto importante, e possono arrivare a garantire un vantaggio competitivo su una concorrenza che, specie sul web, ricorre moltissimo alle soluzioni “fai da te”, pensa che i soldi per un consulente siano spesi male e, in generale, non crede che ci voglia tutta questa conoscenza per gestire quattro paginette web.

In genere l’equivoco che per gestire l’hosting tu debba essere un guru del settore è falso, perchè i siti sono e restano una tecnologia semplice da maneggiare. Ma tutto dipende, come sempre, dal come dimensioni il problema: se parti dal presupposto che debba essere tutto semplice solo perchè al tuo amico le cose sul web riescono piuttosto bene, alla prima difficoltà getterai la spugna e tenderai a pensare che sia roba per esperti. Insomma, non se ne esce: se è vero che le competenze aiutano, è vero che molte potete acquisirle col tempo e, in generale, non sarà troppo difficile auto-gestirsi se si usano raziocinio, umiltà e buonsenso (e se si dispone di un supporto tecnico decente, tanto meglio).

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