Come raggiungere la posizione zero su Google

Come raggiungere la posizione zero su Google

Introduzione

Hai cercato per tutto il web e non sei riuscito a capire nulla su questo argomento. Non ti preoccupare: qui troverai la risposta giusta, e riuscirai finalmente a capire come funzionino davvero questi benedetti snippet in primo piano. Sì, sono quelli che appaiono come primissimo risultato per alcune ricerche, e che ti mettono al top del top su Google. In genere sono molto ambiti e a ragione: infatti, nonostante siano possibili dei ban successivi al loro ottenimento (soprattutto nel caso di redirect strani o redirect a siti commerciali e poco informativi) non c’è nessuno che possa toglierti da lì, salvo tu faccia realmente schifo con il tuo sito o sia davvero molto sfigato – e in questo caso, vabbè, non potresti comunque farci nulla. Per cui sorridi, in ogni caso: mettiti comodo in poltrona e leggi con attenzione quello che ho scritto – la soluzione è giusto qui sotto!

Questa è la nostra guida per webmaster agli snippet in primo piano su Google, su come ottenerli e come provare a “favorirli”.

Cos’è la posizione zero di Google

Definizione. La posizione zero, detta anche featured snippet, risultato zero o snippet in primo piano snippet nella ricerca, secondo Google è un risultato di ricerca che si pone al di sopra di tutti gli altri, quindi come unico risultato in evidenza nell’above the fold (cioè la sezione della finestra visibile senza scorrere verso il basso).

Quando un utente o un’utentessa di Google pone la propria (intelligentissima, il più delle volte) domanda dentro Google, la risposta restituita potrebbe – a determinate condizioni – essere mostrata in un riquadro speciale di snippet in primo piano.

Attenzione: solo Google sa a chi e per quale ragione concedere questo tipo di visualizzazione. Per cui a noi poveri (in ogni senso) SEO e webmaster non rimane che provare a dare l’ennesima sistemata ai nostri siti, e vedere se eventualmente riusciamo a conquistare la posizione zero con dei piccoli accorgimenti sul testo e sul markup HTML.

Alla base dell’ottenimento del rich snippet in questione, comunque, vi è l’aspetto fondamentale che la vostra pagina web risponda ad una domanda molto popolare tra le varie ricerche su Google.

Esempio di snippet in primo piano

Questo è un esempio di ciò che proveremo ad ottenere; si ottiene cercando come sedurre un nerd su Google.

Analisi dello snippet in primo piano

In questo caso ci sono alcuni elementi da mettere immediatamente in risalto.

  1. La posizione del titolo in SERP e dell’URL sono invertiti;
  2. La parte cliccabile appare molto in evidenza  rispetto al resto, per favorire il click sul risultato;
  3. nell’URL non appare il protocollo HTTP/HTTPS, come Google usa fare da qualche tempo per qualsiasi risultato;
  4. Esiste un titolo (Consigli) che a livello di HTML corrisponde ad un <h2> con quella parola all’interno (vedi immagine di seguito);
  5. I cinque punti evidenziati sono punti di una lista contenuta nell’HTML della pagina (<ol>, <li>).

Ecco la corrispondenza di cui si parlava prima a livello di markup HTML, giusto per vederla meglio.

 

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Cosa sono i featured snippet

Per capire meglio cosa siano gli snippet di questo tipo, partirei da ciò che racconta ufficialmente Google a riguardo:

  1. il risultato zero viene estratto programmaticamente (cioè dovrebbe essere un parsing algoritmico, automatizzato, a partire dalla struttura HTML della pagina) dal testo della pagina web: pertanto, ci si aspetta che il blocco che vorremmo si vedesse come risultato zero sia ben delimitato e ben riconoscibile (ad esempio un heading H2 per il titolo e poi un paragrafo a sè stante, oppure un paragrafo con una lista puntata o numerata, come abbiamo visto).
  2. viene abilitato per le ricerche che corrispondano più chiaramente a delle domande;
  3. non c’è un modo per ottenerli come avviene, ad esempio, per i rich snippets;
  4. lo snippet non sembra entrare nel merito della credibilità o dell’attendibilità del resto, per cui non è necessario che riporti verità assolute o il Vangelo secondo X: secondo Google, sembra essere un punto di vista chiaro ed inequivocabile di quel sito;
  5. la feature potrebbe subire modifiche in futuro, o essere comunque alterata o rimossa.
  6. cliccando su “Fornisci feedback” in basso a destra qualsiasi utente può segnalare eventuali snippet impropri o poco comprensibili. Quindi, di fatto, un risultato zero su Google potrebbe apparire oggi ed essere “penalizzato” o rimpiazzato da altri in futuro.

fonte

Quali siti possono ottenere il featured snippet?

