Perché l’hosting fatto in casa non ha più senso

Perché l’hosting fatto in casa non ha più senso

Introduzione

Fino a qualche anno fa si poteva pensare di hostare il proprio sito direttamente da casa propria: bastava un computer decente, al limite un bel server (che all’epoca, probabilmente, costava qualcosa in più di oggi), un gruppo di continuità, una connessione ad internet ADSL che fosse decente. Cosa peraltro giustificata dai costi proibitivi di molte soluzioni di hosting dell’epoca, con i prezzi che erano lontani dal calare, diversamente da quello che succede oggi (con meno di 100 euro all’anno ti porti a casa un hosting condiviso o una buona VPS, al limite). Ovviamente non bastava collegare un PC e mettere il sito su localhost: era necessario anche configurare l’IP verso l’esterno, sfruttando una soluzione che prevedesse la possibilità di configurare un IP statico, cioè che fosse fiso (o al limite un DNS apposito per l’occasione).

Come hostare un sito o un server a casa

La possibilità di hostare un sito da casa era un’esclusiva per geek e nerd del settore, che si divertivano a proporre cose del genere a volte con discreto successo: molte community, ad esempio, molto prima che i gruppi Facebook e Whatsapp diventassero una moda, si poggiavano lì: ad esempio la celebre ITalian Virtual Community che raggruppava vari esperti ed appassionati di informatica.

Nello specifico, come prima cosa per hostare un server in casa serve in primo luogo una connessione ad internet potente e funzionale: spesso le ADSL di casa non bastano, per questo, per quanto oggi la fibra sia una realtà per le case di molti italiani. Questo perchè dovrà essere supportato un gran carico di visite dall’esterno (altrimenti il sito diventa inutile), e perchè è fondamentale dare continuità al servizio, ed evitare down dello stesso. In secondo luogo, serve una macchina server ben configurata: ad oggi un buon sistemista o informatico specializzato sono in grado di configurare un server web senza troppi intoppi, prevedendo al tempo stesso la possibilità di proteggersi da attacchi informatici ed effettuare backup automatici del sito stesso. Come se non bastasse, serve anche garantire la continuità fisica dell’erogazione del sito, quindi se va via la corrente (ad esempio) bisogna attrezzarsi di conseguenza, mediante UPS con buona autonomia che possano evitare crash ed ulteriori down del sito.

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Ricapitolando, un server fatto in casa (e se ne troverebbero pure, ad oggi, a prezzi vantaggiosi) comporta ancora adesso di doversi procurare un gruppo di continuità o UPS, un buon tecnico a supporto, una connessione ad internet “like a pro“. In genere, poi, si usavano (e si usano tuttora) sistemi operativi Linux, come ad esempio Debian o Ubuntu, in modo da poter dare massimo supporto e flessibilità alla configurazione del database MySQL, dello spazio su disco, delle versioni di PHP e degli aggiornamenti del web server.

Perché l’housing non conviene più

Ma veniamo alle complicazioni che questo approccio comporta: in primo luogo, se il computer dovesse spegnersi per un qualsiasi motivo, è necessario che ci sia una persona sul posto a riaccenderlo. Cosa non banale, in effetti, e come se non bastasse non finisce qui: qualsiasi problematica tecnica si può gestire da desktop remoto o da SSH, chiaramente, ma se il server andasse giù è necessario riavviarlo fisicamente sul posto.

Conclusioni

Insomma, gli aspetti che non convengono e creano complicazioni nell’usare un hosting con server a casa propria sono tanti, se si considera che ad oggi un hosting commerciale costa dalle 5 alle 50 € / anno in media, che è possibile disporre di assistenza tecnica sul posto senza muoversi da casa, che alcuni datacenter dispongono pure di sorveglianza sul posto (come ad esempio Seeweb, uno dei più grandi) e che soprattutto buona parte dei problemi di configurazione, ad eccezione di quelli legati alla configurazione o al codice del sito che stiamo tenendo in piedi, sono a carico dell’hosting (eventualmente con assistenza a pagamento). Quindi perchè hostare un sito in casa, nel 2019? Potrebbe essere necessario se ad esempio abbiamo un server di domotica o legato ad app particolari: ma sono casi che andrebbero discussi anche in termini di marketing e di effettivo raggiungimento di obiettivi, legati a target specifici che prescindono dalle considerazioni fatte in questo articolo.

Web Hosting

Motivo per cui, ad oggi, è preferibile e (secondo noi) molto meglio usare un hosting tra quelli che vengono proposti anche sul nostro sito.

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Informazioni sull'autore

Salvatore Capolupo

Consulente SEO, ingegnere informatico e fondatore di Trovalost.it, Pagare.online, Lipercubo.it e tanti altri. Di solito passo inosservato e non ne approfitto.
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