L’uomo del millennio: Elon Musk

Alzi la mano chi, almeno una volta, ha pensato di poter cambiare il mondo! Bene, “vedo” molte mani alzate. Ora, alzi la mano chi ha fatto qualcosa per cambiare il mondo! Beh, adesso siete molti di meno ad averla alzata. E ora alzi la mano chi ha veramente cambiato il mondo! Bravi, siete onesti, avete tutti le mani abbassate e il capo chino. Non sconfortiamoci, è normale che sia così: fosse così facile cambiare il mondo, penso che lo avremmo fatto tutti. Per noi “gente normale” l’importante è riuscire a cambiare il mondo intorno a noi (e non è comunque cosa né facile, né banale) perchè per cambiare “tutto” il mondo servono idee, competenze, successo, tanta pazzia e… soldi!

Beh, nei libri di storia i nomi di gente che ha cambiato il mondo non mancano ma, a ben pensare, sono tutti personaggi “politici” che, da Alessandro Magno a Hitler, passando per Cesare e Napoleone, il destino dell’umanità lo hanno davvero influenzato in maniera netta e indiscutibile, ma a suon di guerre, morte e distruzione. Credo che a nessuno di noi interessi cambiare il mondo in questi termini, “accontentandoci” più che altro di aiutare il progresso tecnologico e umano. E’ vero, figure come Ghandi o Madre Teresa non sono mancate su questo pianeta ma, oltre a dare il buon esempio, sono riuscite a cambiare il mondo? Non credo, sicuramente hanno aiutato in maniera netta la realtà che li circondava, aprendo la strada ad altri (pochini per la verità), ma da qui a cambiare il mondo ce ne passa. Dal punto di vista scientifico-tecnologico, poi, innumerevoli sono state le grandi menti che in un modo o in un altro, con le loro scoperte, ci hanno condizionato la vita. Ma, anche qui, possiamo parlare di una vera e propria rivoluzione? Credo di no, sicuramente abbiamo avuto grossi condizionamenti positivi dalla scienza ma spesso ad essi sono seguiti i lati negativi (inquinamento, deturpamento del territorio, spreco di risorse, ecc.) e, in ogni caso, ogni innovazione tecnologica è fine a se stessa o al suo campo di appartenenza.

Quindi, cosa ci vorrebbe per cambiare veramente il mondo? Semplice: un progetto onnicomprensivo che si imponga di far coesistere i fabbisogni del pianeta con quello dell’essere umano, la specie più invasiva e parassita che lo abita. “Semplice”, già, a dirsi…

Ma c’è un uomo che questo progetto, per quanto criticabile per molti aspetti e “fumoso” per altri, lo ha davvero pianificato e, tra mille difficoltà e sprazzi di entusiasmo contagioso, sta cercando di realizzare, investendo tutto il suo tempo e valanghe di soldi (se poi questi soldi siano effettivamente suoi è sicuramente giusto chiederselo). L’uomo in questione è un simpatico cinquantenne nato in Sudafrica, con cittadinanza Canadese e Statunitense, di nome Elon Musk.

Chi è Elon Musk?

Chi di voi non ha mai sentito nominare Elon Musk? Bravi, vedo che anche a questa domanda nessuno ha alzato la mano. D’altronde, il secondo uomo più ricco del mondo, con un patrimonio stimato di 182,2 miliardi di dollari (fonte Forbes, 21 febbraio 2021), non può passare facilmente inosservato all’opinione pubblica, tanto più che non fa nulla per nascondersi: se, ad esempio, in una notte stellata vi dovesse capitare di alzare gli occhi al cielo e osservare una lunga carovana di punti luminosi che solcano il cielo, state certi che al 99% non si tratta di UFO bensì di una serie di satelliti artificiali fatti lanciare proprio da Musk nell’ambito del progetto Starlink, in cui ha investito 10 miliardi di dollari e che sarà pienamente operativo entro la fine del decennio, tramite il quale, il magnate visionario ha intenzione di portare internet iper veloce in ogni singolo punto del pianeta, dall’Antartide al più isolato angolo del Pacifico.

I principali progetti di Elon Musk

E chi di voi non ha mai sentito parlare di autovetture elettriche? Ebbene, l’azienda leader nel campo è la Tesla e, guarda caso, ha tra i suoi fondatori proprio Elon Musk, che ne ricopre il ruolo di CEO. Musk ha dichiarato che l’obiettivo dell’azienda è quello di fornire auto ecologiche ad un prezzo abbordabile per spingere la massa ad utilizzare questo nuovo tipo di veicoli per ridurre le emisioni inquinanti (ovviamente, dato che non siamo nati ieri, va da sé che più macchine vende più guadagna… ma se così non fosse non sarebbe la seconda persona più ricca tra oltre sette miliardi). Pionieristica e per nulla banale – in un mondo in cui i vaccini per il Covid stanno avendo problemi di produzione, perchè imbrigliati dalla burocrazia e dai lauti guadagni legati ai brevetti – è la scelta di Musk di rendere i progetti di Tesla Open Source, in modo tale che chiunque può lavorarci sopra per apportare migliorie e innovazioni sfuggite agli sviluppatori dell’azienda.

