Sito in WordPress che non appare su Google: cosa fare

Sito in WordPress che non appare su Google: cosa fare

Se il tuo sito non viene indicizzato o non è visibile su Google, leggi quello che segue e potrai chiarirti le idee. Uno dei comportamenti più difficili da affrontare in ambito SEO, infatti,  riguarda il caso in cui il nostro sito non appare per nulla o viene ignorato dai motori di ricerca: per capire cosa fare bisogna anzitutto comprendere bene la situazione che il nostro sito sta attraversando.

Proviamo a capire – come prima cosa – se si tratta di un problema di indicizzazione oppure di posizionamento. In seguito darò una serie di suggerimenti da seguire per cercare di risolvere il problema in modo semplice e pratico, e quantomeno rendere visibile il proprio sito in WP dal punto di vista dell’indicizzazione.

Nota: non facciamo confusione tra due cose che sono molto diverse tra loro. Sito indicizzato significa che il sito è presente nell’indice di Google, sito posizionato invece vuol dire che è indicizzato, ma che è anche possibile trovarlo su Google per alcune ricerche. Se la prima condizione è abbastanza facile da raggiungere, la seconda richiede del tempo ed è più complessa.

Problema di indicizzazione

Poniamo che la pagina del sito WP sia la seguente:

Pubblicità:

https://seo.salvatorecapolupo.it/blog/pagina-che-non-se-trova

Andiamo a cercare su Google esattamente l’URL in questione, mettendolo tra virgolette (“). In pratica cerchiamo questo, e potranno succedere due cose:

  1. viene restituito un solo risultato: significa che quella pagina è indicizzata correttamente!
  2. non viene restituito nulla: la pagina non è indicizzata, abbiamo un problema di indicizzazione su Google.

In questo caso si possono fare due cose diverse:

  1. attendere, semplicemente, che il crawler di Google faccia il proprio lavoro (di solito entro qualche giorno il problema rientra);
  2. forzare l’indicizzazione della pagina.

Problema di posizionamento

In questo secondo caso, invece, il test precedente restituisce una pagina – per cui siamo presenti nell’indice di Google – ma il problema è il ranking che è scarso, o non all’altezza delle aspettative. Qui è necessario un lavoro specializzato SEO e, con discreta probabilità, di link building.

In questi casi è difficile capire con certezza da cosa dipenda, ma le casistiche più comuni sono le seguenti:

  1. il sito non appare per alcune ricerche per cui si sta ottimizzando;
  2. il sito non appare su Google per nessuna ricerca (esempio: cercando il nome della home page, il nome del sito o l’URL della home page non esce fuori nulla)

Non è semplice determinare cosa possa causare un determinato comportamento, specialmente se non avete notifiche da parte di Google, per cui il responso sul vostro sito andrebbe emesso sulla base di un mix di esperienza ed analisi mirata. Se avete problemi di visibilità su Google, comunque, non si tratta necessariamente di una penalizzazione, per quanto gli indizi possano convergere, a seconda delle circostanze, in questa direzione.

Nota: non facciamo confusione sui plugin SEO, perchè sono soltanto degli strumenti e non garantiscono nulla, di per sè. Tanto meno è necessario utilizzarli per posizionarsi bene su Google. Anche i migliori plugin valgono poco, in questo contesto, se non vengono utilizzati in modo sensato e con una strategia ben chiara a monte.

Check della chiave di ricerca X dentro al sito (ABC.it)

Ammettiamo che la chiave di ricerca che ci interessa posizionare sia X, tanto per fare un esempio, e che il sito sia ABC.it: il primo check da fare è verificare che compaia qualcosa nella ricerca locale del sito, quindi cerchiamo su Google ad esempio

X site:ABC.it

In questo caso i risultati saranno indicativi:

se esce fuori almeno un risultato, il primo di questi è solitamento “candidato” a posizionarsi su Google. Sapere che sia quello l’URL candidato ci aiuterà a costruire dei link mirati a quella pagina, ad esempio, o comunque cercare di ottimizzarla, effettuando dei redirect e via dicendo.

Se non esce nulla, al contrario, è probabile che:

  1. il sito non sia indicizzato perchè molto giovane (leggi anche: come indicizzare un sito);
  2. il sito non sia visibile su Google, perchè ci sono competitor molto forti (in questo caso siamo solo surclassati dagli altri, ma non siamo penalizzati);
  3. il sito sia stato penalizzato a seguito di comportamenti scorretti, o non in linea con le indicazioni per webmaster di Google.

Come suggerimento pratico ne lascio solo uno, valido universalmente: se volete posizionarvi per la ricerca X, è necessario (e spesso i webmaster ignorano questo fatto) che X sia presente all’interno di almeno un titolo, una descrizione, un URL e/o un testo delle pagine web. Se X non è presente da nessuna parte nel sito, sarà comunque impossibile posizionarlo per X.

Analizzare lo storico del nostro sito, peraltro, può essere indispensabile per capire come comportarsi: cosa abbiamo fatto col sito? Abbiamo spammato con la link building? Sono queste le domande a cui rispondere sinceramente, per risolvere.

Se poi il nostro sito non dovesse comparire su Google per nessuna ricerca, nemmeno cercando il nome del sito, quindi ad esempio:

ABC.it

non restituisse nessun risultato, è probabile che il sito non sia stato indicizzato (ad esempio questo è tipico di un sito giovane, in presenza di attributi NOINDEX, NOFOLLOW scorretti) oppure che, come nel caso precedente, sia stato indicizzato.

Pubblicità:

Ci sono casi che ho affrontato in cui, ad esempio, il dominio pagava lo scotto di penalizzazioni precedenti (precedenti SEO senza scrupoli o dilettanti, o webmaster inesperti), di cui spesso il proprietario attuale non poteva sapere nulla, come ho raccontato quando ho comprato un dominio con molti backlink ed una certa anzianità (ne parlo nel post Domini che generano traffico “da soli”, una prova che smentisce parecchia mitologia).

Ci sono molti altri casi intermedi che possono capitare su un sito, e non è agevole discuterne in maniera approfondita in un articolo. Ad ogni modo, prima di arrivare a conclusioni affrettate, è bene controllare che non ci siano notifiche di penalizzazioni manuali su Google (se ci sono, le trovate nella Search Console), ed eventualmente analizzare tutti i backlink in ingresso e valutare se non sia il caso di effettuare un disavow dei link sospetti.


Informazioni sull'autore

Salvatore Capolupo

Ingegnere informatico, consulente SEO, copywriter ed ideatore di trovalost.it. Di solito, passo inosservato: e non ne approfitto neanche un po'.
Ti piace questo articolo?

1 voto

Su Trovalost.it puntiamo sulla qualità dei contenuti da quando siamo nati: la tua sincera valutazione può aiutarci a migliorare ogni giorno.

Sito in WordPress che non appare su Google: cosa fare

Votato 10 / 10, da 1 utenti