Come entrare nel deep web

Come entrare nel deep web

Deep web, e che sarà mai? Se state pensando a roba illegale, siete un po’ fuori strada: ci sono settori bordeline nel deep web, certo, ma in un certo non c’è nulla di più chiaro del deep web, se vogliamo, per quanto – aspetto chiave – non sia indicizzato sui motori di ricerca. Ecco, diciamolo fin da subito: sul mondo del deep web, per la verità, regna una certa confusione anche tra gli esperti del settore e la stampa specializzata: si tende infatti a confondere lo strato del deep con quello dark, che sono in realtà due cose abbastanza diverse. Per la verità la distinzione è per larga parte teorica, e non esiste una sorta di criterio o etichetta da applicare per i siti web che sono deep, dark o più l’uno che l’altro. Di fatto, il deep web da sempre muove moltissima curiosità da parte degli internauti, e in questo articolo cercheremo di capire un po’ meglio di che cosa si tratta.

Cos’è il deep web?

Il termine Deep Web (“web profondo”, traducendo letteralmente) viene riferito a tutti i dati che sono presenti su internet ma che non sono rintracciabili (cioè non sono indicizzati) sui motori di ricerca come Google o Bing. Tutte le pagine web di contenuti non indicizzati sui motori sono quindi, in senso esteso, considerabili come deep web:

  • il sito web che avete appena aperto e che non è ancora ricercabile sui motori, ad esempio, è considerabile su internet nel deep web;
  • tutto ciò che condividete sui social network su internet come Facebook  o Twitter (se le impostazioni della privacy sono impostate su qualsiasi livello diverso da “Pubblico”), in chat come Messanger oppure Whatsapp o telegram sono, in termini generali, anch’essi assimilabili al deep web.

Il deep web è una sorta di dimensione nascosta” all’interno di internet, non rintracciabile mediante motori di ricerca – e da non confondersi con il dark web; le due accezioni sono infatti distinte, e fanno riferimento a due realtà di internet diverse tra loro, nonostante abbiano qualche punto in comune.

Essi si collocano in una stratificazione della rete internet che non è soltanto fatta da Facebook e Google, se vogliamo, ma vive anche all’interno di numerosi anfratti più o meno nascosti, spesso difficili da reperire e questo, beninteso, non per forza per motivi illegali. Nel deep web, ad esempio, ci sono gli archivi online di molte università mondiali, non visibili su Google per motivi di privacy bensì accessibili mediante credenziali agli utenti autorizzati a farlo.

La curiosità sul mondo del deep web viene evocata periodicamente da programmi televisivi, da alcuni blog generalisti e da articoli sui giornali, ma giusto quando conviene o c’è qualche dettaglio particolarmente scandaloso, morboso e via dicendo da mettere in gioco (ad esempio: la vendita di armi, la commissione di delitti on demand, la pornografia più borderline). Questo secondo me finisce per dare un’idea sbagliata o comunque distorta del fenomeno, che rappresenta in effetti una parte sostanziale (e poco nota) di internet, e comunque una porzione di cui non sono a conoscenza moltissimi utenti.

Come è fatto internet

La stratificazione di cui si parla è la seguente, in cui sostanzialmente Google, Bing e Wikipedia (così come moltissimi altri siti web che tutti conosciamo) rappresentano la “punta dell’iceberg”, quando in realtà su internet c’è moltissimo in più. Fermarsi a quello strato (SURFACE WEB, ovvero il web di superficie), di fatto, significa pensare (per fare un esempio pratico) che esista solo quello che vediamo per strada, senza considera ciò che succede negli edifici che ci circondano.

Scendendo nella struttura in questione, che rappresenta un po’ la classificazione dei vari contenuti su internet, troviamo il DEEP WEB: eccolo qui! Sta subito sotto Bing e Google, se ci fate caso, ed è rappresentato da varie informazioni di carattere informativo, come ad esempio siti accademici, ma anche informazioni mediche (ad esempio alcune consultate da chi si occupa di contenere e monitorare la pandemia in corso di Covid-19), documenti legali, alcune pubblicazioni scientifiche, database multilingua, informazioni finanziarie, risorse online del governo, report di ogni genere, siti a sottoscrizione (che possiamo vedere solo se paghiamo una fee per accedere) o quotidiani in abbonamento, e – un po’ a sorpresa – troviamo anche social media. Questo in realtà è parzialmente falso, ed il grafico andrebbe aggiornato: i contenuti di Twitter, ad esempio, sono in genere visibili a Google, ma a conti fatti questi portali mostrano solo quello che vogliono (per incuriosire i non iscritti al loro sito, magari) o che possono (per rispettare la privacy degli iscritti).

In effetti, visto così, il deep web è sostanzialmente innocuo e nulla ha a che vedere con armi, droghe e via dicendo. Contiene solo i siti non tracciabili sui motori di ricerca classici, quindi ad esempio:

  • pubblicazioni accademiche o specialistiche non ricercabili su Google, ad esempio perchè a pagamento;
  • database o dataset di altra natura, non ricercabili per loro stessa struttura o perchè non visibili, volutamente, a Google;
  • informazioni di carattere medico;
  • informazioni a carattere istituzionale o governativo;
  • dati a pagamento forniti da aziende del settore (ad esempio di business intelligence).

