L’arte del siloing – Come strutturare il tuo sito web

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Pubblicato il: 12-11-2021 16:24 , Ultimo aggiornamento: 17-11-2021 09:24

Strutturare i link interni del sito in modo corretto, ed una buona architettura informativa del sito – sono le basi per fare in modo che il tuo sito Web sia ben posizionato (almeno in teoria), ovviamente per le keyword che hai deciso di impostare. Oggi ho deciso di spendere qualche parola sul siloing, arrivando così a comprendere l’essenza del silos o struttura a silos per la SEO di un sito.

A breve imparerai ad organizzare i contenuti del tuo sito in modo da comunicare chiaramente la pertinenza di ogni sezione del tuo sito a Google ed ai tuoi visitatori.

Cos’è il siloing nella SEO

L’organizzazione di un sito web in termini di parole chiave è fondamentale, e molti siti web purtroppo finiscono per essere carenti in tal senso. In molti casi, in effetti, si finisce per farsi guidare dalla logica SEO in modo piuttosto miope: molti siti web si considerano “ben fatti” quando, in realtà, andrebbero completamente rivisti a partire dal menù. Menù che spesso contiene le varianti delle parole chiave che si vogliono posizionare, spesso e volentieri sulla long tail, con il risultato di creare vari doppioni e pagine virtualmente simili tra di loro che, alla lunga, non aiutano il posizionamento e rischiano di farci penalizzare o non capire dal lettore.

I crawler dei motori di ricerca, in effetti, analizzano internamente la struttura del tuo sito in modo da determinare gli argomenti principali (detti a volte topic) e valutano, nel contempo, se ci sono sufficenti contenuti a supporto delle singole parole chiave.

Per posizionarsi bene sui motori di ricerca per una keyword specifica (ad esempio, ricette per la pizza) e l’annessa coda lunga (ad esempio, ricette per la pizza margherita), il tuo sito dovrebbe avere un menù ben organizzato e strutturato in maniera logica.

I silos sono particolari costruzioni adibite al deposito e alla conservazione dei cereali, dei foraggi, di minerali e di prodotti chimici, di solito costituiti da una o più celle verticali con dispositivi di carico e scarico. Tenere separati i vari materiali nello stesso posto è la chiave per comprendere l’applicazione del silo alla SEO.

Struttura a silos: compartimenti separati

Una struttura a silo per un sito web implica il raggruppamento delle pagine correlate, tramite link interni, per suddividere nettamente le sezioni tematiche sulla base delle parole chiave che vorremmo posizionare. Se gli agricoltori ammucchiassero a casaccio il grano, senza distinguerlo in base al tempo, offrirebbero un servizio di valore più scadente rispetto ad una struttura basata sul silo, in cui i vari tipi di grano sono separati ed accessibili facilmente mediante le succitate celle. Analogamente, i webmaster possono creare un sito web per distinguere i vari temi del contenuto e chiarire ai motori di ricerca di che cosa tratta il sito.

Collegare le pagine in modo logico e pertinente

A questo si aggiunge anche una seconda opzione, ovvero collegare in modo strettamente pertinente i contenuti tra di loro, in modo da favorire sia la navigazione che la struttura interna del sito agli occhi del crawler di Google.

In questi casi si usa spesso l’avverbio “semanticamente“, che pero’, se posso contraddire i colleghi, trovo sostanzialmente scorretto rispetto al suo significato – Nota a margine:

  1. dire semantica implica che, in qualche modo, ci sia un meta dato allegato alla pagina web: cosa che in realtà per una strategia di link interni non esiste, almeno non per forza, per quello mi sembra più corretto scrivere pertinente: per intenderci, linkare articoli, FAQ e prodotti che “abbiano qualcosa a che fare” tra loro, o al limite impostare bene dei link interni mediante un plugin di articoli o prodotti simili, sembra pagare bene in termini di posizionamento nel lungo periodo.
  2. scrivere “un testo semantico”, semplicemente, non vuol dire nulla.

Esistono vari modi per realizzare il silos di un sito Web, anche perchè dipende sempre dal sito che stiamo ottimizzando. Nell’esempio, prenderò in considerazione la struttura a silo di un e-commerce.

Struttura a silo: esempio

Come funziona la struttura a silo? In questo caso stiamo separando le sezioni del sito a livello di URL, fornendo URL che non sono semplicemente “parlanti” ma sono anche strutturati adeguatamente sulla base di una gerarchia: il silo “fisico” è tipico degli e-commerce che suddividono i prodotti per categoria base, categoria specifica, tipo di prodotto e così via.

