Cos’è un miner di criptovaluta

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Pubblicato il: 07-03-2021 12:00 , Ultimo aggiornamento: 07-03-2021 12:29

Possiamo immaginare un miner di criptovaluta (ad esempio di bitcoin) come una sorta di “generatore” di moneta virtuale, in grado di “mettere in circolo” bitcoin che poi possano essere utilizzati da qualcuno. Messa così, è un po’ vaga, e pone più interrogativi che altro: allora chiunque può emettere cripto “in proprio”? Se fosse così semplice, del resto, lo farebbero tutti! È chiaro che il mining può avvenire, pertanto, soltanto a determinate condizioni, e solo avendo a disposizione hardware e software adeguati (che, come vedremo meglio a breve, ormai sono praticamente quasi inutilizzabili).

Nella pratica la moneta generata in questo momento storico (2021) da un computer genera attualmente un corrispondente di denaro insufficente anche per pagare il consumo di corrente della macchina utilizzate. Quindi pensare al processo di mining di LiteCoin o BitCoin come ad un “macina-soldi” automatico è decisamente sbagliato e fuorviante, e questo per ragioni di hardware: per generare cifre significative, con un PC domestico ci vuole molto più tempo (ed al netto del consumo di corrente, lo sbilanciamento è notevole). Consumi più di quanto produci, e questo chiaramente non è sostenibile (neanche dal punto di vista ambientale, fanno notare alcuni ambientalisti).

Per capire meglio che cosa sia un miner di criptovaluta, a questo punto, è opportuno fare un passo indietro e procedere per gradi.  Essendo un software, e come qualsiasi altro programma, del resto, un miner può avere una declinazione utile ed una, differente, malevola. Partiamo allora da questa seconda possibilità, tanto per rimanere sul pezzo.

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Miner “cattivi”: Epic Scale

Avevo discusso della presenza di Epic Scale all’interno della nuova versione di uTorrent: un vero e proprio virus che si installava subdolamente nel PC dell’utente. Detta in modo semplice, è come se – installando Epic Scale senza volerlo, mediante un qualsiasi programma “infetto” che faccia da cosiddetto vettore di attacco – accettassimo che il nostro computer, in modo del tutto silente e senza chiedere ulteriori conferme (opt in), faccia dei calcoli in background mentre compiamo le solite attività (ad esempio, mentre usiamo BitTorrent). Tali operazioni sono finalizzate, nel caso di LiteCoin (che è la variante di BC utilizzata), a generare progressivamente del profitto a chi ha creato quel malware, il tutto sfruttando la potenza di calcolo dei client che nel frattempo scaricano torrent come al solito.

Mediante Epic Scale, uTorrent chiedeva impropriamente che il tuo PC venisse utilizzare per contribuire alla causa del coin mining, sfruttando il software più adatto e generare così, dopo un certo periodo di utilizzo, profitti a chi l’aveva realizzato. Il problema non sta tanto nel profitto, in realtà, quanto nella potenza di calcolo sfruttata: la maggioranza dei PC domestici e da ufficio è inadeguata per affrontare questo genere di problemi, ma è chiaro che se il miner/malware viene diffuso su scala mondiale come era successo, è un po’ come disporre di un calcolatore parallelo gigantesco (ed i guadagni, teoricamente, diventano in teoria considerevoli).

Come si fa a mandare bitcoin?

Per contestualizzare per bene il discorso, dobbiamo rispondere alla domanda del titolo, per capire un po’ come funziona il mondo delle criptovalute (LiteCoin, Bitcoin e via dicendo, non fa troppa differenza per questo aspetto del discorso).

Come si fa ad inviare un pagamento in criptomoneta dall’utente A all’utente B? Chiaro che non è la stessa cosa che inviare un file via email: posso sempre avere una copia di quel file per me, dopo averlo inviato, e questo non da’ alcun valore effettivo a ciò che ho inviato “in copia”. Per risolvere il problema, è necessario che la lista di transazioni sia disponibile e centralizzata (in una tabella tipo, per intenderci: data, mittente, destinatario, denaro inviato), ovvero quello che si siamo in gergo ledger (un “libro contabile“), ed ovviamente che ci sia anche un “arbitro” garante dell’operazione. Se non ci fossero queste condizioni, la criptomoneta sarebbe solo un insieme di byte senza alcun valore monetario di alcun genere.

L’idea a questo punto è: un po’ come succede con il P2P (un insieme di “nodi” interconnessi via internet, che comunicano in modo paritario ed inviano e ricevono dati, nello specifico), nessuno deve avere più “diritti” degli altri. Se A vuole inviare 100 criptovalute a B, ha bisogno di firmare digitalmente (in modo da garantire la propria identità) un messaggio in cui dica:

“sono A, e sto inviando 100 monete a B”

Tale trasmissione è criptata per ragioni di sicurezza, oltre ad essere in broadcast, cioè: tutti devono sapere quello che sta succedendo, in modo che possano fare da garanti, mentre il “libro contabile” succitato deve “saper” rifiutare le transazioni non valide (e poi validare le transazioni corrette, in modo irreversibile e non manipolabile). Come faccio a sapere, a questo punto, quale “libro contabile” sia ok?

La funzione della blockchain

La blockchain prova a rispondere a questa domanda: tutte le transazioni valide sono inserite in un blocco di dati criptati, e tutti i nodi della rete (mediante software) cercano di risolvere problemi matematici complessi. Questo genera – ed arrivo finalmente al punto – una “gara” ad individuare i blocchi corretti, e come incentivo a farlo sarà accreditata una piccola somma di criptomoneta sul wallet, o portafoglio, della persona desiderata (quella scelta da uTorrent, in questo caso). Tale competizione richiede, per ovvie ragioni, una potenza di calcolo hardware davvero considerevole: in media, ogni dieci minuti viene trovata una risposta corretta. E quel che bisogna considerare, peraltro, è che più passa il tempo più i bitcoin generabili sono limitati, per cui sarà sempre più impegnativo generarli mediante il processo di mining di cui parliamo.

Fare mining di bitcoin significa, in questo frangente, contribuire ai calcoli necessari in modo da rendere massimamente sicura la rete, preservandola da attacchi esterni di truffatori e ladri di criptomoneta (alcuni furti di bitcoin sono stati registrati in passato, in effetti, e molte truffe si basano sul fatto che le transazioni sono irreversibili per loro stessa natura, per quanto parzialmente tracciabili).

Coin mining per criptovalute

Arriviamo finalmente al punto: il coin mining consiste in un certo senso nella risoluzione di questi “problemi matematici” complessi: i computer sono ideali per questo scopo, per via della loro crescente potenza di calcolo, ed i problemi di crittografia sono quelli che, nello specifico, interessano l’ambito. Questo genere di informazioni, considerate estensivamente, sono sfruttabili per potenziare la sicurezza informatica di un sistema: nello specifico, l’esistenza stessa della criptovaluta (o criptomoneta) si basa sui principi della crittografia, al fine di:

  • convalidare le transazioni monetarie;
  • generare la moneta in sé.

Se non ci fosse la crittografia di mezzo, chiunque potrebbe sottrarre portafogli (wallet) BitCoin ad altri, e rendere il tutto molto fragile e sostanzialmente inutilizzabile.

(fonte: Reddit)

Photo by zcopley

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Cos’è un miner di criptovaluta (Guide, Fuori dalle righe)

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