Il discorso di Feynman sul culto dei cargo è, ancora oggi, molto attuale

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Pubblicato il: 12-10-2021 10:53 , Ultimo aggiornamento: 12-10-2021 10:55

Richard Phillips Feynman (1918, 1988), fisico teorico americano, noto per le sue scoperte nell’ambito dell’elettrodinamica quantistica che gli valsero un premio Nobel nel 1965 (assieme a Julian Schwinger e Shin’ichirō Tomonaga). Un suo celebre e pluri-citato discorso lo rese il padre delle biotecnologie, e un secondo in particolare (in apertura all’anno accademico 1974-75, qui la traduzione in italiano) sembrerebbe attualissimo ancora oggi, in un momento in cui la ricerca scientifica è all’attenzione di tutti, nessuno escluso, e molti non si mostrano neanche troppo ben disposti verso la stessa.

Uno dei punti nodali di quel discorso fu il cosiddetto culto del cargo, un’espressione usata in antropologia per indicare lo sviluppo di una forma di vera e propria fede, da parte di alcune popolazioni melanesiane (che avevano ricevuto, in passato, visite da parte degli occidentali) nell’avvento di navi e aerei da trasporto.

Di Copyright Tamiko Thiel 1984 – communication from photographer, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=44950603

Cos’è il culto del cargo

L’antropologo Marvin Harris, del resto, ha finito per spiegare il cargo cult in termini di messianismo o millenarismo vero e proprio, cosa riferita da Feynman in relazione a ciò che facevano quelle tribù, ovvero costruire una sorta di “aeroporto” – con tanto di antenne di bambù – in cui, naturalmente, oggi non arriva più nulla. Durante la seconda metà del Novecento il culto del cargo è diminuito, fino a scomparire quasi del tutto, per quanto sia almeno in parte sopravvissuto anche in seguito in alcune località (isola di Tanna, ad esempio, dove esiste ancora il Movimento del Principe Filippo).

Culto del cargo nello… sviluppo software

Cargo cult è un’espressione altresì familiare all’ingegneria del software, in cui il “fideismo” si manifesterebbe nella forma di riutilizzo di frammenti di codice copiati senza comprenderne l’esatta valenza o significato, ma semplicemente perchè “funzionano”. Il fisico americano sosteneva, in quel discorso, che gli scienziati spesso siano in grado di produrre studi con tutti i crismi della vera scienza, ma che sono comunque pseudoscienze indegne di rispetto e sostegno.

Nell’ambito IT ciò si verifica in affermazioni del tipo, ad esempio:

  • Affermare che una cospirazione avrebbe cercato di sopprimere il nostro sistema operativo e/o il linguaggio di programmazione preferito
  • Usare prove aneddotiche a supporto di un’affermazione / non falsificabili, per dirla alla Popper
  • Ostentare mentalità da “credenti” in un sistema operativo, un pattern o un linguaggio e non da tecnici, come si dovrebbe
  • Lavorare in isolamento dalla comunità scientifica, tentando di reinventare la ruota, abusando del gergo o re-implementando vecchie tecnologie sotto nuovi nomi di fantasia
  • Fare affermazioni sulla “superiorità” di un sistema operativo o di un linguaggio di programmazione direttamente ai media mainstream, e non alla stampa professionale o alle conferenze di settore.

L’esperimento sui topi da “30 e lode”

Il culto del cargo dimostra come si possa credere tendenzialmente anche a cosa che, oggi, sembrano incredibili, ma che poi non lo sono nemmeno troppo; di sicuro la diffusione di pseudoscienze non si direbbe dipendere esclusivamente dall’uso di internet e dei social come Facebook, come in tanti sostengono. Il ruolo della scienza è stato messo in discussione dall’uomo della strada, primariamente, ma anche da tanti scienziati (pensiamo ai virologi nel 2020, per avere un esempio chiaro), e sarebbe curioso sapere cosa ne penserebbe Feynman, in effetti.

Il punto è che dipende anche dall’uomo, e dalla difficoltà che abbiamo nel decifrare certi suoi comportamenti. James B. Watson, a riguardo, era arrivato a sostenere che uno potrebbe imparare tutto ciò che vorresti sapere sulla psicologia umana semplicemente facendo esperimenti su un topo in un labirinto. E per quanto molta strada sia stata percorsa dalla scienza dopo questa affermazione, è interessante riprendere l’esperimento da “30 e lode” citato da Feynaman. Quasi certamente lo scienziato si riferiva a Paul Thomas Young, che fece questo esperimento nel 1937 (senza pero’ apparentemente pubblicare nulla a riguardo), cercando di fare in modo che dei topi riconoscessero la “terza porta” a prescindere dal fatto che ci fosse cibo dietro. Eliminando le possibili cause di errore, progressivamente, arrivò a comprendere come si comportavano realmente i topi dell’esperimento, senza dedurne altre ma privandosi, significativamente, delle congetture astratte tipiche di alcune scienziati.

Quell’esperimento non fu mai pubblicato, come dicevamo, ma il fisico diede atto e credito all’utilità effettiva di quelle attività. L’esperimento di Young – dice Feynman – merita un 30 e lode; dà senso a tutti gli altri, perché scopre gli indizi seguiti davvero dai topi e non quelli immaginati invece dal ricercatore.

Conclusioni

Il discorso di Feynman ricalca quella che oggi conosciamo come etica dello scienziato, spesso piegata a logiche burocratiche o, peggio ancora, pressioni politiche e minacce di farsi togliere i fondi. Per cui le cose “devono” funzionare come dicono altri, che di scienza non sanno nulla in alcuni casi, e tanto basta. Il culto del cargo esiste ancora, purtroppo, e lascia un’eredità che sarà complessa da gestire anche per le generazioni a venire.

Vi auguro una cosa sola: la fortuna di trovarvi sempre in una situazione che vi consenta di mantenere liberamente l’integrità di cui ho parlato e di non sentirvi costretti a perderla per conservare il posto, trovare fondi o altro. Possiate voi avere questa libertà. (Richard Feynman, Cargo Cult science)

(discorso originale)

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Grazie per aver letto Il discorso di Feynman sul culto dei cargo è, ancora oggi, molto attuale di Salvatore Capolupo su Trovalost.it
Il discorso di Feynman sul culto dei cargo è, ancora oggi, molto attuale (News, Pensare)

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