Google bombing: cosa sono e a cosa servono

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Pubblicato il: 11-08-2021 21:12 , Ultimo aggiornamento: 12-08-2021 08:13

Cos’è un Google Bomb?

Google bomb è una tecnica per alterare i risultati di ricerca di Google facendo salire deliberatamente pagine web mediante link esterni. Gli scopi di questa tecnica possono essere di puro divertimento o trolling, ma anche di attivismo politico e di viral marketing. La tecnica non è ufficialmente riconosciuta o accettata da Google, non rientra nelle good practices della SEO e, di fatto, consiste in una strategia di tipo black hat.

Esempio – Cercavi incapace su Google, qualche anno fa, e ti usciva fuori come primo risultato la pagina di un ministro italiano dell’epoca. Oppure, ancora, cercavi in inglese miserabile fallimento (miserable failure), ed ecco comparire la pagina dell’ presidente USA George Bush Jr.

Bug, direte voi – errori di programmazione, o nell’immenso archivio dati di Google? In un certo senso sicuramente sì, anche se a quanto pare i cosiddetti Google Bomb (di cui avete appena visto qualche esempio molto citato, di sicuro non gli unici) sono una caratteristiche che alcuni utenti hanno pensato di sfruttare come tecnica black hat (quindi non proprio lecita, nè convenzionale) di posizionamento su Google. Di fatto, non ci sono dubbi che la sostanza abbia surclassato la forma, in questo caso: la risaputa precisione – che ha reso celebre il motore di ricerca più famoso al mondo – è, quantomeno, stata messa in discussione con questo fenomeno, di cui abbiamo varie testimonianze nella storia recente.

Perchè si fa Google Bombing?

Il Google Bombing è una tecnica utilizzata per scopi politici (molti attivisti l’hanno praticata, a quanto pare, in passato), ma anche varie campagne di web marketing si sono fatte conoscere con questa tecnica. Google nel frattempo è corsa ai ripari, ed ha cercato di potenziare il proprio algoritmo per limitare o escludere possibilità del genere.

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Tecniche pratiche per fare Google bombing

Le strategie più usate al momento sembrano essere essenzialmente due:

  • si fissa una parola chiave da ottimizzare ed una pagina destinazione, e ci si organizza (spesso in gruppi segreti su Telegram o FAcebook) per cercare quella parola da più postazioni utenti diverse tra loro, in modo che sembrino ricerche autentiche e che valorizzino il ranking della pagina; esistono anche servizi a pagamento che emulano lo stesso effetto, anche se non sono tutti egualmente affidabili – questa tecnica è nota anche come alterazione del CTR in modo artificiale, all’interno di alcuni forum
  • una seconda tecnica è quella di distribuire su siti web diversi, con IP e domini differenti tra loro, possibilmente in momenti diversi, varie anchor text esatte corrispondenti alla parola chiave che si vuole surclassare, e si fa in modo di inserirla in vari articoli e pagine web a diverso titolo e con diversi contesti, in modo tale da aumentare le referenze per quella parola chiave e farla salire su GoogleIn qualche modo il Google Bombing corrisponde con una forma di link building in qualche modo “estremizzata”, in questo secondo caso.

Google ha finito, con gli anni, per limitare l’effetto delle centinaia di Google Bombing che sono note e documentate. In molti casi gli effetti dell’operazione non sono più visibili in quanto sono stati calmierati da interventi automatizzati o Google update.

Come funziona un Google Bomb?

Da un punto di vista tecnico, molti SEO (i consulenti che sono in grado di intervenire nei risultati di ricerca dei siti e, nel medio lungo periodo e, in alcuni casi, “ottimizzare” i siti stessi) sostengono che Google Bomb altro non sia se non una forma degenerata di PageRank. Il PageRank, per chi non lo sapesse, è un calcolo algebrico che veniva usato nella prima versione di Google per determinare la posizione di un sito nei risultati in SERP. Col tempo è stato affiancato da altri fattori, ovviamente, proprio per evitare casi di manipolazione come quello di cui parliamo.

A mio modo di vedere, peraltro, pensare che i Google Bomb siano solo questione di PageRank è fuorviante e parziale, come informazione (oltre a fare riferimento ad una metrica di circa 24 anni fa). Il PageRank (PR) pero’ non è che uno dei 200 e passa fattori utili per posizionare un sito, per cui pensare al Google Bomb come una manipolazione basata sul PR è solo un aspetto che va affiancato a molti altri. Di fatto, per Google-bombare una pagina quello che si faceva era organizzare delle azioni collettive, in cui gli utenti dei vari forum linkavano la pagina che volevano far salire dai rispettivi blog con l’anchor text coincidente con il nome della ricerca da posizionare: quindi, ad esempio, per “miserabile fallimento” molto blogger avrebbero potuto inserire un link alla pagina destinazione all’interno del loro blog in widget, footer o frasi del blog del tipo:

la campagna politica del presidente è stata un miserabile fallimento (link al sito, ndr)

e questo, di fatto, è un esempio (credo) esplicativo di come fare un Google Bomb. Ed è anche un modo per fare una certa SEO abbastanza “cruda” e poco consigliabile, peraltro. L’algoritmo di posizionamento della ricerca usato da Google, peraltro, non è noto nei propri dettagli a nessuno, ma plausibilmente classifica le pagine più in alto per una particolare frase di ricerca C se un numero sufficiente di altre pagine ad esso collegate utilizzano un testo di ancoraggio simile ad X (incluse le possibili varianti previste dalla lingua: un miserabile fallimento, un fallimento miserabile, il miserabile fallimento).

Google Bomb: si può fare su altri motori?

Plausibilmente altri motori di ricerca come Bing e Ask fanno uso di tecniche di classificazione dei contenuti simili a quelle di Google: ad oggi, cercando miserable failure Google riporta discussioni su questa tecnica e su come e nata, anche se su altri motori è possibile che il bombing dei risultati sia meno seguito e più “fattibile”. Non abbiamo dati certi ma una cosa è sicura: i link esterni da altri siti fanno da catalizzatore per la realizzazione dei risultati in prima pagina, e molti motori finiscono per accettare la cosa: se facessero diversamente, infatti, andrebbero ad alterare in modo innaturale certi risultati. Tutto sta insomma nel trovare un equilibrio, e per quanto oggi il Google bomb sia quasi solo storia senza attualità, rimane uno dei fatti più curiosi associati a Google a partire dalla sua nascita.

5/5 (2)

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Grazie per aver letto Google bombing: cosa sono e a cosa servono di Salvatore Capolupo su Trovalost.it
Google bombing: cosa sono e a cosa servono (Guide, Pensare, Zona Marketing)

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