Ad esempio:

belnegozio.eu/prodotti/ricondizionati/tablet/apple/

Questa struttura, vista così, è piuttosto semplice:

dentro il sito belnegozio.eu sono presenti dei prodotti (un catalogo prodotti), tra cui ne troviamo alcuni ricondizionati: nello specifico, tablet della apple (so bene che si chiamano iPad e che il termine tablet fa riferimento ad Android, ma è solo per fare un esempio). Non mi meraviglierebbe se esistesse un altro URL prodotti, a questo punto, del tipo:

belnegozio.eu/prodotti/nuovi/tablet/android/

oppure

belnegozio.eu/prodotti/nuovi/desktop/apple/

Di fatto, tutto questo possiede implicazioni tutt’altro che banali: quello che fa la differenza è la filosofia di fondo, alla fine, e le varie facilities e accortezze che questa semplice struttura implicano. Di fatto, questo tipo di strutturazione implica automaticamente:

  •  che le categorie si riflettano all’interno delle strutture degli URL,
  • che non ci siano sovrapposizioni o duplicati tra i prodotti
  • che i prodotti siano correttamente classificati per definizione
  • che le categorie siano comparti separati o “scaffali” del silos in cui, peraltro, si divide (come avviene per le categorie WordPress, se usate in modo corrett) e non si unisce mai (come avviene nel caso delle multi-categorie, dei tag o degli attributi Woocommerce).

In sintesi, una struttura fisica del silo implica la creazione di una struttura “a directory” che si allinea ai vari temi / prodotti / comparti presenti nel tuo sito web.

Siloing e link building

Contrariamente a quello che si tende a pensare, di fatto, il silo è applicabile anche alla link building: chiaro che il livello di controllo dei link esterni è meno alto di quello di un menu del nostro sito, ma il concetto non cambia – e sarebbe opportuno rispettare questa politica anche sui backlink che ci procuriamo dall’esterno.

Approfondimenti e critiche al siloing

Buona parte delle trattazioni che trovate in rete su questo argomento sono supercazzole nel senso più puro del termine, o alla meglio sono pipponi che riflettono il modo di ragionare di chi scrive, magari guidato dal fatto che ha lavorato su un sito che si occupa di X con la tecnica Y e crede che questo possa diventare una regola generale per chiunque. Il bias di ancoraggio (ovvero prendere decisioni sulla strategia basandosi sulle prime informazioni trovate) e tutti i bias legati, in generale, alla convinzione personale che le cose “funzionino così” (e succede a mio avviso nel 60% dei casi da parte dei clienti, e nel restante 40% da parte dei consulenti) –  sono inganni che, prima di fregare l’ennesimo cliente, sono trappole in cui cadono moltissimi consulenti, sulla base di una sorta di paradosso di generalizzazione secondo il quale, ad esempio, se sono riuscito a fare X usando Y, come dicevo poco fare, posso raggiungere anche gli obiettivi A, B e C con la medesima facilità (se non addirittura meglio!) sempre usando acriticamente Y.

Il siloing è una tecnica validissima, ovviamente, ed è un modo prima di tutto per organizzare bene i contenuti e secondo una logica coerente: ma non è detto, a mio avviso, che sia sempre e comunque strettamente necessario per qualsiasi sito mondiale.

Siloing e siti verticali

Ovviamente tutto questo presuppone che il sito non abbia soltanto la struttura, ma che si lavori di copywriting e che si abbiano buoni contenuti da posizionare. In effetti il siloing punta già di suo le basi per una buona struttura del sito, ma al tempo stesso non riusciremo mai ad ottimizzare un sito solo cambiando il menù e rendendolo un po’ più logico, pertinente e separato come argomenti.

Il grande successo dei cosiddetti siti verticali (quelli del tipo miglioriaspirapolvere.qualcosa), in effetti, deriva gran parte del proprio successo (quando arriva) apparentemente anche ad un discorso di struttura del sito ben formata, o se preferite di buona architettura dell’informazione: perchè in qualche modo Google “sa” di cosa parla il sito e orienta i visitatori sulle varie sezioni della long tail (nota a margine: è sempre una gran cosa quando Google “sa” – qualsiasi cosa ciò significhi davvero, nella realtà).

Foto di Peggy und Marco Lachmann-Anke da Pixabay, fonte: BruceClay.com

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Grazie per aver letto L’arte del siloing – Come strutturare il tuo sito web di Salvatore Capolupo su Trovalost.it
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