Arrivano i domini .SUCKS per tutte le cose che “fanno schifo”

Arrivano i domini .SUCKS per tutte le cose che “fanno schifo”

Tra i nuovi domini con i TLD più fantasiosi (si veda la lista completa), particolare attenzione sta destando il dominio con estensione .sucks, che sarà disponibile globalmente, a quanto pare, a partire da giugno di quest’anno. Un dominio nomebrand.sucks si legge, letteralmente, come la frase “il nomebrand fa schifo“, e che tra i primi United Domains offrirà ai propri clienti a partire da maggio di quest’anno.

I domini .sucks – si legge nella presentazione della UD – rivoluzioneranno sia la capacità dell’utente di esprimere un dissenso, un dispiacere o un’insoddisfazione, sia l’abilità delle aziende di creare nuovi brand accattivanti sfruttando ironia ed umorismo“. Messa così sembra davvero invitante, ma bisognerebbe considerare la questione nella sua interezza: a quanto pare esiste un preciso modello di business dietro il tutto: aprire un dominio per screditare un brand serve, in molti casi, a calamitare traffico tematico di chi ad esempio abbia avuto problemi con una marca, oltre a mostrare offerte alternative della concorrenza ed a dargli un risalto che difficilmente, senza questo escamotage, potrebbero avere.

Se l’idea vi ispira per andare contro qualche competitor magari a sua volta scorretto verso di voi, riflettete bene: resta il fatto che non sembra essere una buona idea comprare un dominio del genere “anti”-concorrenza. Il rischio di essere denunciati per diffamazione ed uso illecito di un marchio registrato è grosso, come successo per walmart.horse nonostante il suo evidente scopo (per quanto provocatorio) privo di un vero e proprio intento commerciale e/o concorrenziale.

Microsoft o anti Apple, non fosse altro che Walmart qualcosa l’ha insegnata suo malgrado, potrebbero tranquillamente prendere esempio. Le cause delle multinazionali fioccheranno, soprattutto con lo spettro della diffamazione, e non c’è  da scommettere che dei singoli o dei piccoli privati rischieranno cause legali milionarie.

In questo modo, i grossi potranno comunque controllare quei domini e poco cambierà in termini di espansione degli indirizzi: il rischio diffamazione con un .sucks c’è sempre, chiaro, ma in termini di domini .adult e .xxx il problema dell’uso improprio di un nome internet è ancora più marcato e visibile (si veda il caso della popstar Taylor Swift, che compra due domini compromettenti a proprio nome seguendo l’esempio di Microsoft, che ha già protetto Office.porn e Office.adult).

L’attenzione sulle nuove estensioni di dominio deve quindi essere collettiva, a prescindere da ciò che brand e VIP stanno decidendo di fare.

 

Photo by @boetter


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