Ho un hosting provider in lingua inglese, devo cambiarlo?

Ho un hosting provider in lingua inglese, devo cambiarlo?

Desiderio di molti: passare ad un hosting italiano per il fatto che quello attuale, consigliato da qualche blog o da un amico, è in inglese. Questo ci mette in difficoltà specie nella comunicazione con l’assistenza: vediamo allora di analizzare questo motivo, apparentemente inattaccabile, per volere cambiare hosting.

Ho sempre scritto che la qualità di un hosting, al di là di errori nelle scelte dovuti a inesperienza, possiede come “massa critica” un aspetto per me fondamentale, che riguarda il valore dell’assistenza.

Quest’ultima, in effetti, dovrebbe:

  • rispondere rapidamente alle vostre richieste (da poche ore come nel caso di SupportHost a massimo due o tre giorni dalla richiesta, se fatta via ticket);
  • essere esaustivo nelle richieste a carattere tecnico;
  • avere la pazienza di spiegarvi come risolvere un certo tipo di problema;
  • mostrarsi competente sull’argomento già dal primo contatto pre-acquisto;
  • saper illustrare le caratteristiche vincenti del servizio.

Mi rendo conto, mentre la scrivo, che la lista appare del tutto ideale, in certe realtà, principalmente per imperizia, frenesìa nel voler vendere ad ogni costo o altri motivi simili: dunque dover spiegare le proprie necessità o problemi ad un’assistenza che risponde magari solo per telefono in inglese è francamente scoraggiante. Tuttavia ho notato che, con le dovute eccezioni, gli hosting oltreoceano tendono a rispondere in modo più esaustivo alle vostre richieste.

Voler cambiare hosting perchè scoraggia il fatto di doverci comunicare in inglese, con rispetto parlando per le conoscenze della lingua di ognuno, mi sembra un po’ eccessivo se preso come fattore singolo.

Una cosa non vera, in linea di massima, è che gli hosting web residenti fuori dall’Italia siano per forza più lenti di quelli nostrani.

Leggi anche: lista di hosting italiani, hosting reseller italiani e come trovare l’hosting giusto

Del resto ho avuto modo di testare personalmente hosting come quelli elencati che offrono assistenza via chat, e credo che sia decisamente più semplice “calarsi nella parte” in lingua scritta più di quanto non sia, ad esempio, doverlo fare per forza via telefono (fuso orario e tariffe telefoniche permettendo). Ovviamente, poi, ognuno dovrebbe fare i conti con il proprio tempo ed i propri, inevitabili limiti.

In generale mi pare che offrano assistenza via chat/mail di buon livello:

e vi invito, ovviamente, a contattare i reparti pre-sales direttamente dai loro siti per rendervi conto da soli della loro professionalità. Se non siete troppo pratici con l’inglese, vi suggerisco di preparvi le domande in un documento a parte, di verificarne la correttezza con qualche traduttore automatico o qualche collega/amico più a suo agio. Ricordo comunque le ottime assistenze dei servizi italiani:

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