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3 perchè sull’intelligenza artificiale che ci preoccupano

L’intelligenza artificiale (IA) può presentare potenziali rischi o pericoli in determinate circostanze. Esistono alla prova dei fatti varie situazioni in cui l’IA potrebbe essere considerata pericolosa:

  1. Decisioni autonome con conseguenze negative: Se un sistema di IA prende decisioni autonome che possono avere conseguenze significative sulla vita delle persone, come ad esempio nel settore della sicurezza o nella guida autonoma, errori o malfunzionamenti dell’IA potrebbero portare a incidenti o danni.
  2. Bias e discriminazione: L’IA può imparare dai dati con cui viene allenata, ma se questi dati contengono pregiudizi o discriminazioni, l’IA può perpetuarli o amplificarli. Ciò potrebbe portare a decisioni discriminatorie in ambiti come l’assunzione del personale, la selezione dei candidati per prestiti o l’applicazione della legge.
  3. Manipolazione dell’opinione pubblica: L’IA può essere utilizzata per creare e diffondere contenuti falsi o manipolati, come immagini, video o notizie, con l’obiettivo di influenzare l’opinione pubblica o causare disinformazione.
  4. Violazione della privacy: L’IA può essere utilizzata per analizzare grandi quantità di dati personali, come informazioni raccolte sui social media o tramite sorveglianza, e utilizzarle per fini indesiderati, come profilazione, sorveglianza invasiva o manipolazione dei comportamenti degli individui.
  5. Sostituzione di lavori umani: Sebbene l’IA possa automatizzare molti compiti e portare a maggiori efficienze, ciò potrebbe anche comportare la sostituzione di lavori umani in determinati settori, creando disoccupazione o disuguaglianze socioeconomiche.
  6. Attacchi informatici: L’IA può essere utilizzata sia per difendere che per attaccare sistemi informatici. Alcuni attori maligni potrebbero sfruttare l’IA per creare malware sofisticati, violare la sicurezza dei sistemi o compiere attività dannose.

Perchè l’intelligenza artificiale fa paura

È importante sottolineare che questi pericoli non sono intrinseci all’IA stessa, cioè non dipendono da come è fatta l’intelligenza artificiale ma da come decideremo di farne uso. Il problema è piuttosto l’uso improprio o malevolo che può essere fatto di essa: pertanto, è fondamentale sviluppare e implementare norme, regolamentazioni e controlli appropriati per mitigare i rischi e garantire un utilizzo etico e responsabile dell’IA.

I punti che abbiamo visto sono sostanziali, ovviamente, e non devono essere sottovalutati. Ma questo non vuol dire che si debba temere il progresso solo ed esclusivamente in quanto tale.

Non bisogna necessariamente avere paura dell’intelligenza artificiale (IA), ma è importante adottare una visione equilibrata e considerare sia gli aspetti positivi che quelli critici. Ecco alcune ragioni per non avere paura dell’IA:

  1. Strumento di supporto: L’IA è un potente strumento di supporto che può aiutare le persone a risolvere problemi complessi, automatizzare compiti ripetitivi e migliorare l’efficienza in molti settori. L’IA può lavorare a fianco degli esseri umani, consentendo loro di svolgere il proprio lavoro in modo più efficace e creativo.
  2. Innovazione e progresso: L’IA ha il potenziale per portare a importanti innovazioni e progressi in vari campi, come la medicina, la scienza, l’istruzione, l’energia e molti altri. Può consentire scoperte scientifiche, migliorare la qualità della vita e affrontare sfide globali come il cambiamento climatico.
  3. Automazione e miglioramento dei processi: L’IA può automatizzare compiti ripetitivi e tediosi, liberando le persone da lavori monotoni e consentendo loro di concentrarsi su compiti di maggior valore aggiunto che richiedono creatività, intuizione e pensiero critico.
  4. Soluzioni personalizzate: Grazie all’IA, è possibile sviluppare soluzioni personalizzate che si adattano alle esigenze e alle preferenze individuali. Ad esempio, i motori di ricerca e le piattaforme di streaming utilizzano l’IA per offrire raccomandazioni basate sui gusti personali degli utenti.
  5. Miglioramento dell’accessibilità: L’IA può contribuire a migliorare l’accessibilità per le persone con disabilità. Ad esempio, i sistemi di riconoscimento vocale consentono alle persone con difficoltà motorie di interagire con i dispositivi, mentre l’IA può essere utilizzata per creare sottotitoli automatici o traduzioni in tempo reale per le persone sorde o non udenti.
  6. Regolamentazione e governance: La consapevolezza dei potenziali rischi associati all’IA ha portato a un crescente interesse per la regolamentazione e la governance dell’IA. Gli sforzi per stabilire linee guida etiche, principi di trasparenza, responsabilità e giustizia possono contribuire a mitigare i rischi e a garantire un utilizzo etico e responsabile dell’IA.