Ad ogni modo, sia SURFACE WEB che DEEP WEB rientrano in internet, e sono accessibili mediante una connessione come quelle che abbiamo tutti. Non è ovviamente da escludere che ci siano siti nel deep web illegali, ovviamente (non possiamo dirlo con certezza, perchè non esiste ad oggi una vera e propria catalogazione completa di questi siti), ma tecnicamente la distinzione di fondo che facciamo è quella presentata in questo articolo.

Come entrare nel deep web?

Entrare nel deep web è abbastanza semplice, e non sono richiesti software particolari: basta rivolgersi direttamente ai siti del deep web, che come abbiamo visto sono anche social network molto popolari, ed iniziare ad interagire o cercare con gli strumenti interni forniti dal sito stesso. Ovviamente bisogna sapere dall’inizio il portale a cui rivolgersi, e questa informazione può arrivarci dal passaparola di un amico, da una email, da una comunicazione ufficiale ma anche da un link su un sito trovato su Google, in effetti. Questo per dire come la classificazione sia solo di comodo e non debba, di fatto, confonderci: sono i contenuti dei siti web del DEEP WEB ad essere riservati e nascosti ai motori di ricerca, non il nome dei siti. Tutti sappiamo cos’è facebook.com ad esempio, ma per scoprire la totalità dei suoi contenuti (come ad esempio i gruppi privati) bisogna per forza di cose iscriversi: il deep web, pertanto, evoca almeno in parte il concetto di quello che in gergo tecnico è detto walled garden, ovvero di “giardino murato” in cui non tutti possono entrare per vari motivi – il sito è a pagamento, chiede una fee per entrare, devi essere uno studente universitario accreditato per farlo e via dicendo.

Il deep web è quindi una sorta di “mondo parallelo” rispetto all’internet pubblico che conosciamo più o meno tutti, dalle dimensioni decisamente difficili da quantificare; questo, soprattutto, perchè è già difficile dare una dimensione all’internet in chiaro, figuriamoci alla sua “parte oscura”. In realtà il deep web è una parte del mondo di internet, e in particolare si caratterizzano per essere non indicizzati (oltre che, sulla carta, non indicizzabili) dai principali motori di ricerca.

In effetti, visto così, il deep web è innocuo: contiene solo i siti non tracciabili sui motori di ricerca classici, quindi ad esempio:

  • pubblicazioni accademiche o specialistiche non ricercabili su Google, ad esempio perchè a pagamento;
  • database o dataset di altra natura, non ricercabili per loro stessa struttura o perchè non visibili, volutamente, a Google;
  • informazioni di carattere medico;
  • informazioni a carattere istituzionale o governativo;
  • dati a pagamento forniti da aziende del settore (ad esempio di business intelligence).

Differenza tra deep web e dark web

Il deep web è la parte non indicizzata che abbiamo visto, il dark web è quella più controversa o discutibile, a volte addirittura illegale in alcuni paesi. Il confine tra deep e dark web, al giorno d’oggi, è spesso molto labile e piuttosto teorico: basta poco perchè dei dati del dark web finiscano in rete e siano ricercabili da chiunque. In genere chiunque possieda una certa dimistichezza con gli strumenti disponibili sul web e con le modalità di ricerca sarà in grado di muoversi con facilità in questi mondi. La cosa essenziale è fare sempre intenzione ai contenuti, che potrebbero essere per adulti o provocarvi problemi legali, ed alle trappole come virus e malware che sono ovviamente presenti anche in questi “mondi paralleli”.

Come entrare nel deep web?

In questo caso è piuttosto semplice, perchè non sono richiesti software particolari: basta usare un browser ed una connessione ad internet, e rivolgersi direttamente ai siti web del deep web, che come abbiamo visto sono anche social network molto popolari, ed iniziare ad interagire o cercare con gli strumenti interni forniti dal sito stesso. Ovviamente bisogna conoscere dall’inizio il portale a cui rivolgersi, e questa informazione può arrivarci dal passaparola come da liste presenti su internet.

Motori di ricerca per il deep web

Ecco i principali motori di ricerca specifici per il deep web.

  • Dogpile – motore di ricerca con risultati aggregati
  • WWW virtual library – Elenco di aziende online multicategorizzato
  • FindSmarter.com – Altro motore di ricerca aggregato
  • Archive.org – Visualizza l’archivio cronologico di come erano i siti web, anche quelli scomparsi o molto vecchi.
  • National Security Archive – Classifica vari documenti ufficiali del governo USA.
  • adswww.harvard.edu – Cerca documenti accademici in campo fisico o astronomico
  • Quandl.com – Motore di ricerca per dati grezzi di natura statistica o finanziaria
  • Catalog.gpo.gov – Cerca pubblicazioni governative (USA) online
  • Pipl.com – Cerca persone online

Sul deep web si trovano anche vari servizi “paralleli” praticamente equivalenti a quelli utilizzati su internet: abbiamo ad esempio servizi finanziari basati su BitCoin e PayPal, servizi di natura commerciale, ma anche web hosting e servizi di file hosting.

In genere, comunque, nel deep web roba davvero illegale o pericolosa non si trova: quella è più che altro diffusa nel dark web

(fonti: TheHackerNews, quora, danielmiessler.com)

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Salvatore Capolupo

Consulente SEO, ingegnere informatico e fondatore di Trovalost.it, Pagare.online, Lipercubo.it e tanti altri. Di solito passo inosservato e non ne approfitto.