Come trasferire un dominio se l’hosting non ti fa cambiare i NS

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Mi è capitato di recente di trasferire un dominio e di dover cambiare hosting, questo perché quello attuale era sotto-dimensionato rispetto ai requisiti del sito. Una cosa che ogni tanto può capitare: non c’è dubbio che la cosa abbia un certo interesse nella realtà di ogni giorno dei webmaster, e per questo ho già scritto una guida in merito.

Il problema: trasferire un sito è volutamente complicato?

In alcuni casi, pero’, può capitare che l’hosting attuale impedisca di fare la cosa più semplice, cioè aggiornare i record NS e farvi restare col sito da loro – scoraggiando indirettamente il cliente dal farlo (e questo, secondo me, non è troppo corretto), peraltro costringendo l’utente a spendere un extra (circa 10 € nel caso di un dominio .org, ma tant’è) al fine trasferire correttamente il dominio da uno ad un altro registrar.

Soluzione 1: aggiornare i record NS

Se mi avessero permesso di cambiare semplicemente NS (Name Server), il processo sarebbe stato del tutto gratuito, per inciso. Si possono cambiare tutti i record DNS tranne, guarda caso, i NS? Per me non è un caso che abbiano fatto questa scelta, e ne ho contati più di uno che si arroga questo presunto diritto.

E ho anche il sospetto, ma questa cosa andrebbe capita anche in termini di direttive ICANN, che una cosa del genere non sia consentita dalle linee guida. Ovviamente non é un’accusa, ma è solo una possibile analisi di un problema che, ad oggi, complica il workflow di molti webmaster ed imprenditori che abbiano un sito e vogliano, lecitamente (quale che sia il motivo, se valido o meno), cambiare registrar (il registrar è l’azienda che permette di registrare e gestire domini anche senza hosting, per chi non lo sapesse).

Volevo passare il dominio su NameCheap, nello specifico, e passare l’hosting su DigitalOcean; ed è stata una vera impresa, rispetto a quello che mi aspettavo.

2 modi per trasferire un dominio su un altro hosting

In generale, come forse saprete, nel caso di trasferimento di dominio:

  • di solito basta cambiare i NS, e mettere quelli del nuovo hosting: si puntano i NS a quelli del nuovo hosting, ed abbiamo fatto. In questo caso la procedura richiede pochi minuti, ed entro al massimo un paio di giorni il sito sarà trasferito in automatico (e dopo andrà riconfigurato, ovviamente);
  • se il registrar/hosting attuale non permette di cambiare il NS (alcuni, in Italia, purtroppo o per loro fortuna lo fanno), l’unica è trasferire il dominio via auth-code (EPP);
  • se si sceglie quest’ultima strada, il registrar attuale non può rallentare in alcun modo questa procedura, che di solito richiede fino a 5 giorni dalla richiesta (più ulteriori 1 o 2 aggiuntivi, a volte su alcune estensioni o TLD per motivi tecnici); il processo è comunque, una volta trasmesso l’auth-code sul nuovo registrar (NameCheap), completamente automatico;
  • il vecchio registrar formalmente potrebbe, secondo le regole ICANN, rifiutare la richiesta ed impedire il trasferimento (ma per ovvie ragioni è improbabile che lo faccia). Ma quel dominio è il mio, oppure è dell’hosting che lo sta ospitando, a questo punto?

Mi spiace dover andare in polemica ma, per una volta, sento che sia necessario sollevare un problema: e la mia speranza è che gli hosting che usan questa politica restrittiva diventino più flessibili (anche perché, secondo me, il gioco non vale la candela: detta fuori dai denti, non credo che ci guadagnino più di tanto nel lungo periodo, anche se probabilmente, giocando sull’ignoranza e l’imperizia di alcuni webmaster, nel brevissimo periodo forse sì).

Faccio anche una considerazione finale: secondo me è abbastanza assurdo che un hosting / registrar delegato dall’ICANN impedisca di cambiare i NS. Se è una strategia di marketing, come posso immaginare quale prima ipotesi, non funziona: non trattiene i clienti, che comunque hanno già pagato (e dovranno pagare di più per cambiare hosting via EPP), saranno incazzati a belva e, alla lunga, quel cliente perderà completamente il feeling con il proprio hosting.

A me, almeno, è successo questo, ed evito di citare apertamente il nome dell’hosting provider per evitare polemiche inutili (ciliegina sulla torta: l’assistenza nel fine settimana non lavora,  per cui ho pensato tanto vale trasferirlo, ed il problema è avvenuto venerdì pomeriggio peraltro dopo essere passato ad un piano di hosting superiore al precedente – soldi buttati, temo: se prima il sito era lento e dava continuamente errore, dopo il cambio di hosting semplicemente non funzionava più, database down e HTTPS non funzionante).

Per cui ho deciso di cambiare e basta, nonostante fossi con loro da anni. E se volete cambiare hosting, qui troverete le classifiche dei migliori per WordPress, Joomla! e tutti gli altri.

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