In definitiva, l’intelligenza artificiale offre molte opportunità per migliorare la nostra vita quotidiana, ma è importante adottare un approccio responsabile nel suo sviluppo, utilizzo e regolamentazione, allo scopo di massimizzare i suoi benefici e mitigare eventuali rischi.

Perchè l’intelligenza artificiale è importante

Anche in questo caso a nostro avviso bisogna chiedersi perché ci stiamo facendo questa domanda: se alla base c’è semplicemente un meccanismo evitante, un non volere affrontare il discorso, è chiaro che troveremo in automatico insoddisfacente qualsiasi risposta che andremo a darci. La domanda in sè è lecita, ovviamente: capire le applicazioni dell’intelligenza artificiale può essere di grande aiuto, nella pratica di ogni giorno, considerando che non c’è applicazione di navigazione su mappe che possa funzionare senza IA. Oppure possiamo prendere in considerazione le applicazioni che abbiamo installato nel nostro cellulare, che devono tutte qualcosa all’IA:

  1. Gli assistenti virtuali, come Siri di Apple, Google Assistant o Amazon Alexa, utilizzano l’IA per rispondere alle domande degli utenti, fornire informazioni, eseguire comandi vocali e aiutare nelle attività quotidiane. Possono essere utilizzati su dispositivi mobili, altoparlanti intelligenti o altri dispositivi compatibili.
  2. Esistono diverse app e servizi online che utilizzano l’IA per tradurre testi e persino conversazioni in tempo reale. Basta inserire il testo o parlare nella lingua di origine, e l’IA si occupa della traduzione nella lingua desiderata. Google Translate è un esempio popolare di questa tecnologia.
  3. Filtri anti-spam: Molti provider di posta elettronica utilizzano algoritmi di IA per filtrare e bloccare automaticamente la posta indesiderata o lo spam. Questi filtri analizzano i contenuti dei messaggi, il comportamento degli utenti e altre caratteristiche per determinare se una determinata email è affidabile o meno.
  4. I motori di ricerca come Google utilizzano algoritmi di IA per migliorare la precisione e la rilevanza dei risultati di ricerca. L’IA analizza il testo della query, il comportamento di ricerca precedente e altri fattori per fornire risultati pertinenti e utili.
  5. L’IA viene utilizzata per il riconoscimento vocale in diverse applicazioni, come sistemi di trascrizione automatica, comandi vocali per dispositivi mobili o persino per interagire con assistenti virtuali. Ciò consente di dettare testi, controllare dispositivi o utilizzare funzionalità di assistenza senza dover digitare.
  6. Alcune app di editing fotografico utilizzano l’IA per applicare filtri automatici alle immagini, migliorando il colore, il contrasto, la nitidezza e altri aspetti. Questo consente di ottenere risultati di qualità professionale anche senza conoscenze tecniche avanzate di fotografia.

Queste sono solo alcune delle numerose applicazioni di intelligenza artificiale che possono essere comprese e utilizzate da persone non esperte di informatica. L’IA sta diventando sempre più pervasiva nella nostra vita quotidiana, semplificando molte attività e offrendo funzionalità innovative.

Perchè l’intelligenza artificiale può essere pericolosa

Ovviamente le nostre considerazioni in favore della tecnologia sono prima di tutto opinabile, come qualsiasi cosa non sia un teorema matematico oppure una formazione scientifica. Siamo anche dell’idea che ci debba essere una regolamentazione e che si possa, come già si sta facendo, dotare il mondo di uno o più comitati etici che possano intervenire e valutare, caso per caso, l’utilizzo delle intelligenze artificiali. Questo vale in particolare per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte dei governi, a nostro avviso, che pone la questione in termini anche di garanzia di democrazia a prescindere dalle proprie opinioni politiche nel merito. Il punto è che come abbiamo detto prima l’intelligenza artificiale diventa pericolosa se è un rimpiazzo, se ne facciamo uso semplicemente per pigrizia o perché ci vediamo al base del ricercatore oppure a quello dell’automazione. Secondo questo particolare distorsione cognitiva si tende a credere ai dati riportati in un computer solo perché riportati in un computer, è lo stesso meccanismo per cui molte persone credevano a quello che leggevano in rete perché c’è scritto su Internet (cosa che peraltro ha favorito fino ad oggi, in alcuni casi, la diffusione di fake news). Se la risposta è già nella domanda, la domanda è circolare e potrebbe essere necessario riformularla in modo diverso, come già abbiamo argomentato.

(Immagine di copertina: Homer simpson bush meme, my face instead of homer, StarryAI)

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