Cos’è il CPA nel marketing

Cos’è il CPA nel marketing

Quando si parla di marketing (soprattutto sul web), e nell’ambito di una campagna pubblicitaria (advertising), il CPA rappresenta una quota di pagamento relativa alla finalizzazione di un’azione. CPA è un acronimo inglese che sta per Cost Per Action, ovvero costo per azione (spesso viene confuso con il Costo di Acquisizione che è una cosa leggermente diversa).

Definizione CPA – Cost-Per-Action

Indica il costo per una singola azione, come ad esempio il click su un banner con successivo raggiungimento di un obiettivo (action) che potrebbe essere: un acquisto online oppure l’iscrizione ad una newsletter.

Esempio di CPA

Il costo per azione medio, nello specifico, viene calcolato dividendo il costo complessivo delle conversioni (che indicano le azioni “di successo”, nette, reali, di vendita effettiva, senza considerare i fattori che possono inficiarlo: l’abbandono del carrello, l’utente che arriva nella landing page e chiude prima di concludere, ecc.) per il numero totale di conversioni, semplicemente. Un Cost Per Action (CPA) medio si può calcolare in modo abbastanza semplice: si ottiene dividendo il costo complessivo di un banner o di una campagna per il numero di azioni che sono state eseguite.

Per azioni in questa sede intendiamo, a seconda dei casi:

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  • un’iscrizione ad una newsletter;
  • un contatto preso via email;
  • una telefonata da parte di un potenziale cliente;
  • un acquisto in un negozio online.

Se ad esempio spendessimo 170€ per una campagna su Google Ads e ci fossero 10 azioni da conteggiare, il CPA diventa chiaramente 170/10 = 17€. Se – per fare un altro esempio – un annuncio riceve tre conversioni, al costo di € 3,00 e € 6,00 rispettivamente, il CPA medio per tali conversioni è di (6+3)/3= 3€.

Come guadagnare con il CPA

CPA non è un “metodo” ma è soltanto una metrica di web marketing per misurare il successo di una campagna. In genere le campagne che convertono meglio si basano sull’ottimizzazione di vari fattori tra cui il CPA, che è un parametro utile anche per gli affiliati (affiliate marketing) al fine di valutare quali campagne promuovere nei propri siti.

Il CPA diventa quindi una misura di quanto riuscite a convertire con il vostro sito o la vostra campagna.

CPA sui programmi di affiliazione

Il CPA target è un valore stabilito da te: in pratica tu decidi, in base a quanto vale per te una conversione – e questo può variare naturalmente da business a business – quanto vuoi spendere per acquisire un cliente.

Nel caso dei programmi di affiliazione il funnel di conversione è tipicamente il seguente:

  1. utente apre una pagina web;
  2. utente vede un banner pubblicitario che gli interessa;
  3. clicca sul banner (non finisce qui, attenzione: il CPA indica un Costo per Azione, e l’azione è appena iniziata!);
  4. finisce in una landing page dell’inserzionista (la home del sito o una pagina dedicata);
  5. l’utente completa un acquisto, o esegue comunque l’azione (action) per cui è finalizzato il marketing;
  6. se tutto va come deve andare, l’affiliato riceve una percentuale su questa operazione (ad esempio: dal 2 al 10%).

CPA su Google Adsense

Nell’interfaccia di Google Adsense per i publisher viene mostrato un CPA medio, cioè una media tra più inserzioni raggruppate tra loro in base a vari criteri. Rappresenta quindi l’importo che, in media, ti verrebbe addebitato per ogni conversione generata da un certo annuncio pubblicato nel sito web.

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  • Ad esempio,
  • Il CPA medio si basa sul CPA effettivo (l’importo reale che ti viene addebitato per una conversione generata dal tuo annuncio), che potrebbe essere diverso dal tuo CPA target (l’importo che hai definito come CPA medio desiderato se utilizzi le offerte basate su CPA target).
  • Per impostare un CPA medio target per tutte le campagne di un gruppo di campagne, puoi utilizzare i target di rendimento.

CPA Target su Google Ads

Se stai facendo pubblicità al tuo brand con Google Ads puoi impostare il CPA target liberamente, ovvero stabilisci quanto vorresti spendere per acquisire un cliente. Se non converti nulla, può darsi tu debba provare ad aumentare questo parametro, oppure debba intervenire nella landing page per ottimizzarla.

Foto di GraphicMama-team da Pixabay

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Redazione

Articolo scritto in collaborazione con Trovalost.it