Apparentemente tutti (blog, siti di notizie, siti verticali, wiki), non sembrano esserci limitazioni, per quanto i siti di guide e tutorial sembrino in qualche modo favoriti naturalmente. Qualsiasi pagina web può ottenere il featured snippets, anche se i criteri adottati da Google, come al solito, dicono solo fino ad un certo punto, probabilmente proprio per evitare abusi da parte dei webmaster.

Sembrano comunque preferiti, nella mia esperienza, e più “papabili” allo snippet in “posizione zero”:

  • i blog curati, soprattutto se sanno approfondire e pubblicare post evergreen (cioè post diversi da notizie, che durino sempre nel tempo e mantengano la propria validità);
  • i siti di tutorial e guide, cioè idealmente quelli modello Aranzulla: è molto frequente che questi siti diano risposte utili e concise (come vedremo tra un attimo) alle domande (o ricerche) degli utenti;
  • i giornali online, per quanto sia un caso particolare e di solito non sia banalissimo ottenerne uno; anche qui, l’approfondimento di un topic e la capacità di sintetizzare le risposte la faranno da padrone.

Altro esempio di featured snippet italiano

Per capire ancora meglio, provate a cercare ad esempio “cos’è una mappa catastale“: almeno ad oggi, dovreste vedere una cosa del genere, con lo snippet in primo piano bene in vista.

Le cose sono cambiate, nel frattempo, rispetto a quando avevo scritto questa guida. Quello di sopra, infatti, era lo snippet di cui avevo scritto e che appariva nel 2019. Ad oggi, 2020, esso è stato rimpiazzato da un altro sito web, come potete vedere di seguito.

I risultati zero sono assoluti o relativi all’utente?

Bella domanda, me lo sono sempre chiesto.

In teoria sarebbe possibile che utenti diversi possano vedere snippet differenti, e che quindi vengano evidenziati nel computer del vostro client risultati zero che voi non vedete, o viceversa. Tuttavia, in base alle osservazioni ed agli appunti che ho preso in questi anni, i risultati zero sembrano più propensi ad essere assoluti, cioè uguali per tutti gli utenti e soprattutto legati ad una o più ricerche specifiche.

Come ottenere lo snippet in primo piano

Non ci sono regole precise per ottenerlo: ma ci sono due punti di vista da considerare, ovvero quello del copywriter e quello del webmaster.

Da un punto di vista del copy, sembra che le definizioni concise, efficaci e sintetiche di quel qualcosa funzionino alla grande. Fossi in loro, per inciso, proverei una decina di definizioni test e le infilerei in un blog, anche per capire quali siano viste e quali no: in caso di successo, peraltro, le visite sono assicurate – in genere ci sono tassi di click che possono arrivare anche al 90-95% del totale delle ricerche e del traffico. Ovviamente poi dipende: se la vostra pagina non è un granchè come contenuti, oggi avrete lo snippet e domani, magari, lo perderete per sempre.

Da un punto di vista del webmaster, il trucco – per quello che sono riuscito a capire, visto che qualcuno l’ho guadagnato su qualche sito ottimizzato da me in passato, è legato:

  1. a quanto sia concisa e calzante la definizione (vedi sopra);
  2. all’uso corretto di tag paragrafo (<p>) in cui inserire del “testo definizione”;
  3. all’uso corretto di tag <h2> per il titolo della guida che si vedrà nello snippet;
  4. alla presenza di una lista con punti <li> e tag contenitore <ul>, <ol> (non obbligatoria, a quanto pare; Google parsa tranquillamente anche i paragrafi staccati come se fossero punti lista)
  5. alla scelta corretta della query o ricerca da ottimizzare per la posizione zero: funziona per le richieste tipo “cos’è X”, di norma;
  6. ad una discreta dose di fortuna (che aiuta sempre, nella vita).