Altra domanda di cui conosco già la risposta: Chi di voi non ha mai fatto acquisti su internet? E qual è il metodo di pagamento più utilizzato per gli acquisti online? Esatto, Paypal! E chi è uno dei co-fondatori del circuito Paypal? No, non io… magari… ma Elon Musk! Ebbene sì, anche il metodo più facile, veloce e relativamente sicuro (“relativamente” va sottolineato almeno ottomila volte) di pagare su internet è stato co-creato da lui e, siamo sicuri, se tale strumento non fosse stato sviluppato, probabilmente il commercio online non coprirebbe i volumi d’affare odierni.

In fondo, quasi tutti noi, se ad esempio dobbiamo effettuare un pagamento di 48 euro per un acquisto qualsiasi, preferiamo non compromettere il conto in banca con transazioni online attaccabili dagli hacker, ma sicuramente andiamo a ricaricare 50 euro nella Paypal per fare cifra tonda, e quei due euro che resteranno nel nostro conto produrranno dei micro interessi fino a quando non li spenderemo, interessi di cui noi non potremo beneficiare ma che resteranno nelle disponibilità della società di Musk. Se su milioni di ricaricabili di Paypal restano in giacenza anche solo due euro (nella mia, ad esempio, in questo momento ce ne sono 4) gli interessi che incassa il gestore, alla lunga, saranno miliardari. Senza contare che Paypal incassa già dalle spese di commissione per ogni ricarica che effettuiamo. Insomma, Paypal è sicuramente comoda e veloce ma il buon Elon Musk (giustamente) ci guadagna carovane di soldi, lasciando semplicemente operare la sua creatura quasi perfetta e difficilmente migliorabile (almeno per gli standard odierni del mercato online).

Altre aziende visionarie messe in piedi da Elon Musk sono OpenAI – una no-profit che ha l’obiettivo di creare una intelligenza artificiale definita “amichevole” e che sia quindi impossibilitata a rivoltarsi contro l’essere umano (e qui si vede l’influenza che lo scrittore di fantascienza Isaac Asimov ha avuto sull’imprenditore sudafricano), in modo tale da poter utilizzare le sue capacità di elaborazione per apportare dei vantaggi al genere umano -, oppure Neuralink, società di ingegneria biomedica che ha lo scopo di sviluppare reti neurali artificiali o ibride impiantabili nel corpo umano per curare determinati tipi di malattie e traumi. E non possiamo non parlare di SolarCity, azienda di stoccaggio e distribuzione di energia solare o di Hyperloop, visionario progetto tramite il quale Musk si è prefisso di costruire dei tunnel entro i quali far viaggiare appositi veicoli su dei cuscinetti d’aria a velocità elevatissima (finora in tunnel di prova dalla lunghezza contenuta, si sono raggiunti i 320 km orari ma, in tracciati più lunghi, nei piani, la velocità dovrebbe almeno raddoppiare), in modo tale da connettere città anche molto distanti tra loro in maniera più veloce e abbattendo l’impatto ambientale.

Il progetto astronutico di SpaceX

Ovviamente, la creatura più nota e stuzzicante di Musk l’ho tenuta per ultima (altrimenti che gusto ci sarebbe stato?) e vi sto parlando di SpaceX. In un mercato, come quello dell’astronautica, in cui il privato sta lentamente soppiantando le compagnie pubbliche, non poteva mancare lo zampino di Elon Musk. Anzi, proprio SpaceX è l’azienda che più sta a cuore all’imprenditore il quale non ha mai fatto mistero di voler essere il primo uomo a mettere piede su marte dove, nei suoi progetti di lungo termine, prevede di installare una colonia umana autosufficiente.

