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Polybius: la leggenda di un arcade mai esistito

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Polybius è un gioco arcade fittizio del 1981 tratto da una leggenda metropolitana: la leggenda descrive il gioco come parte di un esperimento psicologico gestito dal governo USA. Si suppone che il gameplay abbia prodotto intensi effetti psicoattivi e di dipendenza nel giocatore, per poi scomparire una volta che “uomini in nero” estraevano dati raccolti dalle macchine stesse. Il gioco sarebbe poi scomparso dal mercato arcade definitivamente, per quanto su internet esistano molti fake che l’avrebbero messo a disposizione e, ci viene da sospettare, altrettanti virus e malware (attenzione a quello che scaricate col nome Polybius, se siete curiosi soprattutto),

Come nei migliori horror: se giochi a questo videogame, la tua mente sarà alterata, magari morirai. O la tua vita diventerà un inferno. Ovviamente, il videogioco Polybius non esiste sul serio, per quanto esistano vari titoli che hanno sfruttato quella che è una delle più citate leggende urbane della storia dell’informatica e dei coin op, i giochi arcade di moda negli anni Ottanta e Novanta. Il presunto gioco – che nessuno ha mai visto – ha lo stesso nome dello storico greco classico Polibio, nato in Arcadia e noto per la sua affermazione secondo il quale gli storici non dovrebbero mai riferire ciò che non possono verificare attraverso interviste a testimoni oculari.

Partiamo dall’inizio: la prima menzione online di Polybius è un articolo di coinop.org scritta da un anonimo nel 1998, che racconta di una ROM di questo gioco, risalente al 1981, a cui l’autore dell’articolo afferma di aver giocato.

L’articolo riporta (traduco quasi integralmente la fonte originale della storia):

Questo gioco ha avuto una distribuzione molto limitata, in uno o due vecchi arcade in una periferia di Portland. La storia di questo gioco è oscura, e giravano vari tipi di storie bizzarre su come i ragazzi che lo giocavano dopo sviluppavano amnesia, non riuscivano a ricordare il proprio nome o dove abitavano, ecc. I bizzarri rumor su questo gioco sostengono che sia stato sviluppato da una sorta di gruppo di lavoro che operava sulla tecnologia militare, che utilizzava qualche tipo di algoritmi proprietari di modifica del comportamento, sviluppati per la CIA o qualcosa del genere, e i ragazzi che lo giocavano si svegliavano di notte urlando, con terribili incubi. Secondo un gestore di un arcade con uno di questi giochi, uomini in cappotti neri venivano a raccogliere “registrazioni” dalle macchine. Non erano interessati a monetine o altro, raccoglievano solo informazioni su come veniva giocato il gioco.

Il gioco aveva un aspetto strano, un po’ astratto, azione veloce con alcuni elementi di puzzle, i ragazzi che lo giocavano smettevano del tutto di giocare ai videogiochi, uno di loro diventò persino un grande sostenitore del movimento anti-videogiochi o qualcosa del genere. Abbiamo contattato una persona che lo ha incontrato e afferma che le macchine sono scomparse dopo un mese circa e nessuno ne ha più sentito parlare. Fino a quando è apparsa una ROM.

Gli elementi sono effettivamente tipici della leggenda urbane: si fa riferimento a dicerìe anonime non meglio specificate che assumono tratti realistici, ma tutto sta nel fatto di voler credere alla storia e non nel realismo della stessa (per citare Stanislav Lem, finché la finzione diventa credenza, e la credenza certezza). È una questione di credenza, non di fatti. Esistono anche elementi tipici che fanno riferimento ad altre leggende urbane: quella dei Men in black ad esempio, agenti segreti che operano per conto della CIA, i riferimenti ad armi militari segrete e al fatto che effettivamente CIA e KBG per un certo periodo si siano interessate di parapsicologia (vedi ad esempio il progetto MKUltra, che studiavano l’ipnosi e tecniche di manipolazione varie per modificare il comportamento umano a distanza).

La parola tedesca “Sinneslöschen”, che emergerebbe da quello che vorrebbero far passare come un dump o analisi dei contenuti dentro la fantomatica ROM, è composta da “Sinnes” e “löschen”, ovvero:

  1. “Sinnes” / “Sinne” / “Sinn” significa “sensi”, “sensazioni”
  2. “Löschen”  significa invece “cancellare”, “eliminare”.

La parola è descritta dallo scrittore Brian Dunning come “tedesco non del tutto idiomatico” (ovvero che non rispetta pienamente la grammatica) che significherebbe pressappoco “cancellazione del senso”, “deprivazione sensoriale”.

Questa leggenda metropolitana è persistita nel giornalismo sui videogiochi e grazie al continuo e periodico interesse in materia ha ispirato vari videogiochi con lo stesso nome (come questo su Steam, ad esempio).

Imagine di copertina by Minimalist – http://www.coinop.org/Game/103223/Polybius, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=138122397

Vedi anche bufale.net, che si è occupato del presunto gioco di recente.

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