Come verificare di aver ottenuto lo snippet

La verifica può avvenire mediante una semplice ricerca tra quelle piazzate in prima posizione secondo la Search Console, anche se al momento questo strumento non segnala l’evenienza della cosa. Basta in generare cercare qualcosa su Google, e verificare che sia effettivamente attivo come risultato zero. Software come SEOZoom, peraltro, riescono ad individuare posizioni zero in automatico all’interno delle varie schede del sito, quindi si possono sfruttare a tale scopo e la feature, per inciso, funziona piuttosto bene.

Per verificare se avete ottenuto uno snippet per la ricerca “cos’è la seduzione“, non vi resta che provare a cercare su Google “cos’è la seduzione” e verificare di essere al vostro posto (al momento trovate una definizione da dizionario, per cui non vi illudete, vecchi (capo)lupi di mare!

Suggerimenti per ottimizzare on-page la tua pagina per gli snippet

Se andiamo ad analizzare la struttura HTML del secondo sito che aveva ottenuto il posizionamento, avevo trovato una cosa del genere in corrispondenza del testo evidenziato:

  • l’HTML era ben formato (nel senso che ci sono tag di apertura e chiusura ben innestati e basta)
  • presentava un semplice paragrafo <p> preceduto nello specifico da uno in cui è presente approssimativamente la query di ricerca “cos’è un (estratto estratto di) mappa catastale“.

In prima approssimazione, quindi (regole orientative non rigide, che ribadisco sono da prendere con le pinze):

  1. bisogna inserire una domanda frequente (cos’è X, come funziona Y, ecc.) in un <p></p> o in un heading (<h2></h2>, ad esempio), che magari sia relativa alla vostra nicchia di mercato;
  2. bisogna inserire una risposta o definizione secca in un altro blocco <p></p>;
  3. title e meta description sembrerebbero ininfluenti in tal senso (il title c’è ma è diverso, mentre la meta description era del tutto assente, quando ho fatto il check)
  4. la risposta non deve essere troppo lunga perchè, comunque, il numero di parole visualizzate nello snippet è comunque limitato per esigenze grafiche;
  5. mi sembra anche plausibile che nella definizione non debbano esserci contenuti commerciali di alcun genere, come link a siti partner, link venduti o banner pubblicitari (secondo me, ovviamente); se vedete, si tratta di semplice testo conciso e funzionale;
  6. la creazione dello snippet non è forzabile in alcun modo: dalle mie parti si direbbe “cce vo culu” (bisogna essere fortunati, ndr)

Ho visto altri featured snippet che presentavano un paragrafo con una lista <ul>, <li> oppure <ol>, <li> all’interno, ma questo della lista non sembra essere un requisito obbligatorio. Se mettete la lista di punti per la risposta, potrebbe essere vista nel risultato zero – in questo modo occupate anche più spazio nella SERP, tra l’altro.

Controindicazioni sui risultati zero

Belli, bellissimi e desiderabili, certo. Ma in teoria, in alcuni casi, il featured snippet potrebbe “rubare” traffico al vostro sito web, visto che la gente troverebbe subito la risposta e poi non cliccherebbe nel vostro sito web. L’analisi del CTR lato Search Console, pertanto, rimane un criterio di giudizio molto importante per determinare il successo del vostro sito, prima di qualsiasi altra considerazione che rischiano sempre di degenerare in una sorta di vanity metrics.

Visto come sono bravo a farvi dare il risultato zero? :-D

Ecco, appunto.

Come evitare gli snippet in primo piano

Come spesso accade per Google, non è nota la procedura per fare direttamente qualcosa di ambìto (come posizionare un sito in prima pagina, tanto per fare un esempio “casuale”), ma è possibile fare in modo che lo snippet NON venga attivato. Per evitare questa possibilità (anche se non riesco ad immaginare per quale motivo farlo, sinceramente), basta inserire il testo da non “snippare” con il meta-tag seguente:

<meta name="googlebot" content="nosnippet">

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Informazioni sull'autore

Salvatore Capolupo

Consulente SEO, ingegnere informatico e fondatore di Trovalost.it, Pagare.online, Lipercubo.it e tanti altri. Di solito passo inosservato e non ne approfitto.