Che cos’è l’hosting dedicato

Che cos’è l’hosting dedicato

In questo articolo andremo a vedere come e quando scegliere un server dedicato, quali sono le sue caratteristiche e che vantaggi possa portare al webmaster.

La server farm

Proviamo ad immaginare, per un momento, di andare a fare visita fisicamente al nostro hosting di fiducia: invece di contattarlo virtualmente mediante telefono, email o ticket, poniamo di recarci nella sua sede, bussare al citofono e farci aprire. Che cosa troveremo in sede è presto detto: a parte gli uffici, la segreteria, la stanza del big boss e l’eventuale open space con i dipendenti, troveremo una vera e propria server farm, ovvero una stanza in cui ci sono i rack (cioè gli “armadi”) dei server che sono messi a disposizione dei clienti.

Una cosa del genere, in sostanza:

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in cui ognuno dei dispositivi inseriti negli scaffali è un computer fisico vero e proprio, che può essere gestito da SSH o da desktop remoto e che permette gli utilizzi più svariati: da macchina per web service a server MySQL / PHP / Apache o NGINX per i nostri siti web in WordPress.

Tutto questo ci servirà a capire meglio come funzioni una tecnologia come quella dei server dedicati, ed a come (e soprattutto quando) ci possa servire per applicazioni, siti, mashup e servizi internet di ogni genere.

Cos’è un server dedicato?

Un server dedicato è una macchina, cioè un particolare modello di PC (un server) che è connesso ad internet ed è interconnesso ad una LAN interna, con a propria disposizione due tipi di risorse:

  1. le risorse hardware, che sono quindi CPU, RAM, spazio su disco (HDD), ecc;
  2. le risorse software, cioè i programmi che si possono installare, configurare ed installare al suo interno: PHP, NGINX, Django, MySQL, WordPress e così via.

La principale caratteristica di un server dedicato è che si trova ad essere interamente dedicato a noi, quindi potremo farne ciò che vogliamo massimizzando la potenza a disposizione; per cui un server di questo tipo potrà essere sfruttato appieno per valorizzare le prestazioni in termini di velocità, di risorse a disposizione e di potenzialità sfruttabili dalla macchina per i nostri siti o servizi web.

A cosa serve un server dedicato?

Ci troviamo inizialmente di fronte, nel nostro viaggio virtuale, all’interno di una stanza (a volte più di una) in cui sono presenti i rack dei server: degli enormi armadi collegati in rete che forniscono fisicamente il servizio. La server farm, quindi, non è altro se non una serie di server collocati dentro un certo ambiente, in modo da poterne centralizzare gestione, manutenzione e sicurezza. Se il nostro hosting fosse un po’ più economico, in effetti, non troveremmo traccia di nulla del genere, e magari troveremmo soltanto un open space in cui qualcuno, sperabilmente, è al lavoro diverse ore al giorno: i servizi sono “fittati” dall’hosting che, in quel caso, sta facendo reselling.

Nel caso dell’hosting il sito si troverà fisicamente salvato su una (o alcune) di quelle macchine, sotto la gestione fisica del provider: in altri casi vengono fornite delle vere e proprie macchine virtuali configurabili (o pre-configurate), in altri ancora (come avviene comunemente per un dedicato) il cliente noleggia la macchina e se la gestisce da sè, oppure si fa aiutare dal provider sotto pagamento di una quota ulteriore (servizi cosiddetti managed).

Come funziona la tecnologia dedicata

Le modalità di funzionamento, come accennato poco fa, sono differenti a seconda dei casi, ma si riconducono ad una gestione mediante il pannello WHM, che permette di creare singoli account cPanel, ad esempio, in modo da facilitare il nostro lavoro lato web, oltre alla possibilità di configurare in ogni singolo dettaglio i servizi più basilari e quelli più avanzati. Relativamente all’ambito dei web hosting – i server dedicati sono usati ad esempio come game server – è quindi una particolare tecnologia di hosting in cui il cliente (cioè il webmaster) gestisce un’intera macchina non condivisa con nessun altro, disponendo quindi di una maggiore flessibilità sulla macchina, inclusa (come nel caso dei VPS) la scelta del sistema operativo, dell’hardware, del software e via dicendo.

Quali sono i vantaggi per il cliente?

Su tutti, il vantaggio più evidente per chi usa una tecnologia di hosting dedicato è rappresentata da una maggiore flessibilità: nessuna limitazione di banda, spazio su disco e soprattutto servizi attivabili. Per meglio dire, questi limiti sono decisamente larghi visto che disponiamo di una macchina tutta per noi, al contrario dei condivisi che come dicevamo anche in altre occasioni possiedono la virtualizzazione come collo di bottiglia. Su un dedicato, come ho anche raccontato tempo fa, puoi far girare di tutto: script di ogni tipo molto frequenti o dispendiosi, server di streaming video e audio, servizi con eventuale supporto SSL (utili per l’e-commerce dei nostri siti e per vendere prodotti/servizi online) e molto altro ancora.

E gli svantaggi?

I limiti di qualsiasi tecnologia del genere – al di là delle potenzialità in termini di software sempre più veloci, efficenti e facili da usare, oltre che di hardware (RAM, hard disk e processori) sempre più potenti – restano (e resteranno per molto tempo) i costi elevati. Solitamente un dedicato costa almeno 30-40 euro al mese, senza contare IVA e rincari scalabili ulteriori: c’è da dire che si tratta di una tecnologia da utilizzare solo in certi casi, o quando sia davvero necessario disporre di una macchina tutta per sè.

In alternativa, VPS e cloud rappresentano spesso delle buone alternative.

Dove posso trovare un hosting dedicato per la mia azienda?

Le principali offerte di hosting dedicati sono presenti su questa pagina.

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Foto server farm di Facebook: Alcuni diritti sono riservati


Informazioni sull'autore

Salvatore Capolupo

Consulente SEO, ingegnere informatico e fondatore di Trovalost.it, Pagare.online, Lipercubo.it e tanti altri. Di solito passo inosservato e non ne approfitto.
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