Quanto siamo connessi: diffusione di banda larga e fibra in Italia, ad oggi

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Pubblicato per la prima volta il: 20 Febbraio 2021 - Ultimo aggiornamento: 20 Febbraio 2021

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Internet e Italia: un rapporto complicato che, ancora oggi, fa discutere. Se i dati sono ancora abbastanza impietosi, c’è speranza per il futuro (forse).

Quanto è veloce internet in Italia

La velocità di connessione ad internet può variare molto in base alla zona in cui si vive, al tipo di tecnologia in uso ed alle condizioni del traffico in quel momento. Ben tre parametri che influiscono sulla valutazione, e che possono facilmente portare a valutazioni fuori luogo, tecnicamente inesatte o commercialmente sbagliate. Se è vero che i parametri di connettività sono pochi e sono ben definiti (jitter, velocità di upload e di download), rimane altrettanto vero che determinare la velocità di connessione sia da contestualizzare rispetto al tipo di connettività di cui si fa uso. In altre parole è difficile capire quanto sia la velocità effettiva in Italia, ma è abbastanza sicuro che navighiamo più lentamente e più a singhiozzo di molti altri paesi mondiali. Nel 2018, quindi appena 3 anni anni, i dati erano impietosi, e parlavano di connessioni ad internet nostrane da 3 a 4 volte più lenta di quelle, ad esempio, del “top di gamma” dell’epoca per la connettività che era considerato Singapore.  Ci auguriamo ovviamente di riuscire a scalzare il precedente record che parla, di fatto, di una 43ma posizione del nostro paesi tra quelli “meglio connessi”, anche sfruttando i numerosi finanziamenti ed incentivi alla digitalizzazione di cui si parla con insistenza nell’era complicata post Covid-19 che stiamo faticosamente attraversando.

Internet, PA e azienda: un rapporto “a singhiozzo”

Nelle pubbliche amministrazioni (PA), ad esempio, l’uso di connettività in banda larga è tutt’altro che la prassi: stando alle rilevazioni ISTAT più recenti, quasi 9 amministrazioni su 10 fanno uso di protocollazione analogica con timbro e non con firma digitale, una tecnologia peraltro attualmente un po’ estranea all’ambito pubblico, ma molto più comune tra privati e liberi professionisti soprattutto per partecipare a bandi pubblici a fondo perduto. Al tempo stesso, la diffusione di internet e della banda larga lascia molto a desiderare anche nell’ambito scolastico, con docenti che spesso non riescono a fare DAD (Didattica A Distanza) per via di infrastrutture inadeguate, vecchie o adattate alla meno peggio. È chiaro che il problema è legato alla sensibilità degli amministratori a riguardo, ma è anche evidente come manchi ancora un idoneo grado di alfabetizzazione nell’uso anche basilare delle nuove tecnologie ICT.

Nonostante un mercato ancora carente e poco efficace dal punto di vista tecnico, fioccano offerte commerciali di ADSL e fibra di ogni genere, spesso “garantita” solo per modo di dire e per mera strategia commerciale. Questo va bene nella misura in cui esiste un libero mercato, ovviamente, ma tanta strada sembra esserci ancora da percorrere per capire al meglio come agire per migliorare le cose. Anche perchè per migliorare lo stato della connettività nostrana uno dovrebbe ricorrere a soluzioni prevalentemente infrastrutturali, cioè basate sul cablaggio diretto delle cabine anche nelle zone più ostiche o al limite, se è il caso, ricorrere a soluzioni ibride, punto-punto o satellitari.

Dal punto di vista dell’utente medio (prevalentemente un privato), ovviamente, questo ha diverse conseguenze: lo scenario appare ancora piuttosto confuso, ed aggiunge ulteriori gradi di complicazione nella fruibilità del servizio di connettività in genere. E mentre per moltissime zone d’Italia appare fantascientifico valutare la possibilità di installare la tanto decantata fibra (anche perchè non sono tantissime le aziende ICT che permettono di farlo, ad oggi), l’utente si trova a valutare decine di offerte commerciali che sembrano tutte rigorosamente simili tra di loro. A quel punto potrebbe essere utile provare a confrontare le offerte internet su Facile.it, tanto per capire un po’ meglio le differenze tra un servizio e l’altro e fermo restando che la connettività aziendale rimarrà sempre, per forza di cose, più veloce e più costosa di quella anche del miglior privato (ed in fondo è anche giusto così).

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