Come risolvere l’errore: “delivery to the following recipient failed permanently”

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Quando si utilizza un programma di posta elettronica sia mediante web mail che con un client tipo Outlook può capitare, in alcuni casi, che l’invio di un messaggio verso uno specifico destinatario non sia possibile. Questo avviene mediante un messaggio di errore automatizzato, che viene inviato in risposta al mancato recapito.

Errore durante l’invio di una email

Più nel dettaglio, il messaggio di errore:

delivery to the following recipient failed permanently

che in italiano si traduce come “la consegna al seguente destinatario è fallita in modo permanente” indica che il messaggio non è stato recapitato e che non c’è modo di recuperare l’errore. Quindi nella pratica bisognerà provare a contattare il destinatario in un altro modo, ad esempio cambiando l’indirizzo di posta ed utilizzandone un altro, sempre di quella persona, alternativo.

Per risolvere, bisogna riprovare l’invio, e nel farlo sarà necessario provare almeno una delle seguenti opzioni:

  • rimuovere markup HTML e formattazione non necessaria dalla mail;
  • rimuovere eventuali allegati, utilizzando in alternativa un servizio di file hosting come WeTransfer;
  • riprovare l’invio, se quello verso l’indirizzo in questione non funziona, verso un indirizzo differente di destinazione.

In alcuni casi l’errore viene segnalato da Gmail come:

554 554 Message refused

Errore durante la gestione newsletter

Durante la gestione di una newsletter può capitare che alcuni messaggi non vengano recapitati ad alcuni destinatari oppure tornino indietro: è il caso tipico, ad esempio degli utenti i cui indirizzi di posta elettronica non abbia fornito consenso esplicito all’iscrizione (opt-in), quindi si tratta di una specie di misura anti-spam. Per evitare questo, bisogna far iscrivere alla newsletter le persone interessante con un form apposito e chiarendo la propria posizione nei confronti del GDPR.

In questi casi, a parte l’opt-in che è una questione più che altro burocratica e solo in parte tecnica, bisogna chiedere al destinatario di controllare nella cartella spam e verificare la presenza della mail da quella parte, dato che la mail stessa potrebbe essere finita in blacklist. In altri casi, a seconda del programma di newsletter che si utilizza, potrebbe essere richiesto l’uso di un programma dedicato per le newsletter, come ad esempio MailChimp, Aweber, GetResponse e così via.

Questo genere di servizi, infatti, hanno lo svantaggi di essere a pagamento ma al tempo stesso gestiscono in modo molto controllato eventuali errori come quello che abbiamo descritto.

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