In breve tempo, Musk, ha portato SpaceX ad essere un vero e proprio gigante del settore, mietendo un successo dopo l’altro. Della costellazione di satelliti per telecomunicazioni Starlink abbiamo parlato poco fa ma si potrebbe parlare delle capsule Dragon con cui, finita l’era degli Space Shuttle della NASA, gli USA sono riusciti a portare nuovamente astronauti americani nello spazio senza dover chiedere costosi “passaggi” ai russi e alle loro navicelle Soyuz. E sempre dalla NASA, nel febbraio 2021, la compagnia di Musk si è vista aggiudicare l’appalto da 330 milioni di dollari per trasportare in orbita lunare i primi due componenti della stazione spaziale che orbiterà entro questo decennio intorno al nostro satellite naturale. Ma, a sentir parlare Musk, la Luna è solo un obiettivo marginale e transitorio della sua visione, quasi un espediente “commerciale” per poter sviluppare nuove tecnologie aerospaziali grazie al supporto del denaro pubblico della NASA (pecunia non olet) perchè in cima ai suoi pensieri e ai suoi programmi c’è sempre e solo Marte. Recentemente ha affermato di aver venduto tutte le case di sua proprietà per finanziare la missione su Marte.

Effettivamente sta sostenendo costi veramente esorbitanti per portare a conclusione il progetto del razzo Starship – figlio del fortunato Falcon, realizzato sempre da SpaceX e utilizzato per mandare in orbita le capsule Dragon e altri satelliti -, un veicolo completamente riutilizzabile studiato per portare nello spazio grossi carichi e che abbia la possibilità di atterrare e ripartire sia sulla Terra che su altri pianeti. Al momento SpaceX sta lanciando quasi un razzo “Starship” al mese con risultati contrastanti: mentre non sono stati riscontrati particolari problemi in fase di spinta, avendo il veicolo sempre raggiunto la quota prefissata, ancora non si è riusciti a far atterrare il mastodontico razzo di 49 metri d’altezza e 9 di diametro e ciò ha comportato la spettacolare esplosione a terra di due esemplari del mezzo.

Ma Musk non è tipo che si perda d’animo facilmente e ha accolto ogni schianto dei suoi razzi con un sorriso e con la consapevolezza di aver ottenuto sempre nuovi ed importanti dati scientifici da ogni lancio effettuato. Intanto il nuovo esemplare di Starship è già in rampa di lancio e, probabilmente, verrà fatto partire in questa settimana (al contrario della NASA e altre compagnie, Musk non presenta mai con largo anticipo la tabella di marcia di SpaceX perchè, non appena i tecnici ritengono che sia tutto pronto e le autorizzazioni degli enti preposti al volo sono sulla sua scrivania, ritiene inutile perdere ulteriore tempo nel rispettare date prefisate che si potrebbero anticipare) e tutti, soprattutto tra gli 8000 dipendenti di SpaceX, sono consci del fatto che questo sarà solo il primo passo che porterà alla messa in funzione del razzo Starship Super Heavy, un colosso di 120 metri d’altezza che, una volta in funzione, potrà finalmente ospitare Musk e la sua ciurma nel viaggio verso il Pianeta Rosso, da lui pronosticato (forse sarebbe meglio dire “promesso”) prima del 2035.

Elon Musk: solide realtà o illusioni?

I dubbi che il “personaggio” Elon Musk sia in gran parte un bluff, così come le sue aziende, è venuto a tanti. Musk è un abile venditore di idee, ma queste spesso faticano a diventare realtà o sono vittime di numerosi inciampi: Tesla, ad esempio, ha dovuto richiamare migliaia di autovetture vendute per difetti nelle batterie. Ma questo non spaventa né le banche che per il momento continuano finanziarlo né gli investitori che credono in lui facendo volare il valore delle azioni delle sue aziende. Il tempo ci dirà tutto. In un decennio circa i nodi intorno alla sua persona e alla sua visione dovranno arrivare al pettine. Da quanto dichiarato dallo stesso Musk, entro il 2030, le Tesla e le auto elettriche in generale dovranno vendere più di quelle a benzina, Starlink dovrebbe essere operativo, lo stesso dicasi per le prime tratte di Hyperloop, l’uomo dovrebbe essere tornato sulla Luna e, pochi anni dopo, lui stesso dovrebbe raggiungere Marte. Nel frattempo, siamo sicuri, elaborerà e venderà numerose altre idee e segnerà la via per ennesime rivoluzioni tecnologiche con un occhio attento all’ambiente. Non possiamo ancora dire, ad oggi, se il suo disegno si compirà, né se gran parte dello stesso sarà eseguibile e se ci sarà la reale intenzione di farlo al di là dei proclami, ma di una cosa siamo certi, se Musk riuscirà nel suo intento, trasformando quindi l’uomo da essere stanziale su un solo pianeta a creatura delle stelle, mettendo il rispetto per l’ambiente al primo posto e favorendo una transizione tecnologica a portata di uomo, beh, in tal caso non potremo esimerci dal dire che lui sarà “l’uomo” che ha cambiato il mondo e noi, speranzosi, attendiamo impazienti il momento di tributargli i giusti onori.

(foto di copertina: JD Lasica, Alcuni diritti sono riservati)

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L’uomo del millennio: Elon Musk (News, Fuori dalle righe)

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